Come proteggere un gioco in scatola

Come proteggere un gioco in scatola

Abbiamo già fornito in passato alcuni consigli per proteggere il diritto d’autore di immagini, libri, foto e fumetti, ma per i giochi da tavolo pare che le cose stiano diversamente: l’abbiamo visto con il celebre Bang!, piratato da Ziko Games, o con Wings of War, trasformato in X-Wings, o con Pathfinder, un clone evoluto di D&D, ma anche con tutte le campagne per la quinta edizione del celebre GDR che spopolano su Kickstarter.

Nel caso di Dungeons & Dragons, la Wizard of The Coast nel 2000 ideò la Open Gaming License (anche Open Game License o OGL), una licenza open content progettata proprio per i giochi di ruolo e valida in tutto il mondo, con cui diffondeva in pubblico dominio il System Reference Document (una versione condensata della 3′ edizione del gioco) e la d20 License System, diventati successivamente un riferimento per tutte le edizioni “apocrife”. Di fatto il celebre editore americano chiarì in questo modo cosa poteva essere effettivamente utilizzato (perché, di fatto, non tutelabile) e cosa no, evitando così il saccheggio di testi e personaggi regolarmente coperti dalle normative sul diritto d’autore.

In generale la Convezione di Berna e le leggi internazionali sul copyright non tutelano i regolamenti dei giochi in scatola nonostante facciano parte delle opere dell’ingegno, rendendo limitate le possibilità di azione in questo ambito. Anche il diritto industriale pare non tenere conto di questo genere di prodotti creativi. L’unica soluzione possibile rimane quella di proteggerne le parti che possono essere effettivamente coperte…

  1. Depositando presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi la domanda di brevetto del regolamento, del tabellone e delle sue componenti, ma ATTENZIONE per poter fare tale domanda il prodotto deve avere le seguenti caratteristiche:
    ° Novità, ovvero non dev’essere mai stato brevettato qualcosa di simile in tutto il mondo
    ° Originalità, dev’essere il risultato di uno sforzo inventivo, non di una rielaborazione
    ° Industrialità, deve poter essere riproducibile a livello industriale
    ° Liceità, non dev’essere contrario all’ordine pubblico o ledere il buon costume.
    In caso di esito positivo, il gioco riceve il brevetto per una durata di 20 anni (non rinnovabile).
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  2. Producendo una certificazione temporale di paternità (come abbiamo visto in passato) per le grafiche e i testi presenti nel regolamento, anche tradotti (ciò non protegge i meccanismi, ma narrazioni, ambientazioni e personaggi).
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  3. Registrando come marchio il nome e il logo del gioco.