WandaVision: sesto episodio a tutta velocità

WandaVision: sesto episodio a tutta velocità
Il sesto episodio di WandaVision, nuova serie Marvel su Disney+, conferma l’importanza di un personaggio introdotto nel quinto.

Attenzione: spoiler! L’articolo prende le mosse dalla conclusione del quinto episodio di WandaVision e dallo sviluppo del sesto.

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She recast Pietro?”, ossia: “Ha dato il ruolo di Pietro a un altro?”.
A formulare la domanda è la Dottoressa Darcy Lewis, personaggio introdotto nel primo film di Thor e divenuto abbastanza rilevante a partire dalla quarta puntata della serie tv , disponibile sulla piattaforma Disney+.

Le tre parole in lingua inglese risuonano nel finale del quinto episodio, pronunciate tra lo stupore e l’ironia da una spontanea Kat Dennings. Il suo character, giustamente, si pone con una certa incredulità nei confronti dell’ospite d’onore che si presenta alla porta della coppia – apparentemente – perfetta formata da Wanda e Visione. La spiegazione va cercata all’interno del Cinematic Universe: nei film prodotti dalla Disney il ruolo del controverso eroe Quicksilver (Pietro, appunto) è stato affidato all’attore Aaron Taylor-Johnson, mentre quello che si vede nel serial, dopo un breve flashback con il collega, è Evan Peters.

Proprio la presenza dell’”altro” Pietro, il mattatore delle scene più fantasiose e divertenti di X-Men: giorni di un futuro passato, X-Men: Apocalypse e X-Men: Dark Phoenix, apre a una serie di ipotesi relative al multiverso, alla riscrittura della realtà da parte di Wanda e all’integrazione dei mutanti un tempo di casa Fox.

Mentre il velocista di Peters ha goduto di uno spazio abbastanza considerevole, comparendo in tre pellicole e ritagliandosi una parte tutto sommato di spessore, quello di Taylor-Johnson non è stato altrettanto fortunato, poiché la sua parabola si è esaurita nel giro del solo Avengers: Age of Ultron (salvo una piccola eccezione di cui si parlerà più avanti).
In AoU lo abbiamo lasciato morto in Sokovia, dove si è sacrificato per salvare la vita alle possibili vittime della furia dell’I. A. creata da Banner e Stark. Una fine gloriosa, forse prematura ma necessaria per l’evoluzione della vicenda e della caratterizzazione della sorella dai poteri magici.

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È interessante, allora, che a comparire nell’opera che lancia la in live-action su Disney+ non sia il personaggio legato alla strega interpretata da , ma un altro. È proprio il caso di parlare di “personaggio” e non solo di “attore”, perché le due figure, pur condividendo lo stesso nome e lo stesso punto di riferimento fumettistico, non hanno in comune le stesse origini.

Infatti, Pietro/Taylor-Johnson e Wanda nel MCU sono due orfani sui quali l’Hydra ha compiuto esperimenti, mentre Pietro/Peters è il figlio di Magneto e non conosce una sorella che veste i panni di Scarlet. Così, il secondo è un mutante, oltre che un X-Man, e il primo un metaumano e un Avenger, seppur per breve tempo e più de facto che nominalmente.

Ma allora chi è Quicksilver? Difficile dirlo!
Anche nei comics la questione non è esattamente limpida, o meglio non lo è più. Senza cadere in una trappola come “è nato prima l’uovo o la gallina?”, si può ragionare sul fatto che nei fumetti della Marvel prima sia stato creato l’eroe con il gene X e che soltanto in seguito, per la precisione nelle pagine della serie Uncanny di Rick Remender del 2015, le carte in tavola siano state quantomeno rimescolate. Nel racconto si scopre che i gemelli non sono i figli di Magneto, come si credeva fino a quel momento. Il 2015 è anche l’anno di uscita di : Age of Ultron, ma per capire un po’ meglio il tutto è necessario riavvolgere il nastro fino al 2014, ossia quando, nella scena dopo i titoli di coda di Captain America: the Winter Soldier, il Barone Von Strucker dell’Hydra osserva i progressi dei due fratelli (ecco la prima apparizione di Taylor-Johnson a cui si accennava).

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Dato che dietro il Marvel Cinematic Universe è presente una lunga e dettagliata programmazione, è lecito aspettarsi che siano stati i piani di e soci dei Marvel Studios a tracciare la rotta per gli sviluppi degli albi. Quindi non è certo un azzardo ipotizzare che la riscrittura delle origini dei rampolli Maximoff sia legata a mere esigenze narrative della saga cinematografica, a loro volta dettate dal problema dei diritti, visto che i due personaggi non potevano figurare come mutanti che al tempo erano in mano alla Fox.

Detto del peccato originale, sebbene abbia un carattere complesso, non è difficile delineare l’identikit supereroico di Quicksilver. Che sia il figlio di Magneto o di un “signor nessuno”, è un velocista arrogante, altezzoso e sarcastico, è una testa calda e non si fa troppi problemi a lasciare da parte l’etica per avvantaggiare se stesso. Malgrado i numerosi difetti, però, è anche un eroe capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Creato nel 1964 da e Jack Kirby, fa la sua prima apparizione nel quarto numero della testata X-Men in qualità di cattivo, membro della Confraternita dei mutanti malvagi capeggiata dal Signore del magnetismo. Successivamente entra nella seconda formazione dei Vendicatori insieme a Scarlet, con fortune alterne fino all’importante miniserie House of M sceneggiata da Brian Michael Bendis per i disegni di Olivier Coipel.
Oltre a invitare alla lettura del fumetto, al quale gli episodi di WandaVision strizzano l’occhio a più riprese, si consiglia di dare almeno una sfogliata ai sei capitoli di Son of M, tie-in dell’evento utile per mettere a fuoco la personalità dell’ex marito dell’inumana Crystal (ebbene sì, il Nostro è stato sposato ed è pure padre di una figlia, Luna). In italiano House of M è reperibile in più di un’edizione in volume della Panini Comics, mentre Son of M è stata pubblicata soltanto negli spillati # 203-206.

house of mLe storie citate risalgono al 2005-2006, periodo precedente il grande sconvolgimento introdotto da Remender, mentre per ritrovare Pietro al centro della scena bisogna saltare al 2018, anno di pubblicazione della mini Quicksilver: no surrender di ed Eric Nguyen. La narrazione è interessante ed esaustiva perché inquadra efficacemente la psiche dell’ex villain, a partire dal contesto più ampio della saga Avengers: no surrender.

Con questo background sintetico è possibile cogliere le sfumature inserite nei dialoghi del sesto episodio di WandaVision, nel quale sono gettate le basi per un approfondimento del rapporto tra l’eroe e la gemella, giocando proprio sull’identità del primo. Scarlet afferma: “He is just full of surprises”, ossia “è una continua sorpresa”, e il motivo è semplice: i due non condividono gli stessi ricordi, perciò, pur percependo un’ovvia familiarità, vivono un perenne senso di estraniamento. Se a un certo punto il velocista indossa perfino parte del suo classico costume azzurro e argento e appare pettinato nello strano modo a cui ci ha abituato nei fumetti, andando così a combaciare con la figura radicata nell’immaginario degli appassionati, tuttavia la sua presenza e le cause della stessa restano ancora avvolte nell’ombra.

Si consiglia di leggere:
La Visione di King e Walta, parte uno e parte due;
I fumetti imperdibili per conoscere i protagonisti della serie WandaVision.

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