Bentornati su Lo Spazio Disney!
Il 2021 è stato un anno particolare e strano, per quanto mi riguarda: per la prima volta da molto tempo câè stata una novitĂ significativamente positiva nella mia vita e questo, allâinterno di una situazione complessiva che genera inevitabilmente incertezze (Covid, sto parlando con te!), non può che essere un buon segno.
Il mio progetto de Lo Spazio Disney, nato per avere un orticello privato in cui parlare di una delle cose che piĂš mi fanno stare bene e mi danno serenitĂ â il fumetto Disney, appunto â ha continuato la sua strada, con qualche riassestamento (la dipartita delle live fisse su Twitch, un diradamento nella frequenza dei post sul blog) ma mantenendo la sua mission di base e cercando, al contempo, di fissare per iscritto alcune considerazioni critiche su quanto leggo e su quanto viene pubblicato, per quanto possibile confrontandomi con i lettori. Anche in questâottica è nata, lo scorso febbraio, la pagina Instagram: per avere un luogo piĂš immediato in cui chiacchierare con altri fan disneyani. E devo dire che è divertente come elemento collaterale da portare avanti, tra una foto, una stories e qualche scambio di opinioni in DM.
Insomma, se guardo indietro fino allo scorso dicembre la differenza di situazione è marcata, con un buon miglioramento. Non si sta mai abbastanza tranquilli e tutto è sempre perfettibile, ma le cose cambiano e non sempre in peggio. Non è male, come pensiero da portare con sĂŠ la notte di San Silvestro đ
E posso solo sperare di aver messo in piedi un posticino che oltre ad aver fatto da “terapia” a me possa regalare qualche sorriso e un po’ di spensieratezza anche ad altri đ
Ad ogni modo⌠ultimo post dellâanno, tempo di classifiche!
Ă forse il contenuto piĂš ovvio per un blog/sito di fumetti in questo periodo đ ma non mi faccio spaventare dalla convenzionalitĂ e lo faccio comunque.
La formula è la stessa che ho adottato un anno fa: due Top 5 (come sempre, strettamente personali e opinabili), una con i cinque migliori albi disneyani e una con le cinque storie migliori pubblicate su Topolino, chiaramente sempre nel 2021, con brevi argomentazioni per ciascuna posizione.
Pronti? Via!
Top 5 uscite
5) Disney De Luxe â PK Tube

Certamente è un prodotto nato in seno alla precedente direzione su cui lâattuale non punta moltissimo, ma proprio per questo è ancora piĂš lodevole lâimpegno nel dare continuitĂ di formato a parodie e materiale pikappico, con un minimo di corredo redazionale.
Ho recensito il volume su Lo Spazio Bianco.
4) I Grandi Classici Disney #67

Il 2021 non è stato forse il miglior anno in assoluto per il mensile dei cultori Disney per antonomasia, infatti alcuni numeri sono stati un poâ infelici per questa o quella scelta di turno da parte di Luca Boschi.
Ma per compensare certi scivoloni ci sono stati molti numeri â specie nella prima parte dellâanno, e comunque la maggioranza â che hanno avuto diverse frecce al proprio arco, e quindi tirando le somme direi che i GCD si difendono ancora alla grande nel loro obiettivo di riproporre certi capolavori conclamati, grandi prove autoriali di anni piĂš recenti (i Novanta e i primi Duemila) e nel far riscoprire certe perle rare e dimenticate, magari assurdamente arcaiche ma proprio per questo spesso esilaranti e fonte di battute con altri appassionati.
Nel corso dellâanno abbiamo avuto molto Barks, un poâ di Gottfredson, Scarpa restaurato fedelmente (Il campionissimo), un poâ di doveroso Bottaro, delle martinate notevoli, tanto Cimino e vari Cavazzano e De Vita da diverse fasi delle loro carriere.
Tra i dodici numeri ho scelto il #67 di luglio perchĂŠ nelle Superstar dedicate ai viaggi nel tempo spiccano due storie di Guido Martina a dir poco spettacolari, capaci di farmi ridere tuttâora al sol pensiero: Paperino e lâorologio della fortuna e Paperino eroe dello spazio-tempo, davvero formidabili per un sacco di ragioni. Una ten-page di Carl Barks con Archimede ci riporta poi alla ragione con una vetta di qualitĂ piĂš consueta e ovviamente apprezzabilissima. Ma anche il resto del numero è ampiamente soddisfacente, con un classicone di Rodolfo Cimino e Giorgio Cavazzano come Zio Paperone e il sosia elettronico e con una danese bella e articolata (Pluto e il passato che ritorna). Poi Casty (benchĂŠ minore), ancora Barks⌠insomma, mi pareva un buon rappresentante per i GCD đ
Ho parlato di questo numero nel post con le uscite di luglio.
3) Almanacco Topolino #1

