La battaglia degli artisti contro Midjourney e l'intelligenza artificiale

La battaglia degli artisti contro Midjourney e l’intelligenza artificiale

Nella nostra breve guida al diritto d’autore su MidJourney di qualche tempo fa abbiamo accennato ad alcune problematiche legali relative all’Intelligenza Artificiale sviluppata per la creazione di immagini.

Midjourney, ormai in buona compagnia, con Dall-E, Unstable Diffusion e altri algoritmi, sono programmi accessibili gratuitamente (ma che prevedono anche piani di abbonamento con funzionalità avanzate) in grado di realizzare illustrazioni complesse a partire da semplici frasi. Non richiedono conoscenze di programmazione o disegno, e i risultati sono spettacolari.

Set di immagini creato con Midjourney scrivendo semplicemente “manga girl face”

La rapida evoluzione di questi software ha destato l’allarme della comunità artistica, che sta manifestando in rete la propria contrarietà nei confronti di questi strumenti, in particolare sui siti dove vengono creati i portfoli on-line.

Come Deviantart, anche Artstation, il sito di portfoli artistici più grande e importante della rete, a seguito della protesta è stato costretto a prendere una posizione in relazione all’IA, offrendo agli utenti la possibilità di segnalare le proprie immagini come non utilizzabili per l’addestramento degli algoritmi.

La dichiarazione arriva dopo che la bacheca del sito si è tappezzata del simbolo di questa lotta, che vede illustratori, fumettisti e disegnatori di ogni categoria, uniti e compatti come non si vedeva dai tempi del terrorismo (in particolare nel periodo delle torri gemelle e dell’attentato a Charlie Hebdo) contro i software in grado di produrre illustrazioni da semplici frasi con costi ridicoli, o addirittura gratuitamente.

Del resto sempre di terrore parliamo, dato che la quarta versione di Midjourney ha raggiunto livelli di qualità impressionanti, mettendo in allarme le professionalità creative, perché ormai c’è solo l’imbarazzo della scelta e persino Photoshop ha annunciato l’integrazione dell’AI tra le sue funzioni.
Gli artisti lamentano come gli algoritmi rubino immagini dalla rete indiscriminatamente, mimando gli stili dei professionisti, ma al momento la legge internazionale non viene in aiuto dei rimostranti, poiché il plagio, in quasi tutti gli stati, è un reato che si concretizza in una copia e non soltanto in una rielaborazione.

Qualcuno sta tentando di muovere l’interesse della major, chiedendo esplicitamente alle macchine di produrre immagini con personaggi protetti da copyright o marchi, nel tentativo da innescare una causa nei confronti delle aziende proprietarie di queste applicazioni, ma per ora senza successo…

Per questo motivo, nel tentativo di innescare una class action, Francesco Archidiacono e Lorenzo Ceccotti hanno lanciato una campagna crowdfunding nata proprio per contrastare l’uso delle illustrazioni degli artisti senza il consenso da parte delle AI. L’artista LRNZ spiega con chiarezza il problema e l’iniziativa, quindi vi riporto il post:

Il problema in pochi mesi ha assunto proporzioni rilevanti nell’industria culturale e la questione non riguarda soltanto le arti grafiche, dato che esistono AI in grado di scrivere testi e produrre animazioni (in questo articolo dal catastrofico titolo “come l’AI dominerà completamente l’industria dell’animazione in meno di 5 anni” viene descritta l’incredibile evoluzione tecnica dello strumento)

Di fatto, in pochi mesi le piccole realtà indipendenti sembrano essersi buttate a pesce sulle possibilità offerte dalle intelligenze artificiali e di recente anche i colossi hanno cominciato ad adottarne l’utilizzo. Basti pensare a Bonelli con Nathan Never o a Mondadori

Sul fronte di chi invece è pro-IA, gli argomenti sono molteplici e possiamo riassumerli, con beneficio d’inventario, in una generale avversione contro i tentativi di fermare o regolamentare il progresso in questo specifico ambito.

In molti considerano questa “rivoluzione” come uno dei numerosi step evolutivi tecnici compiuti nella meccanica, come nelle arti e nell’artigianato, paragonando gli artisti ai cocchieri rimasti senza lavoro dopo l’avvento delle automobili, agli arrotini o altre professioni similari (un po’ infelice e non propriamente calzante, se ci pensiamo un attimo).

Persino Kickstarter, la maggiore piattaforma di raccolta fondi al mondo, si è schierata apertamente contro l’intelligenza artificiale, affermando che

Kickstarter deve essere, e sarà sempre, dalla parte del lavoro creativo e degli esseri umani dietro quel lavoro. Siamo qui per aiutare il lavoro creativo a prosperare.

E quest’affermazione perentoria giunge dopo che la piattaforma ha sospeso la campagna con cui Unstable Diffusion intendeva finanziare la ricerca per evolvere l’algoritmo e i servizi ad esso collegati, dopo un boom iniziale che aveva portato la raccolta fondi a raddoppiare il proprio obiettivo in poche ore, raggiungendo i 56.000$

Kickstarter ha sospeso la campagna di unstable diffusion

“Una delle caratteristiche chiave del nostro progetto è la creazione di un Community GPU Cloud, in cui i ricercatori e i creatori di modelli della comunità possono richiedere sovvenzioni per il calcolo e addestrare i propri modelli e set di dati sul nostro sistema, a condizione che rilasceranno i risultati open source. Questo finanziamento ci consentirà di costruire e mantenere una piattaforma che riteniamo sarà una risorsa preziosa per la comunità più ampia.

Ci consentirà inoltre di continuare a migliorare ulteriormente il nostro modello attraverso ulteriori passaggi di formazione e più immagini aggiunte. I modelli hanno una grande differenza nella qualità dell’output a seconda del numero di fasi di addestramento per cui il modello è addestrato e un cluster espanso consentirebbe al nostro di produrre immagini di qualità molto superiore. La riduzione della quantità di anomalie anatomiche offre una comprensione più profonda di idee e argomenti che sono meno comuni nel set di dati e lo aiuta a generalizzare e applicare concetti da una serie di immagini ad altre (ovvero combinare meglio stili disparati come l’estetica “cyberpunk” con “carino chibi anime’). E ovviamente più immagini lo rendono anche migliore…” – Estratto dalla pagina della campagna crowdfunding.

Dal nostro modesto punto di vista, se da un lato non è illegale l’utilizzo di queste risorse, dall’altro troviamo corretto che un professionista possa sfruttare i social e piattaforme preposte al caricamento del proprio portfolio, senza che le sue opere vengano utilizzate per addestrare un algoritmo senza un’esplicita approvazione.

La convivenza con Midjourney et similia non potrà essere messa in discussione, ma molti siti si stanno adattando alla protesta degli artisti e non è detto che non si avvii una macchina burocratica più importante, motivo per cui consigliamo ancora una volta di muoversi con cautela (e rispetto) prima di riempire i vostri titoli di arte generata con l’AI.