Welcome to the USA: intervista a Salvatore Vivenzio e Gabriele Falzone

Welcome to the USA: intervista a Salvatore Vivenzio e Gabriele Falzone
A febbraio hanno esordito negli USA per Scout Comics con "Distorted", ma non sembra finita qui. Abbiamo intervistato i due autori su questa nuova avventura statunitense.

Andare ad affrontare il lupo nella propria tana: così potremmo dire della nuova avventura di e , che a febbraio di quest’anno hanno esordito con Scout Comics con la loro serie Distorted. Come abbiamo già detto in First Issue, questo fumetto è una storia di persone con superpoteri ma senza supereroi. Da dove nasce questa idea? E come si arriva a realizzarla proprio con un editore statunitense? Queste e altre domande nell’intervista ai due autori.

Distorted-#1-01-2Ciao Salvatore e ciao Gabriele. È da poco uscito negli Stati Uniti il primo numero di Distorted per Scout Comics. Come siete entrati in contatto con l’editore e come è nata la storia?
S: Ciao e grazie per averci ospitato per questa intervista! La storia nasce parecchi anni fa, forse era la fine del 2018 o l’inizio del 2019. Io ho sempre voluto raccontare una storia di super-poteri (o la mia versione dei fumetti supereroistici se vogliamo) ma volevo fosse qualcosa di personale, come tutto ciò che provo a raccontare. Quindi ho provato a descrivere la sensazione di essere (e sentirsi) diversi attraverso la metafora dei super poteri.
G: Ciao e grazie anche da parte mia! In quel periodo avevo bisogno di una storia con personaggi che mi stimolassero, ero stanco di lavorare su volti e anatomie simili fra di loro, avvertivo che fosse un mio limite da superare e Salvatore mi ha proposto di fare qualche test su questo progetto che al tempo si chiamava “Deformi”. Inutile dire che ho amato la storia e il modo di raccontarla, avevo già lavorato su sceneggiature di Salvatore ed in questo caso abbiamo cercato di adattarla quanto più possibile ad una narrazione americana.
S: Per l’editore è stato molto semplice: gli abbiamo mandato un proposal della nostra opera e gli è piaciuto!

Nel fumetto partite dal tema principe del fumetto statunitense: i superpoteri. Prima di tutto, quali sono state le ispirazioni, sia di sceneggiatura che di disegno, che hanno guidato la creazione di questa storia?
S: Per quanto riguarda l’ispirazione, la scintilla è stata senza dubbio “Chronicle” di Josh Trank e Max Landis. Quel film, visto al cinema e poi rivisto qualche anno dopo, mi ha fatto dire: okay, si può fare qualcosa di diverso con i superpoteri. Posso farlo anche io. Poi mi sono documentato un po’, ho letto varie cose ma come influenze principali ti direi “We Can Never Go Home” di Matthew Rosenberg, la serie tv “Heroes”, il già citato “Chronicle” e un assunto di Stan Lee dal quale non mi separo mai: “super-eroi con super-problemi”. Noi abbiamo solo tolto i super-eroi.
Per quanto riguarda il disegno io a Gabriele feci un solo nome poiché all’epoca ci ero davvero in fissa, e credo che lui almeno per le palette dei colori abbia pescato molto lì: Frazer Irving.
G: Nelle prime fasi di realizzazione ho bisogno di entrare nel mood delle storie che andrò a disegnare ed in questo caso, oltre ad aver recuperato i riferimenti di Salvatore, sento anche di dover citare un albo che ho voluto tenere sulla scrivania lungo tutta la realizzazione: Superman American Alien. In particolare la storia disegnata da Tommy Lee Edwards che ha toni e tematiche molto simili al nostro fumetto. Scoprire che fosse scritto da Max Landis, lo stesso sceneggiatore di Chronicle, lo ha reso l’ispirazione perfetta!