Le storie inedite sono poi introdotte e contestualizzate, non lasciate a sĂŠ stesse, dichiarando quindi una selezione in qualche modo ponderata. Il marchio di Luca Boschi come curatore è una garanzia di qualitĂ e la prima uscita in particolare si è rivelata unâottima vetrina per mostrare le potenzialitĂ del progetto. Non tutti i numeri dei cinque usciti finora sono perfettamente riusciti (i fedeli di questo blog ricorderanno in particolare la mia delusione per il secondo albo), ma non potevo non premiare lâidea di base e la composizione di questo #1.
Ho parlato di questo numero nel post con le uscite di aprile.
2) Topolino Metal Edition: Francesco Artibani

Nel 2021 però ben tre delle quattro uscite totali si sono rivelate decisamente buone, almeno secondo il mio metro di giudizio: mi riferisco alla Writers Edition su Alessandro Sisti e alle Metal Edition su Enrico Faccini e su Francesco Artibani. Questâultima, in particolare, spicca per un sommario particolarmente ghiotto e interessante, migliore della Gold Edition riservata allâautore nel 2015, dove si alternano storie di Topi e di Paperi, di inizio millennio e molto piĂš recenti, nelle quali la costante è la qualitĂ delle sceneggiature, il gusto per la scrittura di certi dialoghi e un parterre di disegnatori di tutto rispetto. Una lettura che fa ben capire come Artibani sia uno dei migliori autori disneyani degli ultimi venticinque anni, e che quindi premio con questa posizione in classifica.
Peccato solo che, oltre allâindice brillante, ci sia poco altro di cui parlare: gli extra si limitano a due paginette introduttive scritte da Silvio Camboni e due paginette finali firmate dallo stesso Artibani.
1) I Classici Disney #14 â Le Tops Stories: Lâultimo diario (selezione d’autore di Giorgio Pezzin)

