Bentornati su Lo Spazio Disney!
Dopo il post su Casty, pubblico – più a stretto giro di quanto pensassi! – un altro episodio di questa neonata rubrica, nella quale prendo spunto dall’osservazione di albi e volumi disneyani in mio possesso per fare un po’ di amarcord o comunque per imbastire a partire da essi un discorso di taglio personale sulla vasta messe di storie e pubblicazioni disneyane del passato più o meno prossimo.
In questo caso vi propongo una sorta di retrospettiva su una mini-collana di tre volumi monografici dedicati rispettivamente a Topolino, Paperino e Pippo, pubblicati da Disney Italia nel 1998, 1999 e 2000 in duplice versione: brossurata da edicola e cartonata per il circuito di vendita collezionistico.
Nella prima parte del pezzo vi parlo un po’ di come ne sono venuto in possesso e nella seconda descrivo le storie contenute e l’impostazione data al prodotto.
Tutto cominciò con un Topocatalogo…

Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila, quando i fumetti Disney non erano pubblicati da Panini, non c’era un sito dell’editore dal quale acquistare materiale, Amazon non esisteva e le prime fumetterie non trattavano materiale disneyano se non di antiquariato, il canale di distribuzione pressoché unico dei fumetti Disney era l’edicola.
Anche per quanto riguardava volumi one-shot, più prestigiosi dei vari mensili a larga diffusione, i giornalai erano il luogo primario in cui poterli comprare o sperare di trovarli.
In seconda battuta, per alcuni di questi albi-strenna era prevista anche una distribuzione nelle librerie di varia, quelle appartenenti a grandi catene o nel reparto dedicato all’interno degli ipermercati: anzi, in talune occasioni veniva realizzata una tiratura apposita, con una copertina di diverso colore e con il marchio Disney Libri anziché quello della collana-ombrello sotto cui l’uscita veniva distribuita in edicola (i vari Più Disney, Super Disney, Disney Time, Speciale Disney ecc).
C’era però una terza via, molto più di nicchia, tramite la quale i lettori italiani più appassionati potevano trovare materiale più ricercato e curato: i Topocataloghi.
Si trattava di depliant pieghevoli allegati ad alcune testate – Zio Paperone e I Maestri Disney in particolare, ma anche Topolino – o distribuite per posta, in particolare in vista del periodo natalizio, che proponevano volumi di pregio spesso realizzati appositamente per questo canale di vendita “riservato”, allegando un bollettino postale con il quale si poteva ordinare e pagare in Posta la spedizione di quanto scelto.
Per maggiori dettagli su questa realtà, che oggi può apparire arcaica, rimando all’interessante articolo di Amedeo Badini sul sito del Papersera: https://www.papersera.net/wp/2021/12/31/un-inusitato-ricordo-natalizio-i-topocataloghi/

Di queste due pubblicazioni esisteva anche una versione identica, distribuita in edicola ma con una copertina moooolto meno d’impatto, avendo semplicemente un disegno generico e “da merchandising” del personaggio a figura intera su sfondo bianco. Un particolare che appresi solo in futuro.
Non sapevo nemmeno che esisteva anche un The Best of Topolino, uscito addirittura prima in occasione dell’ottantesimo compleanno del personaggio (forse realizzato per l’allora fiera del fumetto romana Expocartoon o forse proposto in un precedente Topocatologo che non mi arrivò).
Anni dopo, la mia ex-ragazza mi mostrò i fumetti Disney che le avevano comprato da piccola e che aveva archiviato in cantina, tra i quali c’era proprio il The Best of Topolino in versione brossurata! Visto il mio interesse e il suo disinteresse verso l’albo, me lo cedette senza problemi e potei così completare il terzetto, anche se… con un formato diverso rispetto agli altri due 🙁
Ci vollero ancora diversi anni perché trovassi, in una fumetteria di Piacenza che tratta l’usato, una copia cartonata del volume, che comprai per fare il cambio e avere così finalmente una collezione omogenea!
L’unica differenza è che i volumi acquistati tramite Topocatalogo sono numerati mentre questo no.
The best of, ma in Italia
Ma cosa contengono questi libri?

