Su lospaziobianco ogni mese pubblichiamo decine di recensioni e approfondimenti su opere a fumetti. Quello che si chiede a questi pezzi è di alimentare la curiosità del lettore verso le opere e condividere e diffondere approcci di lettura, secondo una visione che valorizza divulgazione e pedagogia: cercare di diffondere un metodo, non delle analisi o delle valutazioni. Detto altrimenti: la scrittura di recensioni e approfondimenti, nella fertile gamma di declinazioni individuali, sfrutta sempre due fuochi: l’opera e il lettore.
È un requisito che diventa uno dei criteri guida del processo di discussione, editing e revisione che accompagna il pezzo dallo stadio di proposta alla sua pubblicazione. Se il pezzo non risponde a questo criterio, significa che c’è ancora da lavorarci sopra oppure che serve una sua particolare catalogazione.
Che cosa resta di una recensione

C’è un criterio importante che aiuta a capire l’approccio di base e gli obiettivi di un pezzo, ed è considerare che cosa resta dalla sua lettura. Da una recensione de lospaziobianco ci aspettiamo rimangano al lettore curiosità verso l’opera e degli spunti di lettura. Se tutto quello che resta è l’apprezzamento per lo stile della scrittura o per l’erudizione o cultura generale dell’autore o per il suo percorso di vita o curriculum, significa che l’obiettivo di quel pezzo è promuovere chi l’ha scritto. A tal proposito merita notare che le stroncature son un genere specifico afferente alla promozione dello stroncatore stesso.
Se quello che resta è un senso di appartenenza, nutrito dal linguaggio o dalla valutazione dell’opera, significa che siamo di fronte a qualcosa che offre e supporta un’identità: in questo caso, il centro di interesse del pezzo evidentemente non è l’opera, ma la promozione di un “gruppo” tramite atteggiamenti e pose che permettano ai suoi (eventualmente aspiranti) membri la reciproca identificazione.
Se consideriamo la questione sotto la prospettiva di “genere”, siamo semplicemente di fronte a pezzi che appartengono a un genere diverso e per questo lospaziobianco pubblica i pezzi di questo tipo nella sezione blog. Sottolineo: non si tratta di pezzi ”migliori” o “peggiori” (per stabilire una simile gerarchia servirebbe un sistema di riferimento comune, che non hanno), ma di scelte fate in base a obiettivi diversi, egualmente consapevoli e legittimi, che portano a risultati diversi. Su questo, è importante che il lettore abbia gli strumenti per capire a quale genere appartiene il pezzo che sta leggendo, in modo da potersi confrontare con esso in maniera opportuna.
La recensione come spunto di discussione

Stabilire consapevolmente un lettore di riferimento è particolarmente utile per impostare una recensione. Un tipico esempio è la recensione di un’uscita “speciale” collegata a un fumetto seriale – immaginate un Superman: Red Son o un Tex: Frontera.
Impostare la recensione pensando a un lettore che frequenti o no i personaggi di riferimento porta a scelte diverse nella scrittura, in ciò che si valuta importante far emergere, nei riferimenti e nel linguaggio stesso da adottare. Ovviamente questo non significa che solo il tipo di lettore scelto come riferimento la leggerà e si confronterà con essa e, tornando all’esempio, è probabile che una recensione pensata per un conoscitore di Superman o di Tex risulti ostica per un lettore che li conosca solo superficialmente.
Ecco allora che, per non trovarsi in un‘impasse, è importante considerare la recensione come un’occasione di discussione, ovvero non un punto di arrivo, esaustivo e completo nei contenuti, ma semplice passaggio o addirittura innesco di un processo che mira a coinvolgere i lettori, trasformandoli in interlocutori. La recensione non è cioè una lezione frontale nella quale si insegna, ma l’occasione per segnalare punti di interesse sui quali si invita il lettore a riflettere.
Questa prospettiva è direttamente legata a quella visione divulgativo/pedagogica alla quale abbiamo accennato sopra. Il recensore non ammanisce insegnamenti da una qualche Torre a un pubblico passivo, ma condivide degli spunti di riflessione e degli approcci metodologici, aspettandosi un feedback critico.
Ed è in questa prospettiva che si inserisce l’idea di promuovere, se non un metodo, un approccio alla lettura e al confronto fra letture, nutrito dal desiderio di condividere e far emergere diversità e potenzialità di interpretazioni e proposte, dalla disponibilità ad ascoltare e comprendere i ragionamenti altrui, dalla curiosità di espandere le proprie conoscenze. Non una competizione, quindi, ma uno scambio, attraverso il quale si rafforzi la passione e la capacità di godere del fumetto in tutte le sue manifestazioni.
Recensioni e approfondimenti su lospaziobianco promuovono questa visione perché propongono ragionamenti: chi legge ha quindi la possibilità di confrontarsi con essi, con le loro ipotesi e i loro passaggi, e non semplicemente con una valutazione (che, al limite, potrebbe indicare mera divergenza/similitudine di sensibilità).
In conclusione, una recensione non è una lezione né un consiglio per gli acquisti né un’emanazione delle politiche commerciali/promozionali delle case editrici. Idealmente è un momento di confronto aperto con i lettori.
Nota di chiusura: fra gli interlocutori di una recensione, ci sono ovviamente anche editori e autori. Trattare del confronto con essi implica affrontare una serie di tematiche che, per la loro complessità e per la stratificazione del dibattitito e dell’analisi in merito, richiedono uno spazio opportuno.
Magari lo faremo in una prossima occasione