CAPITOLO 4, ovvero, Dove si confronta il graphic novel “The end of the f***ing world” di Charles Forsman con il suo adattamento televisivo

23 Marzo 2018
NOTA BENE: IL SEGUENTE TESTO PARLA IN DETTAGLIO DEL FUMETTO E DELLA SERIE TELEVISIVA THE END OF THE F***ING WORLD. SE VOLETE LEGGERE IL LIBRO E/O GUARDARE IL TELEFILM, TENETE PRESENTE CHE QUESTO ARTICOLO CONTIENE NUMEROSI SPOILER. La distribuzione a livello mondiale della miniserie televisiva The end of the f***ing world da parte di Netflix, dopo il passaggio televisivo sulla britannica Channel 4 nell’ottobre dell’anno scorso, fornisce un’ottima occasione per ragionare sul tipo di approccio e sulle modalità di adattamento di un’opera da un medium a un altro. The end of the f***ing word, o TEOTFW, come era stato originariamente

CAPITOLO 3, ovvero: Dove si esplora il labirintico percorso di “Black River” di Josh Simmons

28 Luglio 2017
Se nell’antologia The Furry Trap, di cui ho parlato diffusamente la settimana scorsa, si vedeva l’evoluzione grafica, ma soprattutto narrativa, di Josh Simmons, per cui l’autore riusciva a passare da storie horror, in cui inizialmente la violenza era rappresentata dettagliatamente, quasi a oggettivizzare la situazione, senza però indugiarvi in maniera morbosa, a dei racconti in cui l’effetto di malessere e inquietudine veniva trasmesso senza passare attraverso un uso esplicito del sangue e della letterale distruzione fisica della vittima, è con Black River, volume uscito nel 2015 dalla Fantagraphics Books, lo stesso editore dell’antologia appena citata, che la maturità di Simmons

CAPITOLO 2, ovvero: Dove The Furry Trap ci introduce nel mondo di Josh Simmons

21 Luglio 2017
La scorsa settimana ho parlato della variegata opera di Josh Simmons, tra performance, racconti a fumetti e cortometraggi video. Ora è il momento di entrare più nel dettaglio della sua produzione, esaminando l’antologia The Furry Trap, edita nel 2012 da Fantagraphics Books e che raccoglie il meglio della sua produzione horror pubblicata tra il 2004 e il 2011, una straordinaria selezione che ci permette di capire meglio la sua importanza. Certo, non è un’operazione semplice quella di descrivere storie a fumetti che probabilmente saranno in pochi ad aver letto e, nello stesso tempo, cercare di non spoilerare troppo per suscitare

CAPITOLO 1, ovvero: Dove si inizia a conoscere Josh Simmons e la sua ricerca della “verità emotiva”

14 Luglio 2017
Dopo un’introduzione postata molto tempo fa e qualche intoppo, inizia la preannunciata esplorazione dell’utilizzo del genere horror e della violenza nel fumetto statunitense, usati non come semplice e banale intrattenimento, ma come un modo per raccontare una società e, soprattutto, una personale visione e percezione del mondo. Partiamo quindi da uno sceneggiatore e disegnatore che pubblica da circa una quindicina d’anni, ma la cui produzione è inedita in Italia. Sto parlando di Josh Simmons, classe 1977, specializzato soprattutto in racconti brevi. Se provate a sfogliare qualche sua storia, potreste avere una reazione immediata e spontanea di rifiuto di fronte a

INTRODUZIONE, ovvero: Dove si iniziano a fare i preparativi di viaggio

16 Novembre 2016
Qualche mese fa, due episodi slegati tra loro hanno riacceso il mio interesse per una questione che era rimasta sopita per lungo tempo in un angolo della mia mente: la lettura dei libri TEOTW (The end of the fucking world) di Charles Forsman e Black River di Josh Simmons, in cui la presenza della violenza, fisica e psicologica, è centrale nello svolgimento della storia, si è incrociata con la visione di un post su Facebook di Massimo Perissinotto che ricordava come sulla rivista degli anni Novanta «Fuego» si fosse aperto un dibattito molto articolato e combattuto sul tema dell’uso della violenza

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