Classifiche Disney di fine anno - 2021

Classifiche Disney di fine anno – 2021

Classifica_Natale_2020_logoBentornati su Lo Spazio Disney!

Il 2021 è stato un anno particolare e strano, per quanto mi riguarda: per la prima volta da molto tempo c’è stata una novità significativamente positiva nella mia vita e questo, all’interno di una situazione complessiva che genera inevitabilmente incertezze (Covid, sto parlando con te!), non può che essere un buon segno.
Il mio progetto de Lo Spazio Disney, nato per avere un orticello privato in cui parlare di una delle cose che più mi fanno stare bene e mi danno serenità – il fumetto Disney, appunto – ha continuato la sua strada, con qualche riassestamento (la dipartita delle live fisse su Twitch, un diradamento nella frequenza dei post sul blog) ma mantenendo la sua mission di base e cercando, al contempo, di fissare per iscritto alcune considerazioni critiche su quanto leggo e su quanto viene pubblicato, per quanto possibile confrontandomi con i lettori. Anche in quest’ottica è nata, lo scorso febbraio, la pagina Instagram: per avere un luogo più immediato in cui chiacchierare con altri fan disneyani. E devo dire che è divertente come elemento collaterale da portare avanti, tra una foto, una stories e qualche scambio di opinioni in DM.

Insomma, se guardo indietro fino allo scorso dicembre la differenza di situazione è marcata, con un buon miglioramento. Non si sta mai abbastanza tranquilli e tutto è sempre perfettibile, ma le cose cambiano e non sempre in peggio. Non è male, come pensiero da portare con sé la notte di San Silvestro 😉
E posso solo sperare di aver messo in piedi un posticino che oltre ad aver fatto da “terapia” a me possa regalare qualche sorriso e un po’ di spensieratezza anche ad altri 🙂

Ad ogni modo… ultimo post dell’anno, tempo di classifiche!
È forse il contenuto più ovvio per un blog/sito di fumetti in questo periodo 😛 ma non mi faccio spaventare dalla convenzionalità e lo faccio comunque.
La formula è la stessa che ho adottato un anno fa: due Top 5 (come sempre, strettamente personali e opinabili), una con i cinque migliori albi disneyani e una con le cinque storie migliori pubblicate su Topolino, chiaramente sempre nel 2021, con brevi argomentazioni per ciascuna posizione.
Pronti? Via!

Top 5 uscite

5) Disney De Luxe – PK Tube

Classifiche_2021_1CAl quinto posto inserisco il cartonato che ripropone insieme le cinque storie brevi di Alessandro Sisti, Alberto Lavoradori e Max Monteduro dedicate a PK in occasione dei suoi primi vent’anni, e riproposte nel 2021 per il venticinquennale. La scelta è motivata da un lato dal plauso verso la redazione, che ha deciso di colmare questa lacuna all’interno della serie di De Luxe su PKNE (di cui, in qualche modo, PK Tube fa parte: nel mio head canon lo considero come se l’equivalente di uno speciale estivo dei tempi di PKNA), dall’altro dal fatto che si cerchi di curare un pochetto di più queste edizioni, che negli scorsi anni avevano attraversato un drastico calo nella quantità e qualità di editoriali a corredo, spesso ormai del tutto inesistenti.
Certamente è un prodotto nato in seno alla precedente direzione su cui l’attuale non punta moltissimo, ma proprio per questo è ancora più lodevole l’impegno nel dare continuità di formato a parodie e materiale pikappico, con un minimo di corredo redazionale.
Ho recensito il volume su Lo Spazio Bianco.

4) I Grandi Classici Disney #67

Classifiche_2021_2Quarto posto per la #unicatestataseria, immancabile in una classifica sulle migliori pubblicazioni dell’anno.
Il 2021 non è stato forse il miglior anno in assoluto per il mensile dei cultori Disney per antonomasia, infatti alcuni numeri sono stati un po’ infelici per questa o quella scelta di turno da parte di Luca Boschi.

