Western Scarface: il Tex di Ruju e Milano

Western Scarface: il Tex di Ruju e Milano
Lo hanno frustato a sangue e dato per morto, ma Diego Portela è tornato per vendicarsi. Pasquale Ruju e Mario Milano realizzano un cartonato di buon livello.

1596542861607.png--la_frustata___tex_romanzi_a_fumetti_11_coverInaugurata nel 2015 con una storia (anomala, quasi apocrifa) di Eleuteri Serpieri, la collana dei cartonati “alla francese” offre da sempre letture molto variegate. Se Mauro Boselli in Frontera! (2015), Il vendicatore (2017) e Giustizia a Corpus Christi (2018) approfondiva il passato del Nostro (il tema sarà poi dirottato sulla serie ), le incursioni di Gianfranco Manfredi (Sfida nel Montana, 2016) e della guest star Chuck Dixon (Cinnamon Wells, 2018) hanno invece prodotto racconti di stampo classico confermando come in questi volumi si sperimenti più sotto il profilo grafico che narrativo.

Infatti i disegnatori che si sono succeduti sulla collana (Mario Alberti, Angelo Stano, Giulio De Vita, Stefano Andreucci e r.m. Guèra) hanno potuto adattare la gabbia bonelliana al formato franco-belga e raccontare così Tex in modo nuovo, toccando picchi di indiscutibile qualità. Insomma, trame canoniche e disegni sontuosi: con questa previsione abbiamo approcciato La frustata, scritto da (alla seconda prova sui cartonati dopo L’uomo dalle pistole d’oro del 2018) e battesimo del fuoco per il disegnatore Mario Milano.

Le previsioni non sono state smentite perché Ruju scrive con mestiere e delinea due figure femminili di impatto, ma la vicenda di Diego Portela, bandito sfregiato sulla strada della vendetta, è esile. Lo sceneggiatore convince però nell’impostazione narrativa (imperniata su vignette lunghe e strette, quasi fotogrammi di una pellicola) e nel montaggio, rapido ed efficace, che alterna campi lunghi, controcampi fulminei (notevole quello di tavola 48) e primi piani alla Leone. Ma la fortuna più grande di Ruju sta nell’aver incontrato un autore capace di concretizzare la sua visione ossia un Mario Milano in stato di grazia.

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I due albi della serie regolare e il Color La pista dei Sioux realizzati in precedenza non sono infatti paragonabili a queste cinquanta tavole sulle quali il maestro di Foggia ha riversato una cura e un’attenzione uniche. Il suo tratto, che unisce Giraud a Ticci passando per Colin Wilson, modella con precisione spazi e figure, rendendo con verosimiglianza la mimica dei personaggi (tra tutti Carson, ispirato a Sean Connery). Virtuosistici, inoltre, i punti di vista di alcune vignette: nella V di tavola 25 (vedi figura sotto) seguiamo la scena come se fossimo distesi a terra, con il naso incollato agli stivali dei due pards.

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La scelta dell’immagine di copertina è felicissima, un po’ meno quella del font del titolo che, nonostante sia ispirato all’omonimo film di Sturges, mal si integra con il contesto; occorreva forse un carattere meno squadrato. Lode, invece, a Matteo Vattani che qui dimostra i poteri di un (bravo) colorista: le sue cromie arricchiscono il plot, donando forza e complessità alla storia. Strepitosa, ad esempio, la scelta degli sfondi di tavola 36: il giallo-oro del tramonto che si carica fino a diventare un verde acido racconta da solo la spirale di pazzia in cui sta finendo il desperado.

Abbiamo parlato di:
Tex – La frustata (Tex Stella D’Oro #31)
Pasquale Ruju, Mario Milano, Matteo Vattani
Sergio Bonelli Editore, settembre 2020
56 pagine, cartonato, colori – 9,90 €
ISBN: 977182509904300031




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