Il 2021 è stato infatti lâanno in cui il bimestrale ha conosciuto una nuova ristrutturazione, dopo il reinserimento della frame-story nel 2019: quella di affidare ciascun numero a uno sceneggiatore che avrebbe selezionato personalmente le storie da inserire e scritto le tavole di raccordo. Bello lâesordio paperonesco curato da Vito Stabile, buono il numero su Macchia Nera by Marco Nucci e sensato il Paperinik di Marco Gervasio, ma il vero colpo grosso è stata lâuscita successiva con il ritorno in pompa magna di Giorgio Pezzin e delle sue Tops Stories, protagoniste delle edicole agostane.
Non solo viene quindi ridata la giusta importanza a una serie ingiustamente bistrattata, che ha avuto parziale nuova ribalta solo sui Grandi Classici ma in maniera comunque sacrificata e saltuaria per ovvi motivi: la sceneggiatura inedita di Pezzin che collega le storie selezionate (tutte ottime) riesce a dare una magnifica e poetica conclusione allâintero ciclo, insieme al racconto illustrato della nuova storia pubblicata contemporaneamente su Topolino. Unâoperazione coi fiocchi, riuscita oltre ogni rosea aspettativa, che ha fatto la felicitĂ di ogni amante del bel fumetto (Disney e non solo) e che ha portato a un volumetto economico ma decisamente pregiato per contenuto e curatela.
Câè di piĂš: il riverbero dellâoperazione non si è fermato al singolo albo, perchĂŠ ha contribuito a riportare Pezzin alla scrittura sul âTopoâ (non solo con la storia di agosto ma anche con una che uscirĂ il mese prossimo) e ha permesso di ricreare attenzione verso le Tops Stories al punto da mettere in cantiere una ristampa completa allâinterno di una nuova collana di futura uscita.
Insomma⌠primo posto meritatissimo, per me!
Ho parlato di questo albo nel post con le uscite di agosto.
Fuori classifica per un pelo
La scelta di limitarmi a cinque posizioni rischia di essere castrante, ma voglio attenermici il piĂš possibile perchĂŠ il divertimento, in fondo, sta anche nel cercare di sacrificare qualcosa.
Nella fattispecie, ho valutato per qualche tempo di inserire il Disney Collection #4 â Mickey e la terra degli antichi perchĂŠ sicuramente una delle novitĂ degne di nota dellâanno è quella di avere un contenitore per portare finalmente in Italia le graphic novel GlĂŠnat, e tra i volumi usciti quello a mio avviso migliore â bilanciando storia e cura dei materiali â è La terra degli antichi. Ma le magagne insite nella struttura dellâedizione italiana cosĂŹ concepita, senza dimenticare i ripetuti casini sul primo numero, mi hanno fatto optare alla fine per unâesclusione.
Un altro âcaduto sul campoâ è Il Club dei Supereroi #2: la presenza di una storia di Darkwing Duck tra le inedite e lâapprezzabile Le 12 fatiche di Paper Bat in apertura erano ottimi biglietti da visita, ma considerando che gli altri due numeri usciti avevano comunque dei nei ancora da riscattare e che il tipo di carta e di formato penalizza un poâ la presentazione di DD, alla fine lâho dovuto escludere. I sei numeri che usciranno nel 2022 avranno modo di aggiustare il tiro e allora potrò considerare il Club per una posizione nella classifica del prossimo anno.
Ne ho parlato nel post con le uscite di settembre.
Top 5 storie
5) Papersera News presenta â Zio Paperone in: freddo, neve e pagine stampate, di Corrado Mastantuono

Uscita poche settimane fa, Zio Paperone in: freddo, neve e pagine stampate è prepotentemente entrata tra le migliori dellâanno proprio grazie a questo suo mix di elementi, che la rendono un concentrato di disneyanitĂ , intesa proprio come approccio ai personaggi e al racconto. Lo Zio Paperone che ho trovato qui dentro è a dir poco magnifico: tanto comicamente arpagone nelle prime tavole, dove fa gravare il peso di direttore-tiranno, quanto onesto e integerrimo verso il finale. Il contrappunto dato dal flashback nel Klondike, con tanto di âorigini segreteâ del Papersera, impreziosisce la storia e il suo protagonista, mentre Paperino e Paperoga spiccano nel loro simpaticissimo e agguerrito atteggiamento pur nelle poche vignette in cui compaiono.
I disegni, infine, continuano quel percorso volto allâessenzialitĂ che Corrado Mastantuono sta seguendo da qualche anno, una sintesi grafica che si nota soprattutto nel modo di rappresentare i personaggi e che indulge nei particolari quando si tratta di sfondi e ambientazioni. I giochi di ombre e la colorazione, supervisionata dallo stesso disegnatore, completano lâestro del tratto.
Ă una posizione che idealmente rappresenta anche le altre prove dellâartista pubblicate nel 2021 su Topolino: lâaltra storia del ciclo Papersera News e le due con Bum Bum Ghigno, tutte volte a dimostrare il grande valore di Mastantuono; talento che forse passa troppo in secondo piano, di fronte ad altri progetti presentati dal giornale, ma che possiede un peso specifico non indifferente.
4) Io sono Macchia Nera, di Marco Nucci e Casty