Ma per compensare certi scivoloni ci sono stati molti numeri – specie nella prima parte dell’anno, e comunque la maggioranza – che hanno avuto diverse frecce al proprio arco, e quindi tirando le somme direi che i GCD si difendono ancora alla grande nel loro obiettivo di riproporre certi capolavori conclamati, grandi prove autoriali di anni più recenti (i Novanta e i primi Duemila) e nel far riscoprire certe perle rare e dimenticate, magari assurdamente arcaiche ma proprio per questo spesso esilaranti e fonte di battute con altri appassionati.
Nel corso dell’anno abbiamo avuto molto Barks, un po’ di Gottfredson, Scarpa restaurato fedelmente (Il campionissimo), un po’ di doveroso Bottaro, delle martinate notevoli, tanto Cimino e vari Cavazzano e De Vita da diverse fasi delle loro carriere.
Tra i dodici numeri ho scelto il #67 di luglio perché nelle Superstar dedicate ai viaggi nel tempo spiccano due storie di Guido Martina a dir poco spettacolari, capaci di farmi ridere tutt’ora al sol pensiero: Paperino e l’orologio della fortuna e Paperino eroe dello spazio-tempo, davvero formidabili per un sacco di ragioni. Una ten-page di Carl Barks con Archimede ci riporta poi alla ragione con una vetta di qualità più consueta e ovviamente apprezzabilissima. Ma anche il resto del numero è ampiamente soddisfacente, con un classicone di Rodolfo Cimino e Giorgio Cavazzano come Zio Paperone e il sosia elettronico e con una danese bella e articolata (Pluto e il passato che ritorna). Poi Casty (benché minore), ancora Barks… insomma, mi pareva un buon rappresentante per i GCD 😉
Ho parlato di questo numero nel post con le uscite di luglio.

3) Almanacco Topolino #1

Classifiche_2021_3Il terzo posto l’ho riservato alla principale novità editoriale da edicola, almeno per quanto mi riguarda. L’Almanacco Topolino è il bimestrale che risponde a un’esigenza che da tempo chiedeva di essere esaudita, quella di dare una casa coerente e ordinata al materiale estero contemporaneo, al di là delle sparute comparsate su Topolino e delle inedite in apertura di alcuni mensili. Rispetto agli illustri antenati con i quali si pone in continuità, la testata opta per una formula di compromesso e ospita anche ristampe prese proprio dall’Almanacco storico, ma si sta rivelando una decisione vincente e interessante, perfettamente in bilico tra filologia e scoperta del nuovo. Inoltre abbiamo finalmente un contenitore in cui queste storie possono essere mantenute nelle originarie quattro strisce per pagina senza essere rimontate o compresse nel formato pocket.
Le storie inedite sono poi introdotte e contestualizzate, non lasciate a sé stesse, dichiarando quindi una selezione in qualche modo ponderata. Il marchio di Luca Boschi come curatore è una garanzia di qualità e la prima uscita in particolare si è rivelata un’ottima vetrina per mostrare le potenzialità del progetto. Non tutti i numeri dei cinque usciti finora sono perfettamente riusciti (i fedeli di questo blog ricorderanno in particolare la mia delusione per il secondo albo), ma non potevo non premiare l’idea di base e la composizione di questo #1.
Ho parlato di questo numero nel post con le uscite di aprile.

2) Topolino Metal Edition: Francesco Artibani

Classifiche_2021_4Forse un po’ a sorpresa, il secondo posto spetta a una delle cosiddette Special Edition, ora raccolte sotto il cappello Grandi Autori. La sorpresa è dettata dal fatto che non ho mai esaltato particolarmente queste antologie mono-autoriali, le cui selezioni erano spesso poco centrate o addirittura con scelte poco felici rispetto ai nomi cui venivano dedicate.
Nel 2021 però ben tre delle quattro uscite totali si sono rivelate decisamente buone, almeno secondo il mio metro di giudizio: mi riferisco alla Writers Edition su Alessandro Sisti e alle Metal Edition su Enrico Faccini e su Francesco Artibani. Quest’ultima, in particolare, spicca per un sommario particolarmente ghiotto e interessante, migliore della Gold Edition riservata all’autore nel 2015, dove si alternano storie di Topi e di Paperi, di inizio millennio e molto più recenti, nelle quali la costante è la qualità delle sceneggiature, il gusto per la scrittura di certi dialoghi e un parterre di disegnatori di tutto rispetto. Una lettura che fa ben capire come Artibani sia uno dei migliori autori disneyani degli ultimi venticinque anni, e che quindi premio con questa posizione in classifica.
Peccato solo che, oltre all’indice brillante, ci sia poco altro di cui parlare: gli extra si limitano a due paginette introduttive scritte da Silvio Camboni e due paginette finali firmate dallo stesso Artibani.