Distorted-#1-03-2Per Salvatore non è la prima volta con il genere supereroistico e di supereroi, già affrontato in molte altre storie: quale credi che sia l’elemento più efficace di questo genere, che sopravvive anche nel 2022?
S: Io credo che per fare una buona storia di super-eroi semplicemente non si debba fare una storia di super-eroi. Mi spiego meglio: ho visto il nuovo Batman di Tomlin e Reeves e mi ha colpito la loro scelta di fare un action-thriller che mi ha ricordato “Seven” o “Zodiac” o il primo “Saw”… magari anche “Prisoners” e altri film del genere, solo che il protagonista è Batman. L’ho trovata una scelta intelligente. Non bisogna focalizzarsi troppo sul supereroe o sul superpotere. Bisogna capire che il genere è un vestito per raccontare qualcosa. La domanda è: cosa vogliamo raccontare?

Nella presentazione del volume e in altre interviste avete detto che è una storia di superpoteri senza supereroi: ci potete spiegare meglio?
S: Ho provato a spiegarlo un pochino sopra. Noi non volevamo fare una storia di supereroi, non ci interessava. Non ci interessavano né le maschere né i simboli. Volevamo utilizzare i superpoteri come una metafora della diversità, come qualcosa che potesse portare più guai che benefici. Abbiamo giocato un po’ sul fatto che a volte, quando un ragazzino è più sensibile o più intelligente degli altri, si tende a dirgli “sei speciale”, che è solo un modo come un altro per dire che è diverso. E non c’è nulla di “amazing” in questo. Essere diversi nella nostra società è una merda.
G: In Distorted i poteri vengono tratteggiati, non ci si sofferma su di essi, non sappiamo neanche da dove vengono. James è un ragazzo comune, con le ansie e le paranoie che si hanno a quell’età, i poteri in questo caso sono un pretesto per enfatizzare il suo sentirsi diverso dagli altri, incompreso e inadatto al resto della società.

Dato che sul nostro sito abbiamo una rubrica dedicata alle First Issue, ci piacerebbe che ci descriveste la nascita di questo primo numero e magari una tavola specifica che ha richiesto delle decisioni particolari, o che avete preferito realizzare rispetto ad altre.
S: Il primo numero è quello che ci è venuto più naturale, perché avevamo già le idee molto chiare su cosa volevamo mostrare nelle prime 24 pagine. Forse la decisione più difficile è stata sul finale, su quanto spingerci in fondo con il gore e il sangue. Poi abbiamo pensato che il secondo numero sarebbe stato MOOOLTO peggio e abbiamo deciso di non darci molti freni.
G: Posso confermare, l’ultima sequenza è riuscita a farmi uscire ulteriormente dalla comfort-zone tra animali, bambini, rigurgiti e sangue, e questo solo nelle ultime 3 pagine!
In questo primo numero ho anche dovuto pensare a come rendere le scene in cui viene utilizzato il potere, nel caso di James la telecinesi, e ho deciso di risolvere il problema aggiungendo delle vignette inserto circolari non presenti in sceneggiatura. Questo mi ha permesso di isolare quel momento per renderlo più comprensibile, evidenziato anche dai toni azzurri rispetto al resto della vignetta.

Distorted-#1-04-2Avete lavorato assieme già in Italia, per ALT! Associazione Lettori Torresi e poi per . Cosa cambia nell’esperienza di lavoro tra mercato statunitense e mercato italiano? Salvatore inoltre ha da poco pubblicato anche NO ONE KNOWS, graphic novelper Black Panel Press.
S: Si tratta di mercati completamente diversi. Diciamo che in America c’è una tradizione editoriale per quanto riguarda il fumetto molto più radicata, per loro alcune cose sono normali, scontate, mentre per noi non lo sono. Anche un editore molto piccolo come Scout ha una cura maniacale per i prodotti, dalla grafica all’editing. Anche l’accoglienza è completamente diversa. Gli americani si esaltano molto per i nuovi prodotti, soprattutto se gli sembrano leggermente diversi dalla roba che c’è in giro.
G: Ci siamo ritrovati a lavorare con persone che operano da anni nel mercato americano. L’esperienza è evidente, così come l’attenzione che viene data ad ogni progetto. Il lavoro di editing di Andrea Lorenzo Molinari su Distorted è stato molto importante e ci ha seguito lungo tutta la lavorazione. Eravamo un po’ intimoriti dall’idea di pubblicare dall’altra parte del mondo senza poter presentare Distorted in prima persona, ma devo dire che l’accoglienza è stata ottima. A partire dal team di Scout Comics che fin dai primi mesi di lavorazione era già entusiasta e fiducioso del progetto. Adesso che Distorted è sugli scaffali le prime recensioni non sembrano tradire le loro aspettative.