Pian piano Nucci sta convincendo anche me: rispetto al 2020, per dire, ho riscontrato che non poche sue sceneggiature mi sono piaciute e mi hanno convinto, al netto di alcune delusioni (anche pesanti⌠qualcuno ha detto Mister Vertigo?)
Calisota Summer Cup, Retrogaming ma soprattutto La ballata di John D. Rockerduck e Ventâanni dopo sono infatti opere pregevoli, con diversi assi nella manica e la dimostrazione di una certa sensibilitĂ autoriale.
Rispetto a queste, però, decido di premiare con il quarto posto Io sono Macchia Nera, tenebroso ritorno del villain alle atmosfere piĂš minacciose che gli sono proprie ma che con gli anni si erano un poâ annacquate per vari motivi. Il timore di come Nucci avrebbe trattato questo ârebuildâ era ben presente, ma il risultato è stato assolutamente positivo, almeno per quanto mi riguarda: ho goduto di una storia in due tempi dove accade ben poco di concreto, è vero, ma dove molto spazio è dedicato alle atmosfere claustrofobiche che lo sceneggiatore ha deciso di rendere protagoniste della storia, che di fatto si costituisce come un lungo prologo al ritorno del âveroâ Macchia ma lo fa con una classe e unâeleganza che non fa sembrare al lettore di aver perso tempo, leggendolo.
Discorso diverso per la recentissima seconda incursione del Macchia di Nucci, perlomeno per quanto attiene al finale, ma avremo modo di parlarne meglio la prossima settimana…
Casty ai disegni fa un ottimo lavoro, contribuendo in maniera sensibile alla riuscita cosĂŹ felice dellâavventura: le sue tavole piovose e notturne, le inquadrature, anche il modo di rappresentare la nera e inquietante figura sono tutte finezze che impreziosiscono ogni singola tavola e che le permeano in maniera sensibile, restituendo mirabilmente le atmosfere che Nucci ha voluto mettere in primo piano.
La collaborazione con Michela Frare alle chine, che ha inchiostrato le tavole mediante tavoletta grafica, ha permesso una piccola evoluzione nello stile del Castellan, che personalmente ho apprezzato molto.
Racconto atipico, meramente introduttivo⌠tutto quello che volete, ma secondo me possiede un profilo di alto livello.
Ne ho parlato nel post sui Topolino di agosto.
Nota a margine: lâunico peccato, semmai, è vedere che Casty questâanno non ha prodotto nulla da autore unico o da sceneggiatore, se si eccettua la storiellina âfelinaâ insieme a Enrico Faccini, che però mi deluse assai. Il diradamento della sua presenza sul âTopoâ con avventure di un certo calibro è ormai questione annosa e non voglio tornare sulla polemica, dico solo che è un peccato non vederlo alla scrittura.
3) Paperin Pigafetta ai confini del mondo, di Pietro B. Zemelo e Paolo Mottura

