
Alla scoperta: Per ogni costo differente tra le tue carte in gioco, ruba 1 Forza da una carta avversaria qui
Chi è
Creata nel 1964 da Stan Lee e Jack Kirby per la collana Journey into Mystery, Amora, per tutti Enchantress, è la dimostrazione vivente che persino ad Asgard si possa fare carriera puntando su una totale mancanza di disciplina. Cacciata da ragazzina dalla sua maestra proprio per indolenza, risolve il problema della sua formazione da strega seducendo e prosciugando dei loro segreti tutti gli stregoni che le capitano a tiro, finendo per diventare infine una delle maghe più potenti del regno.
Si fidanza con Skurge, o meglio, lui si fidanza con lei ma lei lo usa come scendiletto, e prova a sedurre Thor cercando di eliminare Jane Foster; per questo viene esiliata sulla Terra da Odino (grazie eh, gentilissimo… ma cos’è questa remigrazione al contrario? Guarda che ti slego Vannacci eh!).
Quando non è impegnata a complottare per il trono di Asgard, sulla Terra si allea con personaggi dalla dubbia moralità come il Barone Zemo e nientepocodimenoche il Dottor Destino, per cui accetta persino di fare da guastafeste al matrimonio di Mister Fantastic. La sua incoerenza raggiunge vette altissime quando, umiliata dal tradimento di un altro uomo, decide di fondare il gruppo delle “Liberatrici” per vendicarsi dell’intero genere maschile, salvo poi stancarsi della causa femminista cinque minuti dopo e tornare a usare i soliti malcapitati come scudi umani.
Anche sul piano sentimentale la situazione non migliora. Si fidanza con Heimdall, ma lo scarica non appena lui accenna alle nozze. Anni dopo finisce per mettersi davvero con Thor: i due combattono Onslaught insieme e poi si sposano per pura convenienza geopolitica, mettendo al mondo un figlio che, una volta cresciuto, organizza una rivolta armata contro il padre tiranno, costringendo il Dio del Tuono a un viaggio nel tempo per resettare la linea temporale e cancellare l’ennesimo disastro familiare.
Oh io più faccio queste schede e più credo che le soap tipo Beautiful a confronto siano di una coerenza ferrea.
Comunque, nemmeno la morte nel Ragnarok riesce a fermarla. Thor la resuscita e lei ricambia l’affetto alleandosi con un Donald Blake fuori di testa per tentare di nuovo di radere al suolo il regno. Sconfitta, privata della magia ed esiliata in Norvegia, viene infine ripescata da Lady Deathstrike e Typhoid Mary, recupera i poteri e torna immediatamente alla sua routine da guastafeste professionista.
Già che ci sono chiudo con due cenni su Sylvie Lushton, che abbiamo visto anche nella serie Loki con un altro cognome che ora non ricordo e altre origini; nel Marvel Cinematic Universe, Sylvie è una variante femminile di Loki braccata fin da bambina dalla TVA, cresciuta nascondendosi tra le apocalissi per compiere la sua vendetta e liberare il multiverso con la sua magia mentale autodidatta. Nei fumetti, Sylvie Lushton è un’umana dell’Oklahoma a cui Loki regala i poteri solo per noia, senza passati tragici o linee temporali da salvare, una teenager che gioca a fare la supereroina prima e la villain poi scimmiottando Amora fino a fare una brutta fine. I Marvel Studios hanno mantenuto solo il nome e il potere d’incantamento, fondendoli con un Loki alternativo per crearne la versione tragica del MCU.
Tutto questo per una scheda su Vampire Enchantress che ovviamente non esiste perché a Second Dinner non bastavano già le innumerevoli carte assurde e i milioni di personaggi già esistenti, però qualcosa la dovevo pur scrivere perché vengo pagato a cartelle, nel senso che il direttore mi prende a sberle se non le faccio.

