WOW Spazio Fumetto: sulla richiesta di contributo negata interviene il Ministro

WOW Spazio Fumetto: sulla richiesta di contributo negata interviene il Ministro

Aggiornamento del 13/11/2020 ore 16.00

Dal WOW ci arriva un nuovo comunicato stampa che chiarisce la situazione nata per un errore. Siamo sollevati dalla conferma.

Comunicato stampa: Dopo i numerosi articoli e servizi, nonché attestati di stima pervenuti da molti esponenti del mondo della cultura, pubblicati a seguito del rigetto della domanda di aiuto economico rivolta al Ministero da parte di per fronteggiare le chiusure dovute all’emergenza Covid, il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini stamane ha chiamato personalmente il direttore Luigi Bona per garantire massimo appoggio. Telefonata a cui è immediatamente seguito un Tweet personale del Ministro.
Luigi Bona dichiara “Abbiamo ricevuto questa mattina un telefonata direttamente dal ministro Dario Franceschini. Con molta gentilezza ha confermato quanto sospettavamo: il rigetto della nostra domanda è dovuto a un errore. Il suo impegno a rimediare immediatamente a questo errore ci rassicura ed è certamente una buona notizia anche per altre realtà. Soprattutto fa piacere la sua dichiarazione di attenzione all’intero mondo del Fumetto. Speriamo che sia soltanto un anomalo inizio di un buon rapporto collaborativo per il quale il Fumetto è certamente pronto”.

Aggiornamento del 13/11/2020 ore 12.00

Tramite un tweet dal suo profilo personale, stamane il Ministro dei Beni Culturali On. Dario Franceschini ha comunicato che l’esclusione del WOW Spazio Fumetto dai contributi per l’emergenza Covid è da ricondursi a un errore di interpretazione, che sarà immediatamente sanato. Non possiamo che rallegrarci che il Ministro sia intervenuto in prima persona per fare giustizia su una questione che, posta come evidenziato nel comunicato stampa emesso ieri da Luigi Bona, rappresentava una grave offesa per il mondo del fumetto.

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La notizia originale

Apprendiamo con dispiacere che una realtà vitale per la diffusione della cultura del fumetto in Italia si è vista negare dal competente Ministero una richiesta di aiuto economico a seguito del lockdown. Crediamo sia inaccettabile che il fumetto venga considerato una “cosa” da esporre, senza alcuna valenza culturale, e ci uniamo al sentimento di costernazione espresso dal direttore Luigi Bona nel comunicato stampa che di seguito pubblichiamo.

WOW Spazio Fumetto: rigettata dal Ministero la richiesta di contributo con la definizione di “luogo espositivo di cose prive della qualità di beni culturali”

Luigi Bona, direttore di WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano e Presidente della Fondazione Franco Fossati, comunica che il Ministero dei Beni Culturali ha rigettato la richiesta di aiuto economico inoltrata per far fronte alle perdite causate dalla chiusura durante il passato lockdown. Il Ministero, nel rigettare la richiesta, definisce WOW Spazio Fumetto “luogo espositivo di cose prive della qualità di beni culturali”. Un duro colpo per una realtà il cui futuro è reso ancora più incerto da una situazione economica già difficoltosa. Dichiara Luigi Bona: “Con dieci anni di attività e centinaia di mostre che hanno riscosso successo di pubblico e critica, un gemellaggio internazionale con il Museo del Fumetto di Bruxelles, un archivio con più di 800mila pezzi prestati anche ad importanti realtà museali italiane, ci aspettavamo che WOW Spazio Fumetto avesse diritto ad essere aiutato con un contributo. Non solo, ma anche a non essere apostrofato come “un luogo espositivo di cose prive della qualità di beni culturali” venendo liquidato con poche righe scritte in burocratese. Non è così che si aiuta la cultura. Cercheremo di continuare con i pochi aiuti che abbiamo e con le risorse che arrivano dai corsi di didattica e dalla biglietteria (appena ci consentiranno di riattivarle), tenendo fede al nostro impegno di pagare l’affitto al Comune di Milano e tutte le altissime spese di gestione ordinaria, comprese le salatissime bollette energetiche che ogni mese prosciugano i nostri magri bilanci anche a museo chiuso. Purtroppo in quest’ottica la prospettiva futura è quanto mai incerta e sempre più indirizzata verso un’inevitabile chiusura”.

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