Effetto continuo: Le tue rocce hanno +3 Forza.
Chi è
Ozymandias è un celebre sonetto del 1818 del poeta romantico Percy Bysshe Shelley, che riflette sulla caducità del potere e la rovina del tempo… ah no, scusate.
Ozymandias, il cui vero nome è Adrian Alexander Veidt, è un personaggio della serie a fumetti Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons… ah no, scusate (in realtà, questo era l’unico Ozymandias dei fumetti che conoscevo, grazie Marvel Snap per aver aumentato le mie conoscenze).
Ozymandias era figlio del faraone egizio Amenhotep. Suo padre fu deposto dal misterioso Rama-Tut, mentre Ozymandias fu costretto a servirlo come generale. Desiderava il trono che riteneva suo di diritto, ma non aveva modo di sconfiggerlo. Anni dopo, Rama-Tut lo inviò a catturare un uomo chiamato En Sabah Nur. Rama-Tut, in realtà un viaggiatore del tempo proveniente dal futuro (sappiamo che è una delle infinite incarnazioni di Kang), sapeva che Nur sarebbe diventato il potente mutante Apocalisse e voleva controllarne il destino rendendolo suo erede. Ozymandias fallì miseramente nel catturare Nur (e qui io dico, vieni dal futuro, cosa cazzo ti affidi all’ultimo arrivato per fermare il tuo nemico, vacci da solo!) così, quando En Sabah Nur affrontò Rama-Tut, Ozymandias cercò di sfruttare lo scontro per entrare nella Sfinge e ottenere il suo potere, ma fu fermato da Nur. Per vendicarsi, questi lo trasformò in pietra vivente e gli mostrò tutta la storia dell’umanità in un istante, distruggendogli la mente. Da quel momento, Ozymandias divenne uno schiavo fedele di Apocalisse, servendolo per millenni e scolpendo le visioni del futuro per guidarlo.
Corrispondenza poteri-personaggio dei fumetti
In seguito allo scherzetto di Apocalisse, Ozzy acquisì diversi poteri: la forma di roccia lo ha reso praticamente immortale, avendo vissuto per circa 5000 anni, dall’antico Egitto fino ai giorni nostri. Può animare le statue che scolpisce, trasformandole in entità semi-viventi capaci di attaccare i suoi nemici, è in grado di volare e, dopo essere stato esposto all’Occhio delle Ere, la sua mente è stata riempita con conoscenze sul futuro dell’umanità (fino al XXX secolo). Apocalisse lo costrinse a rappresentare queste visioni sotto forma di sculture, compito che svolge da millenni. È uno scultore estremamente abile (per forza, dopo 5000 anni!) e possiede anche una buona conoscenza della tecnologia dei Celestiali, che gli ha permesso di aiutare Apocalisse nella creazione e nel recupero dei suoi Cavalieri.
Il suo +3 alle rocce dunque ci sta, lo piazza in ottima posizione sulla scala di corrispondenza dei poteri con le abilità della carta.

La carta è forte?
Creerà un archetipo, prepariamoci a un fiorire di Mole Man, Patriot, Debrii, Rhino e chi più rocce ha più rocce metta. Se è forte non lo dico più perché sbaglio sempre.
Una roba del genere potrebbe mettere diversi punti in effetti, vediamo che succede. Ricordo che la carta è una serie 4 ottenibile completando le missioni e accumulando Volt nell’evento High Voltage: Overdrive di marzo.
Come giocare la carta
Varianti




Tra le quattro, premio con la copertina dell’articolo la variante di Dardo Studios, forse quella di Fireball come soggetto era più carina, ma vedere uno che scolpisce IL NULLA e pure con espressione soddisfatta andava in qualche modo penalizzato.
Consigli per gli acquisti
Il personaggio debutta su Uncanny X-Men #332 del 1996 di Scott Lobdell e Joe Madureira. Nell’albo gli X-Men sono alla ricerca disperata di Wolverine che, dopo esser regredito quasi a uno stato animale, si trova a Casablanca (smettetela di fare battutine). Nel suo vagare per il deserto, Wolverine si imbatterà nel castello-prigione di Ozymandias, che gli svela le incisioni che aveva fatto con le profezie sul mutante canadese.
Queste storie sono state ripubblicate in Italia in Marvel Omnibus #136: X-Men: L’Ombra di Onslaught
La sua storia nell’antico Egitto è stata invece raccontata nella miniserie in 4 parti Rise of Apocalypse del 1996, scritta da Terry Kavanagh e disegnata da Adam Pollina.
Purtroppo in italiano si può trovare solo nell’usato nel volume L’Ascesa di Apocalisse del 1997.