1) I Classici Disney #14 – Le Tops Stories: L’ultimo diario (selezione d’autore di Giorgio Pezzin)

Classifiche_2021_5Il primo posto spetta, a mio avviso inevitabilmente, al colpo grosso dell’anno. Mai avrei pensato di dare tanto risalto – sia ai tempi dell’uscita che ora, facendo i conti di fine anno – a un numero de I Classici, ma la volontà di Alex Bertani di voler rivitalizzare la testata ha portato a graditissime sorprese.
Il 2021 è stato infatti l’anno in cui il bimestrale ha conosciuto una nuova ristrutturazione, dopo il reinserimento della frame-story nel 2019: quella di affidare ciascun numero a uno sceneggiatore che avrebbe selezionato personalmente le storie da inserire e scritto le tavole di raccordo. Bello l’esordio paperonesco curato da Vito Stabile, buono il numero su Macchia Nera by Marco Nucci e sensato il Paperinik di Marco Gervasio, ma il vero colpo grosso è stata l’uscita successiva con il ritorno in pompa magna di Giorgio Pezzin e delle sue Tops Stories, protagoniste delle edicole agostane.
Non solo viene quindi ridata la giusta importanza a una serie ingiustamente bistrattata, che ha avuto parziale nuova ribalta solo sui Grandi Classici ma in maniera comunque sacrificata e saltuaria per ovvi motivi: la sceneggiatura inedita di Pezzin che collega le storie selezionate (tutte ottime) riesce a dare una magnifica e poetica conclusione all’intero ciclo, insieme al racconto illustrato della nuova storia pubblicata contemporaneamente su Topolino. Un’operazione coi fiocchi, riuscita oltre ogni rosea aspettativa, che ha fatto la felicità di ogni amante del bel fumetto (Disney e non solo) e che ha portato a un volumetto economico ma decisamente pregiato per contenuto e curatela.
C’è di più: il riverbero dell’operazione non si è fermato al singolo albo, perché ha contribuito a riportare Pezzin alla scrittura sul “Topo” (non solo con la storia di agosto ma anche con una che uscirà il mese prossimo) e ha permesso di ricreare attenzione verso le Tops Stories al punto da mettere in cantiere una ristampa completa all’interno di una nuova collana di futura uscita.
Insomma… primo posto meritatissimo, per me!
Ho parlato di questo albo nel post con le uscite di agosto.

Fuori classifica per un pelo

La scelta di limitarmi a cinque posizioni rischia di essere castrante, ma voglio attenermici il più possibile perché il divertimento, in fondo, sta anche nel cercare di sacrificare qualcosa.
Nella fattispecie, ho valutato per qualche tempo di inserire il Disney Collection #4 – Mickey e la terra degli antichi perché sicuramente una delle novità degne di nota dell’anno è quella di avere un contenitore per portare finalmente in Italia le graphic novel Glénat, e tra i volumi usciti quello a mio avviso migliore – bilanciando storia e cura dei materiali – è La terra degli antichi. Ma le magagne insite nella struttura dell’edizione italiana così concepita, senza dimenticare i ripetuti casini sul primo numero, mi hanno fatto optare alla fine per un’esclusione.

Un altro “caduto sul campo” è Il Club dei Supereroi #2: la presenza di una storia di Darkwing Duck tra le inedite e l’apprezzabile Le 12 fatiche di Paper Bat in apertura erano ottimi biglietti da visita, ma considerando che gli altri due numeri usciti avevano comunque dei nei ancora da riscattare e che il tipo di carta e di formato penalizza un po’ la presentazione di DD, alla fine l’ho dovuto escludere. I sei numeri che usciranno nel 2022 avranno modo di aggiustare il tiro e allora potrò considerare il Club per una posizione nella classifica del prossimo anno.
Ne ho parlato nel post con le uscite di settembre.

Top 5 storie

5) Papersera News presenta – Zio Paperone in: freddo, neve e pagine stampate, di Corrado Mastantuono

