Ogni mattina un giocatore di Snap si sveglia e sa che molto probabilmente tra le ricompense troverà una variante. Ogni mattina una variante si sveglia e cerca di sfuggire ai giocatori di Snap. Il problema è che le varianti di Dan Hipp invece ti cercano.
Benvenuti in questo format dove analizziamo le varianti che ci sono capitate questa settimana, cercando di evitare improperi e bestemmie varie.
Valentina Snappi
Finalmente un po’ di respiro dopo settimane veramente mortali.
Avete presente quello lì… sì Nikola Čižmešija, quello che neppure lui è in grado di scrivere il suo cognome senza fare copia e incolla da Wikipedia. Però è in grado di realizzare la variante più bella di Man-Thing in circolazione. Lavoro stupendo che supera anche di gran lunga l’egregia variante che vedrete più avanti capitata a WSPE.
Visto che il negozio del Team Clash continuava a propormi monnezze, tra cui la Pixel di Kingpin a mille crediti, alla fine ho fatto il Portal pull e mi sono portato a casa Gladiator e questa meraviglia di quel figo di Mattia De Iulis, e anche qui siamo dalle parti della variante più bella per il personaggio assieme a quella di Viktor Farro. Si tratta dell’UNICA variante opera dell’artista ascolano, che ci regala atmosfere cupe e una tensione investigativa resa alla perfezione. Goduria!
Come ricompensa dei Drop di Twitch ho beccato questa variante di Mysterio opera dello studio Combo Break. Rinnovo anche qui la polemica mossa dal mio collega WSPE: anche i token del personaggio, in questo caso l’Illusione, dovrebbero essere disegnati dall’autore della variante!
Che dire? Questa variant dell’artista cinese AKA è meravigliosa, però ha praticamente la stessa posa di Jean Grey, altra delle tre carte realizzate dall’autrice (la terza è Arishem). Quindi non sapendo quale delle due è la copia dell’altra diciamo che mi si smorza un po’ l’entusiasmo.
Worst Snap Player Ever


Rian Gonzales ha fatto anche cose buone! Quando non vira sul deformed, sul chibi o sugli zombi devo dire che risulta molto più digeribile. Anche se mi tengo la variante di Nikola Čižmešija, per quanto non saprei riscrivere il suo nome nemmeno ne andasse della mia vita.
Ma che roba gira negli studi di Creative House Pocket? Perché davvero mi sfugge il senso di questa carta, cosa dovrebbe rappresentare? Hulkling che strizza dei tubetti di tempera? Ma fosse almeno realizzata bene, sembra sia passato il gatto sulla scrivania e abbia rovesciato i colori sul foglio, dai…
Rifacciamoci gli occhi con questa carta di Adi Granov, che tira fuori da Psylocke una gran cazzimma. Ne approfitto pure per consigliarvi un fumetto disegnato da Granov, ovvero la miniserie Iron Man: Extremis perché scritta da Warren Ellis e perché effettivamente bella bella. Fidatevi! Allego recensione:
Altra carta interessante, anche se non la migliore per Sunspot, è realizzata dal “nostro” Marco Checchetto, che colpisce soprattutto per l’inquadratura poco canonica, con il personaggio principale in secondo piano e completamente in nero/in ombra. D’impatto.
Abbe/BoiaDéck
Non è la peggiore tra le Pixel e la città sullo sfondo mi ricorda tanto (e con piacere) gli Arcade a scorrimento che trovavo nelle sale giochi da bambino.
Rimane una Pixel eh, ma qualcosa di buono ce l’ha!
Ah, le Chibi. La terza testa dell’Infernale Cerbero, assieme alle Pixel e alle variant di Dan Hipp.
Non è la prima volta che mi ritrovo a parlare di una variante di Brett Bean e se nella prima occasione il suo Infinity Ultron non mi aveva convinto completamente, questo Man-Spider, invece, mi piace molto. Mi piacciono i colori, che sembrano rimandare a quella fase della sera dove il Sole sta calando e iniziano i concerti, ma soprattutto mi piace l’idea di far suonare la batteria ad un ragno umano. Veramente geniale!
Pare il Conte Olaf di Lemony Snicket dopo un attacco di diarrea e con le gambe anchilosate. Brutta, ma brutta brutta eh.
Alex Maleev sceglie dei colori ad acqua per rappresentare, in posa plastica, un Thor dalle tinte epiche, fiere, da vero condottiero. Apprezzo enormemente questo lavoro anche se, per gusto personale, il forte contrasto del gambale in primo piano, caratterizzato da un nero piuttosto deciso, lo fa apparire come un po’ disunito dall’immagine nel suo complesso.
Toni Stark
John Giang, collaboratore della Lucasfilm, confeziona una dinamica Ghost-Spider, perfettamente in linea nei toni e nei colori con la Gwen alternativa vista nella trilogia Spider-Verse.
Le pixel offrono, come spesso accade, punti di vista alternativi su personaggi non solo della Marvel. A sto giro vediamo cosa succede a Voldemort se veste i panni di un supereroe arancione. Di recente l’avevamo visto nei suo solito outfit dark:
Grazie Pixel, per allietarci con la tua fantasia!