Minimo comun denominatore è non solo lâadattamento disneyano di un fatto storico realmente accaduto, ma anche il disegnatore chiamato a illustrare entrambe le storie: Paolo Mottura.
Parto proprio da lui per elogiare tavole a dir poco affascinanti, nelle quali i personaggi spiccano con una gamma espressiva mirabilmente ricca e con pose assolutamente evocative. Ma potrei parlare a lungo anche di come vengono illustrate le navi, di come il mare impetuoso nelle matite dellâartista sembri uscire dalle pagine, di come i colori di Andrea Stracchi e Irene Fornari, supervisionati dallo stesso Mottura, riescano a donare giochi di luce davvero degni di nota arricchendo di atmosfere un racconto giĂ di per sĂŠ suggestivo.
E qui entra in scena lâelogio a Pietro B. Zemelo, qui alla sua sceneggiatura della vita in ambito Disney (anche se spero possa bissare presto): in passato lâautore non ha mancato di dimostrare una certa padronanza del mezzo e dei personaggi disneyani â anche lo scorso Halloween con Topolino e Minni in: Qualcosa nella nebbia) ma mai come in questo caso ha liberato la propria visione e la propria abilitĂ di scrittore con unâavventura lunga, articolata e perigliosa, visti i temi e lâispirazione di fondo. Il risultato è unâopera ambiziosa che porta a casa il risultato e che dimostra che sul Topolino odierno câè spazio per opere di questo tipo e per la qualitĂ assoluta.
Ne ho parlato sul post sui Topolino di novembre.
2) Ducktopia, di Francesco Artibani, Licia Troisi e Francesco DâIppolito

Questa mini-saga in tre parti mi ha infatti colpito molto piĂš di quanto mi aspettassi inizialmente: a una prima metĂ piuttosto convenzionale, nella quale sembrava piĂš che altro che i due autori si divertissero a trasporre i tanti clichĂŠ di genere (comunque scritta bene e con sapienza), è seguita una seconda parte in cui vengono ribaltate le carte in tavola, con unâidea forse semplice ma che viene presentata benissimo, messa in scena in modo da spiazzare efficacemente il lettore e usando i giusti tempi di scrittura. Dâaltro canto i due sceneggiatori non sono certo alle prime armi, e cosĂŹ mentre Artibani mette la sua conoscenza del cast e del mondo disneyano al servizio della storia, Troisi si muove con sicurezza allâinterno delle ambientazioni fantasy, forte della propria esperienza con le saghe letterarie del Mondo Emerso.
Il quid finale lo danno i disegni di Francesco DâIppolito: alla morbidezza che il suo tratto riserva ai personaggi fa da contrappunto il design ardito, ricercato e vagamente miyazakiano dei mostri che popolano questo universo narrativo, che non mancano di rimandare anche ad alcune creature del Bone di Jeff Smith. Degna di nota è anche la destrutturazione della gabbia, con cui il disegnatore gioca e sperimenta a piè sospinto inventando molte soluzioni interessanti e originali per suddividere spazi e vignette sulla pagina.
Il risultato è una storia avventurosa, divertente e sorprendente, un fiore allâocchiello in questa felice annata per Topolino.
Ne ho parlato nel post sui Topolino di settembre.
1) Le Tops Stories â Topolino e la fonte della giovinezza di Giorgio Pezzin e Davide Cesarello