Classifiche_2021_6Quinto posto per una storia dall’apparenza “umile”, ma che è in realtà assai significativa nel suo delicato equilibrio tra brio, comicità e profondità narrativa.
Uscita poche settimane fa, Zio Paperone in: freddo, neve e pagine stampate è prepotentemente entrata tra le migliori dell’anno proprio grazie a questo suo mix di elementi, che la rendono un concentrato di disneyanità, intesa proprio come approccio ai personaggi e al racconto. Lo Zio Paperone che ho trovato qui dentro è a dir poco magnifico: tanto comicamente arpagone nelle prime tavole, dove fa gravare il peso di direttore-tiranno, quanto onesto e integerrimo verso il finale. Il contrappunto dato dal flashback nel Klondike, con tanto di “origini segrete” del Papersera, impreziosisce la storia e il suo protagonista, mentre Paperino e Paperoga spiccano nel loro simpaticissimo e agguerrito atteggiamento pur nelle poche vignette in cui compaiono.
I disegni, infine, continuano quel percorso volto all’essenzialità che Corrado Mastantuono sta seguendo da qualche anno, una sintesi grafica che si nota soprattutto nel modo di rappresentare i personaggi e che indulge nei particolari quando si tratta di sfondi e ambientazioni. I giochi di ombre e la colorazione, supervisionata dallo stesso disegnatore, completano l’estro del tratto.
È una posizione che idealmente rappresenta anche le altre prove dell’artista pubblicate nel 2021 su Topolino: l’altra storia del ciclo Papersera News e le due con Bum Bum Ghigno, tutte volte a dimostrare il grande valore di Mastantuono; talento che forse passa troppo in secondo piano, di fronte ad altri progetti presentati dal giornale, ma che possiede un peso specifico non indifferente.

4) Io sono Macchia Nera, di Marco Nucci e Casty

Classifiche_2021_7Inutile girarci attorno: anche il 2021 è stato l’anno di Marco Nucci, su Topolino. Lo sceneggiatore ha scritto e curato molte storie e saghe, spesso tra quelle “di punta” per la redazione, formando un solido team con lo stesso direttore Alex Bertani e guadagnandosi diverse copertine relative alle sue creazioni.
Pian piano Nucci sta convincendo anche me: rispetto al 2020, per dire, ho riscontrato che non poche sue sceneggiature mi sono piaciute e mi hanno convinto, al netto di alcune delusioni (anche pesanti… qualcuno ha detto Mister Vertigo?)
Calisota Summer Cup, Retrogaming ma soprattutto La ballata di John D. Rockerduck e Vent’anni dopo sono infatti opere pregevoli, con diversi assi nella manica e la dimostrazione di una certa sensibilità autoriale.
Rispetto a queste, però, decido di premiare con il quarto posto Io sono Macchia Nera, tenebroso ritorno del villain alle atmosfere più minacciose che gli sono proprie ma che con gli anni si erano un po’ annacquate per vari motivi. Il timore di come Nucci avrebbe trattato questo “rebuild” era ben presente, ma il risultato è stato assolutamente positivo, almeno per quanto mi riguarda: ho goduto di una storia in due tempi dove accade ben poco di concreto, è vero, ma dove molto spazio è dedicato alle atmosfere claustrofobiche che lo sceneggiatore ha deciso di rendere protagoniste della storia, che di fatto si costituisce come un lungo prologo al ritorno del “vero” Macchia ma lo fa con una classe e un’eleganza che non fa sembrare al lettore di aver perso tempo, leggendolo.
Discorso diverso per la recentissima seconda incursione del Macchia di Nucci, perlomeno per quanto attiene al finale, ma avremo modo di parlarne meglio la prossima settimana…
Casty ai disegni fa un ottimo lavoro, contribuendo in maniera sensibile alla riuscita così felice dell’avventura: le sue tavole piovose e notturne, le inquadrature, anche il modo di rappresentare la nera e inquietante figura sono tutte finezze che impreziosiscono ogni singola tavola e che le permeano in maniera sensibile, restituendo mirabilmente le atmosfere che Nucci ha voluto mettere in primo piano.
La collaborazione con Michela Frare alle chine, che ha inchiostrato le tavole mediante tavoletta grafica, ha permesso una piccola evoluzione nello stile del Castellan, che personalmente ho apprezzato molto.
Racconto atipico, meramente introduttivo… tutto quello che volete, ma secondo me possiede un profilo di alto livello.
Ne ho parlato nel post sui Topolino di agosto.

Nota a margine: l’unico peccato, semmai, è vedere che Casty quest’anno non ha prodotto nulla da autore unico o da sceneggiatore, se si eccettua la storiellina “felina” insieme a Enrico Faccini, che però mi deluse assai. Il diradamento della sua presenza sul “Topo” con avventure di un certo calibro è ormai questione annosa e non voglio tornare sulla polemica, dico solo che è un peccato non vederlo alla scrittura.