Infine un paio di domande sul futuro. La prima è, cosa possiamo aspettarci da Distorted? Ci sono molti elementi sul fuoco nel primo numero, ma anche un grande alone di mistero.
S: Da Distorted potete aspettarvi praticamente di tutto. Noi abbiamo provato a ficcarci dentro tutto ciò che ci piace e tutto ciò che ci trasmetteva qualcosa in quel momento. È una storia molto sentita, ci sarà sangue, azione, amore, disperazione, fuga, tradimento. È un racconto complesso e molto umano. Abbiamo provato a creare un universo sfaccettato ed espandibile.
G: Il primo numero serve ad introdurre i personaggi principali, ma non sono ancora tutti. Se conoscere James, Tom e Brennar ti ha lasciato delle domande, non vediamo l’ora di presentarti Mason nel secondo numero!

Distorted-#1-22Prevedete invece altri progetti, sia singolarmente che in coppia, per altri editori d’oltreoaceano?
S: Io ti direi quasi sicuramente di sì, e penso sia lo stesso per Gabriele. Voglio chiarire una cosa: io voglio ancora lavorare nel mercato italiano e credo che quest’ultimo abbia ancora tante potenzialità inespresse. Inoltre Distorted uscirà anche in Italia, anche se non possiamo ancora dare l’ufficialità (nonostante sia oramai un segreto di pulcinella). Però l’esperienza americana fin ora è stata entusiasmante quindi personalmente non voglio fermarmi, la mia idea è quella di continuare a pensare ai miei progetti come storie dal respiro internazionale. È il modo in cui voglio lavorare.
G: Sicuramente! Penso che il mio stile in questi anni stia andando prepotentemente verso quella parte di mercato, i prodotti che più mi ispirano vengono quasi tutti dall’america e per quanto difficile so di potercela fare. Anche io non mi sento di escludere niente per quanto riguarda il mercato italiano, le idee e da raccontare non mancano e se un buon progetto viene valorizzato a dovere ci saranno anche i lettori. Proprio per questo siamo curiosi di vedere come verrà accolto Distorted in Italia, e presto potremo dirvi di più!

Grazie Salvatore e Gabriele, alla prossima!


Intervista realizzata via mail a febbraio e marzo 2022

 

Salvatore Vivenzio

SalvatoreVivenzio è uno scrittore, sceneggiatore e giornalista nato a Roma nel 1997. Tra le sue pubblicazioni i romanzi brevi Radioactive e Awake, i fumetti Kristen, Gamble e La Veglia per ALT! (2017), le graphic novel La Rabbia (2018) e Il Treno di Dalì (2021) per (edito in Italia, Francia e Spagna).
Nel 2022 fa il suo esordio come sceneggiatore in America e Canada con la graphic novel
No One Knows, edita da Black Panel Press. Successivamente è co-creatore e sceneggiatore della mini-serie Distorted per l’editore americano Scout Comics, edita a fine anno in Italia da .
Collabora con per l’antologia
Giallo. È stato il fondatore e coordinatore del collettivo “La Stanza” e ha curato il blog “Dead Man Walking” su Lo Spazio Bianco.

Gabriele Falzone

Gabriele-Falzone-photo-bio2 è un disegnatore nato a Siracusa nel 1996. Dopo essersi spostato in Lombardia ed aver conseguito il diploma al liceo artistico, frequenta la Scuola del Fumetto a Milano. Nel 2017 esordisce con Gamble, edito da ALT! e nel 2018 disegna La Rabbia, edita da Shockdom.
Nel 2020 è il vincitore del contest annuale Top Cow Talent Hunt indetto dall’omonima casa editrice americana.
Nel 2022, per Scout Comics, pubblica in USA una serie di 5 albi:
Distorted. La serie verrà ripubblicata anche in Italia da nel 2022.

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