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Wolverine #200

1 Ottobre 2006
di AA VV Panini Comics, set. 2006 – 96 pagg. col. spil. – 3,50euro Prestigioso traguardo per il mutante più popolare. Pochi albi monografici di supereroi possono vantare tanta longevità. Le ragioni di una certa fedeltà del pubblico risiedono probabilmente nel fascino del personaggio e nella cura che la Casa delle Idee gli ha sempre dedicato, ingaggiando spesso e volentieri i migliori autori per realizzarne le avventure. In questo albo la tendenza è confermata dal “recupero” di Javier Saltares e Mark Texeira, coppia di disegnatori che hanno già realizzato ottime storie dell’artigliato canadese, in quest’occasione coadiuvati da un abile Daniel
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Copertina di Wolverine #200 di Joe Quesada e Dannydi AA VV
Panini Comics, set. 2006 – 96 pagg. col. spil. – 3,50euro
Prestigioso traguardo per il mutante più popolare. Pochi albi monografici di supereroi possono vantare tanta longevità. Le ragioni di una certa fedeltà del pubblico risiedono probabilmente nel fascino del personaggio e nella cura che la Casa delle Idee gli ha sempre dedicato, ingaggiando spesso e volentieri i migliori autori per realizzarne le avventure. In questo albo la tendenza è confermata dal “recupero” di Javier Saltares e Mark Texeira, coppia di disegnatori che hanno già realizzato ottime storie dell’artigliato canadese, in quest’occasione coadiuvati da un abile Daniel Way, che partendo da uno spunto poco originale (finito un mistero se ne inventano altri) riesce a creare una trama abbastanza tesa e avvincente. Logan ora ricorda tutto, ma ha ancora molto da scoprire sul suo tenebroso passato. Parte anche l’ottima Generazione M, di Jenkins/Bachs. Partendo da un punto di vista che ricorda quello di Marvels (i supereroi visti dall’uomo comune), Jenkins sviluppa il racconto delle conseguenze della perdita dei superpoteri sulla comunità mutante. Lo fa tingendo le vicende di giallo, attraverso gli occhi di una combattiva giornalista, sostenitrice dei diritti dei mutanti. Efficaci, sebbene non entusiasmanti, i disegni di Bachs. (Paolo Garrone)

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi. Si è anche dedicato a "LSB Live", dove (s)parla sempre di comics e dintorni.
Da queste parti, in qualche modo e maniera, lo troverete sempre.

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