3) Paperin Pigafetta ai confini del mondo, di Pietro B. Zemelo e Paolo Mottura

Classifiche_2021_8Terza posizione per Paperin Pigafetta ai confini del mondo, nuova “rievocazione storica” in salsa Disney che fa il paio con Sir Topleton dell’anno scorso (anch’essa finita in Top 5, tra l’altro).
Minimo comun denominatore è non solo l’adattamento disneyano di un fatto storico realmente accaduto, ma anche il disegnatore chiamato a illustrare entrambe le storie: Paolo Mottura.
Parto proprio da lui per elogiare tavole a dir poco affascinanti, nelle quali i personaggi spiccano con una gamma espressiva mirabilmente ricca e con pose assolutamente evocative. Ma potrei parlare a lungo anche di come vengono illustrate le navi, di come il mare impetuoso nelle matite dell’artista sembri uscire dalle pagine, di come i colori di Andrea Stracchi e Irene Fornari, supervisionati dallo stesso Mottura, riescano a donare giochi di luce davvero degni di nota arricchendo di atmosfere un racconto già di per sé suggestivo.
E qui entra in scena l’elogio a Pietro B. Zemelo, qui alla sua sceneggiatura della vita in ambito Disney (anche se spero possa bissare presto): in passato l’autore non ha mancato di dimostrare una certa padronanza del mezzo e dei personaggi disneyani – anche lo scorso Halloween con Topolino e Minni in: Qualcosa nella nebbia) ma mai come in questo caso ha liberato la propria visione e la propria abilità di scrittore con un’avventura lunga, articolata e perigliosa, visti i temi e l’ispirazione di fondo. Il risultato è un’opera ambiziosa che porta a casa il risultato e che dimostra che sul Topolino odierno c’è spazio per opere di questo tipo e per la qualità assoluta.
Ne ho parlato sul post sui Topolino di novembre.

2) Ducktopia, di Francesco Artibani, Licia Troisi e Francesco D’Ippolito

Classifiche_2021_9Al secondo posto inserisco il fantasy “atipico” di Francesco Artibani e Licia Troisi, quel Ducktopia che non a caso ho annoverato anche nella mia Top 3 generale per Lo Spazio Bianco.
Questa mini-saga in tre parti mi ha infatti colpito molto più di quanto mi aspettassi inizialmente: a una prima metà piuttosto convenzionale, nella quale sembrava più che altro che i due autori si divertissero a trasporre i tanti cliché di genere (comunque scritta bene e con sapienza), è seguita una seconda parte in cui vengono ribaltate le carte in tavola, con un’idea forse semplice ma che viene presentata benissimo, messa in scena in modo da spiazzare efficacemente il lettore e usando i giusti tempi di scrittura. D’altro canto i due sceneggiatori non sono certo alle prime armi, e così mentre Artibani mette la sua conoscenza del cast e del mondo disneyano al servizio della storia, Troisi si muove con sicurezza all’interno delle ambientazioni fantasy, forte della propria esperienza con le saghe letterarie del Mondo Emerso.
Il quid finale lo danno i disegni di Francesco D’Ippolito: alla morbidezza che il suo tratto riserva ai personaggi fa da contrappunto il design ardito, ricercato e vagamente miyazakiano dei mostri che popolano questo universo narrativo, che non mancano di rimandare anche ad alcune creature del Bone di Jeff Smith. Degna di nota è anche la destrutturazione della gabbia, con cui il disegnatore gioca e sperimenta a piè sospinto inventando molte soluzioni interessanti e originali per suddividere spazi e vignette sulla pagina.
Il risultato è una storia avventurosa, divertente e sorprendente, un fiore all’occhiello in questa felice annata per Topolino.
Ne ho parlato nel post sui Topolino di settembre.

1) Le Tops Stories – Topolino e la fonte della giovinezza di Giorgio Pezzin e Davide Cesarello