La regola prescelta per muoversi in un tale oceano a fumetti è stata quella di concentrarsi sulla produzione italiana e in particolare su quella dei riconosciuti Maestri in tale campo: Romano Scarpa, Giovan Battista Carpi, Massimo De Vita, Giorgio Cavazzano e Luciano Bottaro, con in occhio di riguardo nell’evitare di proporre avventure recentemente ristampate su I Maestri Disney, collana che attingeva allo stesso bacino potenziale di utenti.
Un approccio sensato perché, per quanto parziale, offre perlomeno un’identità precisa e dichiarata a queste raccolte, tale da distinguerle in maniera riconoscibile dai tanti altri “meglio di” che tra libreria e allegati da edicola sarebbero poi proliferati, specie in occasioni di anniversari a cifra tonda.
Non sempre i sommari – curati dal mitico terzetto formato da Lidia Cannatella, Luca Boschi e Alberto Becattini – risultano proprio centrati rispetto allo scopo, secondo il mio punto di vista.

Discorso simile anche per Casablanca, trattandosi di una parodia; in questo caso, però, perlomeno la visione che si dà del protagonista è maggiormente consona, oltreché meglio riuscita e particolarmente piacevole.
Inoltre l’importanza di questa avventura per Cavazzano la rende quasi un “passaggio obbligato”, soprattutto pensando alla celebre osservazione dello stesso artista secondo cui è proprio qui che ha individuato il “suo” Topolino definitivo a livello estetico.

Molto più a fuoco sono Il Pippotarzan, I missili antimaliardi – che mette in scena il secondo scontro tra Pippo e la strega Nocciola by Carlo Chendi e Luciano Bottaro, un ciclo emblematico per il personaggio – e anche Il condor dell’Illampú, che offre uno spaccato della visione di Guido Martina su Pippo senza taluni suoi eccessi di “umiliazione” ma anzi dandogli una sorta di riscatto, il tutto per le matite di un ottimo Carpi.

Agente dell’FBI, Il razzo interplanetario e L’eredità di Babe sono tre capolavori assoluti e nei quali il papero risulta centrale, figurando in alcune delle sue migliori interpretazioni.
Ottima anche Le due tigri che, nonostante sia una parodia, ci presenta un Donald freschissimo e assolutamente in parte, grazie a un G.B. Carpi al suo massimo e in veste sia di sceneggiatore che di disegnatore. Una storia ricca di gag e disegnata divinamente.
Per la “quota Cavazzano” addirittura si bissa con la divertente I miliardari in vacanza, scritta dallo stesso autore, e con La fortuna sfortunata, su testi invece di Rodolfo Cimino presente in qualità di “sceneggiatore del cuore” per Re Giorgio.
La prima vede il protagonista improvvisarsi guida in una vacanza da uomini duri nella giungla, con esiti comicamente prevedibili, mentre la seconda assume quella vena poetica tipica dello scrittore, che cerca di individuare sempre equilibri nelle forze della natura che guidano le nostre vite.
In sostanza abbiamo quindi uno spaccato vario e completo sulle visioni italiane di Paperino, eccezion fatta per quello più collerico e “negativo” di matrice martiniana (che, confesso, invero non mi è mancata).

In tal senso è un po’ deficitario solo The Best of Pippo, che dedica appena una facciata singola per ogni storia e, forse proprio per ragioni di spazio, sacrifica quei bei box collaterali a corollario dell’introduzione.

Chiaramente per il collezionista appassionato e con tanto materiale accumulato negli anni, i tre The Best of non presentano nulla di inedito, né come storie né come informazioni divulgate negli articoli, ma per il me lettore tredicenne si trattava di volumi capaci di farmi conoscere alcuni capisaldi del fumetto Disney made in Italy riuscendo a contestualizzarli e a fornirmi i vari punti di riferimento per apprezzarli al meglio.
E anche per chi è più scafato possono comunque rappresentare un’operazione meritoria nel loro costituire un bignami di queste figure, dei “manuali” di pronta consultazione dai quali attingere velocemente senza scartabellare troppo nella propria collezione.
La confezione – nell’edizione cartonata – è sontuosa da vedere, grazie all’effetto telato “grezzo” della copertina al tatto, oltre all’estetica affascinante dell’illustrazione in cover e sul retro.
In definitiva si tratta di una notevole tripletta di tomi, pubblicata nel pieno dell’epoca d’oro di questo tipo di prodotti Disney e che spicca in quanto operazione condotta con gusto, amore e consapevolezza.