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Folli idee per Marvel Snap: intervista a Marco Failla

Marvel Snap parla italiano attraverso i tanti disegnatori che ci accompagnano negli scontri di gioco: oggi incontriamo Marco Failla.

Marco Failla, palermitano classe 1976, inizia a farsi notare per i sui lavori sugli adattamenti a fumetti dei romanzi Piccoli brividi per Panini Comics. Dal 2014 lavora prevalentemente per gli Stati Uniti su fumetti DC Comics (Harley Quinn, DCeased, Teen Justice) e Marvel Comics (Spider-Man and the X-Men, House of M, Guardians of the Galaxy, Ms. Marvel, New Mutants, All-New Wolverine, X-Campus) senza dimenticare Masters of the Universeper Image, Jackpot in coppia con Ray Fawkes per Afterschock e la collaborazione con Disney/ Red Whale per Monster Allergy. Attualmente lavora come copertinista per le testate dell’universo di Spawn e come disegnatore per Heavy Metal.

Ciao Marco, benvenuto! Vuoi presentarti intanto rapidamente e parlarci di come nasce la tua passione per il fumetto e il disegno in generale?

Ciao a tutti! Ho iniziato a disegnare MOLTO presto! Mio padre era un insegnante di educazione artistica e un bravissimo pittore/disegnatore, quindi sono stato circondato da materiali per disegno e incoraggiato a farne uso sin dalla più tenera età. Intorno agli otto anni, chiesi ai miei genitori di comprarmi un numero di Topolino sperando di trovarci dentro la pubblicità di un giocattolo che avevo visto in TV. Una volta avuto fra le mani il fumetto, provai a leggerlo e da allora non mi sono più fermato! Da Topolino passai a Sturmtruppen, Jacovitti… prevalentemente si trattava di vecchi Oscar Mondadori o Eureka Pocket che trovavo nelle bancarelle di libri usati della mia città durante le passeggiate con mio padre. Un giorno, da uno di quei mucchi di vecchi fumetti, saltò  fuori un Oscar Mondadori intitolato “Le Spiacevoli Notti di Zio Tibia” che raccoglieva racconti horror tratti dalla rivista americana Creepy. All’interno vidi per la prima volta mostri sacri del fumetto americano come Alex Toth, Al Williamson, Gene Colan, Neal Adams e tanti altri. Mio padre lo comprò  per me e io capii cosa mi sarebbe piaciuto fare per il resto della mia vita. Quelle vecchie pubblicazioni horror americane sono ancora oggi la mia lettura preferita e continuo a cercarle e comprarle. Ho ancora quel vecchio Oscar Mondadori dello Zio Tibia… L’ho guardato e riletto tante volte che le pagine hanno acquisito uno strano color senape e si sbriciolano.

Hai iniziato molto presto a lavorare con gli editori USA e con i supereroi: sono una passione che ti accompagnava già da prima? Cosa ti piace maggiormente del  genere?

In realtà è stato solo un caso. Nel periodo in cui ho iniziato a lavorare da professionista, avrei (e ho) accettato qualsiasi lavoro da disegnatore pagato decentemente. Ci sono state un paio di coincidenze fortunate ma va detto che, per molti anni, ho alternato il lavoro per il mercato americano con altre cose. Anche grazie a tutte queste esperienze, a un certo punto, ho capito che mi trovo meglio a lavorare con gli americani. Non è solo per i personaggi, per il gusto grafico o per il tipo di storytelling… mi trovo abbastanza a mio agio con l’approccio al lavoro degli editori americani e con le loro tempistiche. Si va veloce e si lavora duro ma, alla fine della giornata, i conti tornano.

Parlaci un poco di come nasce una tua illustrazione, quali sono le tecniche che usi e che a che riferimenti fai affidamento per disegnare una carta di Snap.

Dipende! Nel caso della mia esperienza con Marvel Snap, farei una distinzione fra l’inizio della collaborazione e il momento in cui hanno cominciato a tenere conto di certe mie inclinazioni. Considera che io ho iniziato a lavorare per Snap anni prima del lancio del gioco. Molte caratteristiche non erano ancora state definite… tanto è vero che il template era leggermente diverso da quello che conosciamo. In questa prima fase ricevevo il nome del personaggio, alcune references visive (di solito snapshots di fumetti Marvel pubblicati) e una descrizione scritta della scena. Basandomi su questo materiale, proponevo dei “bozzetti” (di solito tre) da cui partire. Una volta individuata l’idea giusta, ripulivo le matite, inchiostravo e creavo i livelli separati per permettere di fare l’effetto “parallax” tipico di Snap. A un certo punto ho iniziato, quasi per scherzo, a includere nei bozzetti che proponevo delle idee più “ironiche” e spassose… e penso di potere dire che siano piaciute perché hanno iniziato a chiedermele espressamente! Ovviamente da quel momento in poi, non mi hanno più mandato descrizioni e sono stato sempre io a proporre le idee più folli. È stato uno spasso!