Classifiche_2021_10Parallelamente alla Top 5 delle uscite, anche il primo post di questa classifica è tutto per Giorgio Pezzin e le Tops Stories!
Topolino e la fonte della giovinezza non è importante solo perché segna il ritorno a sorpresa dello storico sceneggiatore sulle pagine di Topolino dopo molti anni di lontananza, ma anche perché riconferma l’alta qualità che questo autore è ancora in grado di portare, nonostante il diverso periodo storico, gli anni in più e un nuovo contesto al quale adeguarsi per la scrittura di storie Disney.
La sensibilità di Pezzin si riconferma invece talmente acuta da essere in grado di trattare un tema delicatissimo e tabù come l’invecchiamento e la morte con i giusti modi, all’interno di una narrazione affascinante, coinvolgente e matura.
Così come accadeva negli altri episodi della serie, il viaggio di Sir Top De Tops alla ricerca di misteri e antiche leggende si rivela essere cartina di tornasole per riflessioni a lungo raggio sull’umanità, sui grandi temi che la accompagnano da sempre e sullo stesso protagonista, in grado di problematizzarsi di fronte all’inconoscibile. Tutti questi elementi fondanti si ritrovano con la sostanza e la solidità di un tempo in questo capitolo aggiuntivo, molto sentito, capace di conquistare i lettori e di rimanere impresso a lungo. Il suo ruolo all’interno della mitologia di De Tops, peraltro, appare fondamentale – e ancor meglio esplicitato nelle tavole inedite su I Classici – ed è quindi con ancora maggiore gioia che lo si è accolto e che lo celebro con questo premio virtuale.
Non scordo comunque Davide Cesarello alle matite: l’artista, che nelle sue recenti prove con i Paperi non mi ha per niente convinto, trova qui una sua dimensione particolarmente riuscita, visualizzando molto bene le scene inventate da Pezzin. Un buon lavoro, certamente non paragonabile a quanto fatto da Massimo De Vita a suo tempo, ma più che adeguato alla prova cui era chiamato.
Ne ho parlato nel post sui Topolino di agosto.

Fuori classifica per un pelo

Anche per quanto riguarda le storie inedite uscite sul settimanale c’è stata qualche difficile scelta da compiere. Anzi, in questo caso ancora di più che con le pubblicazioni!
Segnale, questo, di un anno veramente molto positivo per quanto riguarda la qualità che ho riscontrato nella produzione inedita per Topolino.
Tra le tante altre avventure che in un certo momento ho vagliato come possibili premiati, le due con maggiori chance di entrare in classifica sono state Topolino Giramondo – Topolino e la vita selvaggia di Giuseppe Zironi e PK – Una leggendaria notte qualunque, di Alessandro Sisti e Lorenzo Pastrovicchio.

Classifiche_2021_11Nel primo caso, oltre a complimentarmi con Giuseppe Zironi (e Gabriele Panini) per tutti gli episodi di questo ciclo usciti nel 2021, la scelta era spinta dall’atipicità di quella storia nello specifico: una prova di sopravvivenza per Mickey, che si “abbruttisce” su un’isola deserta per provare gli effetti di una deprivazione di società su sé stesso. Scene inconsuete, un Topolino caratterizzato in maniera peculiare e non certo convenzionale per una trama fatta di assenze e costruita per sottrazione, ben giocata e coraggiosa.
Ne ho parlato nel post sui Topolino di giugno.

Nel secondo caso ci sarebbe stata la volontà di ricordare il venticinquennale di PK, ricorrenza che ha caratterizzato non poco il 2021, con la storia celebrativa realizzata da due pilastri della saga.
Pur in un solo episodio di 30 tavole, infatti, Alessandro Sisti riesce a comprimere numerosissimi riferimenti pikappici all’interno di una trama coerente pur nella sua metanarratività, dove abbondano strizzatine d’occhio e ammiccamenti da veri pkers riuscendo anche a far luce su alcuni “anelli mancanti” della continuity generale.
Pastro, dal canto suo, si giostra negli spazi limitati del pocket riuscendo a racchiudere la potenza del suo tratto – e dei colpi di Pikappa 😉 – negli spazi a disposizione, riconfermandosi come uno di pochissimi disegnatori di riferimento per la serie, tra quelli attualmente disponibili.
È stata una lezione di scrittura generale, di scrittura disneyana ma soprattutto di scrittura pikappica.
In questo post avevo individuato tutte le citazioni inserite.

Mi è spiaciuto lasciarle fuori (così come altre che venivano subito dopo), ma mi piaceva almeno citarle di sfuggita in questo spazio “fuori classifica”.

Siete d’accordo con le mie scelte?
Avreste favorito la presenza di altri albi o di altre storie, se aveste compilato voi queste due classifiche?
Ritenete che qualcuno dei titoli citati non sarebbe da Top 5?
Condividete l’opinione che quest’anno il “Topo” abbia conosciuto una qualità crescente nelle storie proposte?
Se vi va, fatemelo sapere nei commenti 😉

Per intanto, vi faccio i miei migliori auguri per un meraviglioso 2022 e vi do appuntamento alla prossima settimana con i post sulle storie di Topolino e sulle uscite di questo dicembre agli sgoccioli 😀