[Ricorda, fanno più male a te che a me! – ndWSPE]
Corrispondenza poteri-personaggio dei fumetti
Sul fronte dei poteri, Amora usa le sue doti soprannaturali principalmente per evitare qualsiasi tipo di sforzo fisico. Oltre alla solita dotazione di serie di ogni asgardiano che si rispetti (forza sovrumana, pelle tre volte più densa di quella umana e un’immortalità pratica che la fa invecchiare zero) il suo vero punto di forza sta nella manipolazione dell’energia mistica. È in grado di scagliare dardi offensivi, creare campi di forza, teletrasportarsi, cambiare forma, plasmare la materia, curarsi, trovare il servizio desiderato sul sito dell’INPS ecc. Sfruttando la magia per amplificare a dismisura il suo fascino, le basta un semplice bacio sulle labbra per schiavizzare la volontà di quasi qualsiasi malcapitato, trasformando guerrieri temibili in cagnolini obbedienti. L’abilità in Snap è accettabilmente aderente ai suoi poteri, si piazza in alto sulla scala di corrispondenza.

La carta è forte?
Visto il testo della carta, va inserita in un mazzo con una curva di gioco lineare, in modo da massimizzare la possibilità che acquisti la Forza decisiva per vincere il suo campo. La nota positiva è che la sua forza dipenderà esclusivamente dalle nostre carte, un po’ come Wolfsbane e al contrario di Sage. Trattandosi di una costo 6, o si rampa e/o si allunga la partita, oppure dovremo avere una location già ad appannaggio nostro e una da chiudere con lei, considerando che in una board con tre costi differenti diventa una 6-13 (-3 all’avversario e +3 a noi) e con 6 costi differenti diventa praticamente una 6-19! Capite bene che si sposa perfettamente con liste che giocano carte chiave per ciascun drop di energia, garantendo quasi sempre almeno 4-5 costi diversi sul terreno al sesto turno. Sembra insomma un bel finisher, versatile e adatto a diverse tipologie di mazzi. Credo sia l’inserto ideale per un mazzo Wiccan, che tende naturalmente a seguire la curva di costo, potendo essere giocata in anticipo e replicata con un Absorbing Man. Insomma sembra veramente OPOP Sta per "overpowered", indica un personaggio, arma o abilità troppo forte, che sbilancia il gioco. In Snap può fare riferimento a una singola carta o a una interazione tra più carte.! Vedremo alla prova dei fatti se si tratta solo di una sensazione.

Varianti


Sebbene entrambe le realizzazioni sembrino un pochino plasticose, devo dire che la variant di Divebound mi attizza, sia per la composizione che per l’espressività. Devo dire che anche la carta base è ottimamente realizzata secondo me, mentre la Pandart è la meno convincente di tutte.
Consigli per gli acquisti

Come detto, la sua prima apparizione avviene in Journey into Mystery #103 (1964), dove cerca di sedurre Thor per allontanarlo da Jane Foster, collaborando con Skurge l’Esecutore. Pochi mesi dopo, in Avengers #9 (1964), si unisce ai Signori del Male del Barone Zemo, dimostrandosi una formidabile spina nel fianco dei Vendicatori originali. Queste storie classiche sono state ristampate numerose volte, al momento l’edizione più accessibili è il volume Marvel Masterworks: Thor (vol. 2).

Nella run di Kelly Thompson su Capitan Marvel, Amora diventa un villain formidabile in una realtà alternativa. Quando Carol Danvers viene scagliata in un futuro dispotico, si ritrova ad affrontare Ove (il potente figlio nato dall’unione tra Amora e Namor il Sub-Mariner) e l’Incantatrice stessa. La storia è raccolta nel brossurato Captain Marvel Vol. 5: Un nuovo mondo.

Se poi aveste appena rotto il salvadanaio e vi trovaste 90 euro per le mani, perché non spenderli per l’Omnibus del Thor di Simonson? Parliamo di una pietra miliare nell’iconografia del personaggio degli anni ’80, con Sal Buscema (tanto amore) ai disegni. Qui l’Incantatrice gioca un ruolo cruciale e Simonson le dona maggiore profondità psicologica, specialmente esplorando la complessa dinamica tra lei e Skurge l’Esecutore e coinvolgendola nelle macchinazioni di Loki e nella guerra contro Surtur.