Sei autore in ben due casi di due varianti degli stessi personaggi, IronHeart e Rockslide: una cosa piuttosto insolita: come è successo?

Nel caso di IronHeart, non ne ho idea! Va considerato però  che le ho fatte a distanza di anni l’una dall’altra: quella dove IronHeart vola fra i grattacieli è una delle prime due card di Snap che ho fatto in assoluto! Nel caso di Rockslide: ho mandato i soliti tre bozzetti e l’art director ha semplicemente voluto che ne sviluppassi due. 

Di IronHeart e di Miles Morales Spider-Man sei anche il disegnatore della carta base, e anche questo è piuttosto insolito visto che praticamente tutte vengono fatte, negli ultimi anni, da Eduardo Mello: come è accaduto che invece fossi tu in questi casi a sostituirlo, se c’è qualche aneddoto dietro?

Non sono sicuro, ma credo di avere iniziato a lavorare a Snap prima di Eduardo e questo potrebbe essere il motivo. Va considerato che le varie fasi di lavorazione di Snap avvengono su una piattaforma di lavoro online che non prevede grossi scambi di opinioni fra artisti e art directors… di solito ricevevo una notifica sulla mail, entravo nella piattaforma e trovavo due o tre nuove assegnazioni. Non so quali criteri siano stati seguiti nell’ assegnare una certa card a un certo artista. Non mi sono mai fatto troppe domande 😀

Qual è il processo di ideazione di una carta e quanto sono specifiche le richieste su come deve essere realizzata?

Come dicevo in risposta a una domanda precedente, da un certo punto in poi, mi sono ritrovato a iniziare dall’idea stessa. Spesso, per la ricerca dell’idea divertente, partiva dalle caratteristiche fisiche del personaggio! Le card di Rockslide che hai citato prima sono un tipico esempio. Allo stesso tempo, in alcuni casi, ho dovuto scartare a malincuore idee che mi piacevano molto: Snap è una realtà decisamente “mainstream” e, scherzando, c’è il rischio di offendere qualcuno pur senza volerlo. Riguardo gli aspetti più “tecnici”: a parte seguire le specifiche richieste per quanto riguarda risoluzione e formato dei files, c’era un template da rispettare per evitare che le info andassero a coprire dettagli importanti dell’illustrazione

Le tue carte sono tutte colorate da altri, principalmente Ryan Kinnaird ed Eric Guerrero: è un lavoro di squadra, vi confrontate sulla colorazione, come si sviluppa a partire dalla verisione in bianco e nero?

Purtroppo, come dicevo, non ci sono state molte occasioni di confronto. Devo dire per  che le colorazioni di Snap mi sono sempre piaciute parecchio!

Qual è la carta che hai realizzato di cui sei più soddisfatto?

Molte delle carte illustrate da me sono ancora inedite! Fra quelle rivelate una delle mie preferite è quella di Medusa.

Ci sono dei personaggi che ti piacerebbe disegnare per Marvel Snap se potessi decidere?

Glob Herman, Marrow, I fratelli Gaslight, Ernst… Molti li ho già fatti per fortuna!

Oltre che disegnarle, hai anche giocato a Marvel Snap? Hai qualche carta o mazzo che preferivi o preferisci giocare?

Purtroppo non ho mai giocato a Marvel Snap né a nessun gioco simile… sono troppo vecchio per queste cose 😀

Grazie per la tua disponibilità!

Grazie a te! Mi fa sempre piacere parlare del mio lavoro. Spero di non avere annoiato nessuno! 😀

Potete seguire Marco Failla sul suo canale Instagram https://www.instagram.com/ marco_failla_art/

Per vedere le carte realizzate per Marvel Snap: https://marvelsnapzone.com/artists/marcofailla/

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Gioca a Marvel Snap (quasi) dal day one con alterne fortune, ma più che alterne, infime. Nonostante questo continua a giocare e a informarsi su tutto quello che riguarda il gioco. Il suo motto è: "Ascoltatemi, ma non fate come me!"

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