Topolino e la fonte della giovinezza non è importante solo perchĂŠ segna il ritorno a sorpresa dello storico sceneggiatore sulle pagine di Topolino dopo molti anni di lontananza, ma anche perchĂŠ riconferma lâalta qualitĂ che questo autore è ancora in grado di portare, nonostante il diverso periodo storico, gli anni in piĂš e un nuovo contesto al quale adeguarsi per la scrittura di storie Disney.
La sensibilitĂ di Pezzin si riconferma invece talmente acuta da essere in grado di trattare un tema delicatissimo e tabĂš come lâinvecchiamento e la morte con i giusti modi, allâinterno di una narrazione affascinante, coinvolgente e matura.
CosĂŹ come accadeva negli altri episodi della serie, il viaggio di Sir Top De Tops alla ricerca di misteri e antiche leggende si rivela essere cartina di tornasole per riflessioni a lungo raggio sullâumanitĂ , sui grandi temi che la accompagnano da sempre e sullo stesso protagonista, in grado di problematizzarsi di fronte allâinconoscibile. Tutti questi elementi fondanti si ritrovano con la sostanza e la soliditĂ di un tempo in questo capitolo aggiuntivo, molto sentito, capace di conquistare i lettori e di rimanere impresso a lungo. Il suo ruolo allâinterno della mitologia di De Tops, peraltro, appare fondamentale â e ancor meglio esplicitato nelle tavole inedite su I Classici â ed è quindi con ancora maggiore gioia che lo si è accolto e che lo celebro con questo premio virtuale.
Non scordo comunque Davide Cesarello alle matite: lâartista, che nelle sue recenti prove con i Paperi non mi ha per niente convinto, trova qui una sua dimensione particolarmente riuscita, visualizzando molto bene le scene inventate da Pezzin. Un buon lavoro, certamente non paragonabile a quanto fatto da Massimo De Vita a suo tempo, ma piĂš che adeguato alla prova cui era chiamato.
Ne ho parlato nel post sui Topolino di agosto.
Fuori classifica per un pelo
Anche per quanto riguarda le storie inedite uscite sul settimanale câè stata qualche difficile scelta da compiere. Anzi, in questo caso ancora di piĂš che con le pubblicazioni!
Segnale, questo, di un anno veramente molto positivo per quanto riguarda la qualitĂ che ho riscontrato nella produzione inedita per Topolino.
Tra le tante altre avventure che in un certo momento ho vagliato come possibili premiati, le due con maggiori chance di entrare in classifica sono state Topolino Giramondo â Topolino e la vita selvaggia di Giuseppe Zironi e PK â Una leggendaria notte qualunque, di Alessandro Sisti e Lorenzo Pastrovicchio.

Ne ho parlato nel post sui Topolino di giugno.
Nel secondo caso ci sarebbe stata la volontĂ di ricordare il venticinquennale di PK, ricorrenza che ha caratterizzato non poco il 2021, con la storia celebrativa realizzata da due pilastri della saga.
Pur in un solo episodio di 30 tavole, infatti, Alessandro Sisti riesce a comprimere numerosissimi riferimenti pikappici allâinterno di una trama coerente pur nella sua metanarrativitĂ , dove abbondano strizzatine dâocchio e ammiccamenti da veri pkers riuscendo anche a far luce su alcuni âanelli mancantiâ della continuity generale.
Pastro, dal canto suo, si giostra negli spazi limitati del pocket riuscendo a racchiudere la potenza del suo tratto â e dei colpi di Pikappa đ â negli spazi a disposizione, riconfermandosi come uno di pochissimi disegnatori di riferimento per la serie, tra quelli attualmente disponibili.
Ă stata una lezione di scrittura generale, di scrittura disneyana ma soprattutto di scrittura pikappica.
In questo post avevo individuato tutte le citazioni inserite.
Mi è spiaciuto lasciarle fuori (cosĂŹ come altre che venivano subito dopo), ma mi piaceva almeno citarle di sfuggita in questo spazio âfuori classificaâ.
Siete dâaccordo con le mie scelte?
Avreste favorito la presenza di altri albi o di altre storie, se aveste compilato voi queste due classifiche?
Ritenete che qualcuno dei titoli citati non sarebbe da Top 5?
Condividete lâopinione che questâanno il âTopoâ abbia conosciuto una qualitĂ crescente nelle storie proposte?
Se vi va, fatemelo sapere nei commenti đ
Per intanto, vi faccio i miei migliori auguri per un meraviglioso 2022 e vi do appuntamento alla prossima settimana con i post sulle storie di Topolino e sulle uscite di questo dicembre agli sgoccioli đ
Sembra che questa classifica l’abbia scritta un mia variante di un altro universo! Scherzi a parte, mi trovo d’accordo su tutte le posizioni delle classifiche ed anche con i fuori top meritevoli di menzione. Il ritorno di Pezzin in casa Topolino è per me una gioia immensa! Complimenti per l’articolo e buon anno!
Ahahahaha, mi fa piacere che tu condivida la mia classifica đ
E concordo assolutamente sulla gioia del poter riavere Giorgio Pezzin su “Topolino” đ
Grazie per i complimenti e per aver voluto lasciare un commento.
Ciao e buon anno anche a te!