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Zemelo e Martusciello su: Le meraviglie di Zobeide

Una spedizione inviata da Zio Paperone alla scoperta dell’antica città perduta di Zobeide è scomparsa nel nulla: lo Zione e i nipoti si recano quindi sul posto per venire a capo della faccenda.
Si tratta di una delle prime prove disneyane firmate da Pietro Zemelo, noto in particolare come autore del webcomic Magnifico!, e per l’occasione lo sceneggiatore si attiene agli stilemi più standard di questo tipo di avventure: un vago mistero, una civiltà perduta, risoluzione dell’arcano. Il setting non può che ricordare immediatamente la barksiana Zio Paperone e la dollarallergia, dove i Paperi venivano a contatto con una comunità nascosta al resto del mondo e dallo stile di vita semplice e felice, mentre il tema della memoria perduta da chi viene a contatto con Zobeide richiama da vicino un’altra storia di Carl Barks, Zio Paperone e le sette città di Cibola. Nel complesso l’avventura di Zemelo risulta quindi pesantemente debitrice di questi riferimenti, pur rivelandosi piacevole soprattutto nella caratterizzazione dei protagonisti, Paperone in testa, e dei rapporti tra di loro.
Le tavole di Alessia Martusciello sono altalenanti, alternando vignette nelle quali i personaggi assumono espressioni curate ad altre in cui appaiono meno riusciti a livello di character design. Nel complesso è una prova in linea con la media qualitativa dell’artista, con alcuni guizzi nelle illustrazioni riguardanti la città di Zobeide tra edifici e ambientazione.

Su Zio Paperone e le meraviglie di Zobeide abbiamo posto qualche domanda ai due autori, Pietro Zemelo e Alessia Martusciello.

Puoi parlarci della genesi di questa storia?
Pietro: Zio Paperone e le meraviglie di Zobeide è la mia storia più vecchia, tra quelle pubblicate. Non la ritengo una storia perfetta (ma quando mai, guardando a opere passate, le si ritiene all’altezza dell’oggi?), eppure ci sono molto affezionato. L’ho scritta duranti gli anni universitari, quando diventava sempre più chiaro che non mi interessava studiare quanto perseguire il mio sogno di lavorare con i personaggi Disney. Era una delle primissime volte che mi mettevo alla prova con una sceneggiatura e, prima di riproporla nella versione apparsa su Topolino, l’ho rivista con attenzione, accorciata e corretta in diverse parti. Sono rimaste invariate le dinamiche tra i paperi, che mi sono sempre piaciute… Il modo in cui i nipotini si uniscono all’avventura, lo svolgersi dei fatti con lo Zione che perde la testa e soprattutto il finale… Prende tutto molta ispirazione dalle storie e le dinamiche di Carl Barks (o, perlomeno, c’è il tentativo) e i riferimenti a Marco Polo sono il frutto di uno dei pochi esami passati a pieni voti, in quel periodo! Ah, ah! Alla fine, serve sempre tutto!
Alessia: È da annoverare nelle “classiche” storie alla Cimino, col bel tocco personale di Pietro Zemelo. La derivazione magica e i dettagli fantastici e bizzarri sono sempre una grande energia per il lavoro del fumettista.
Nei primi anni di collaborazione disneyana mi commissionarono il 70% di storie del grande Rodolfo Cimino. Ha lasciato nei nostri cuori storie memorabili che hanno e influenzano artisticamente tutti noi e continuano ad essere un punto fermo nelle nostre rappresentazioni paperopolesi.
Zobeide rappresenta per me ancora quel mondo dove la ricerca di qualcosa di unico e prezioso è il motore potente per scoprire mondi nuovi e avventure che non dimenticheremo.

Su quali caratteristiche del personaggio di Paperone ti sei voluto/dovuto concentrare per questa storia?
Pietro: Inizialmente lo tengo fuori dall’avventura. Altri vanno a cercare la città delle meraviglie al posto suo, ma quando la spedizione non torna e le cose si fanno misteriose… arriva il suo momento di entrare in scena!
La storia parla di temi abbastanza tipici, nelle storie di Paperone: avventura, ricchezza e famiglia. La vicenda lo porta a buttarsi nell’azione, poi a perdere letteralmente la testa per l’oro e, infine, a riscoprire il prezioso affetto dei nipoti. Paperone non risolve la situazione… è la famiglia (il suo tesoro più prezioso) a farlo.
Alessia: Sul Paperone classico, avventuroso e spavaldo, quello che non si perde mai d’animo pur di arrivare dove vuole.

Qual è per te l’essenza di Paperone, in cosa rintracci le fondamenta del personaggio?
Pietro: Com’è giusto che sia, nessuno ha mai saputo scrivere Paperone meglio del suo creatore.
Nelle storie di Barks emerge potentissimo un concetto: il cuore d’oro di Paperon de’ Paperoni. Un cuore che cerca di nascondere a tutti i costi, per apparire come il più duro dei duri e il più furbo dei furbi quando è, in realtà, un personaggio incredibilmente umano.
Secondo me è molto importante, per chi vuole scrivere le sue storie, non dimenticare questo aspetto e non confonderlo con la percezione che a volte si ha: un tirchio e avido vecchio che ama le ricchezze. Nulla di più lontano da questa caratterizzazione!
Lo Zione ha più cuore di chiunque altro. Ogni suo centesimo è memoria di un’avventura o di una sfida superata; è un padre a tutti gli effetti per Paperino (indimenticabile la lezione morale che lo zio impartisce al nipote ne Il ventino fatale, quando non gli nega un prestito, a patto che Paperino si procuri l’altra metà della somma richiesta) e, parafrasando Rockerduck (ne Il Deposito sotto A.S.S.E.D.I.O., scritta con l’amico Vito Stabile):

Paperone e il Deposito ci ricordano che le grandi imprese possono compiersi; che i sogni si realizzano, se accompagnati da tenacia e forza di volontà. Sono sempre stati uno sprone per i pigri e un esempio di sacrificio e duro lavoro.

Questo è il Paperone che mi piace e che amo scrivere.
Come i migliori personaggi (Disney e non), dopo ben settant’anni ha ancora tanto da dire e da fare e io non vedo l’ora di scoprire le sue prossime avventure!
Alessia: Zio Paperone fondamentalmente è anche un po’ ligure (come lo sono io e una marea di altri colleghi). È lo zio ma anche il nonno dei paperi, quello più conservatore, il più taccagno ma quello che mantiene sempre l’entusiasmo e parte! Quello che anche “ricattando” vuole sempre avere la sua famiglia accanto.

Abbiamo parlato di:
Topolino # 3117: Zio Paperone e le meraviglie di Zobeide
Pietro B. Zemelo, Alessia Martusciello
Disney-Panini, 25 agosto 2015
164 pagine, brossurato, colori – 2,50 €
Scheda Inducks

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su Watchmen. Dopo aver lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni e come segretario, è attualmente alla ricerca di un nuovo posto di lavoro. Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, le graphic novel autoriali e alcune serie Bonelli e affini. Scrive di queste passioni su alcuni forum tematici e approda sullo Spazio Bianco dal 2011.

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Tags: DisneyPietro ZemeloZio Paperone

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