Il creativo indipendente [2/3]: la ritenuta d’acconto

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LA RITENUTA D’ACCONTO

Dopo aver visto come un creativo possa vendere le proprie opere al pubblico senza ricevuta grazie all’atto di notorietà, oggi analizzeremo lo strumento della ritenuta d’acconto.

Si tratta di una formula contrattuale che vi permette di lavorare come se foste dei professionisti per un periodo di tempo e un compenso limitati.

In pratica, se siete sprovvisti di partita IVA e vi viene commissionato un lavoro da un’azienda, è possibile utilizzare questo tipo di documento per collaborazioni occasionali non subordinate che nell’anno solare non superino:
° i 5.000€ di compenso lordo complessivo
° i 30 giorni per singolo committente

All’atto del pagamento della prestazione dovrete produrre un documento che, dal punto di vista fiscale, deve contenere: data, numero, i vostri dati (incluso il codice fiscale), quelli del committente (compresi codice fiscale e/o partita IVA), descrizione dell’attività prestata e i vari importi (lordo, netto e della ritenuta d’acconto).

[scarica qui il modello fac-simile excel]

L’azienda, ricevuto il documento, dovrà provvedere al saldo del vostro compenso preferibilmente in forma tracciabile e a versare l’importo della ritenuta d’acconto (pari al 20%) allo Stato entro il 16 del mese successivo alla data della ricevuta.

E non preoccupatevi dei calcoli, nel documento disponibile in download (realizzato da uno studio commercialista) sono già impostate le formule per calcolare correttamente i vari importi.

Attenzione: la ritenuta d’acconto non va prodotta per collaborazioni occasionali verso privati o aziende residenti o con sede all’estero.

Tutto chiaro?
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