Vintagerotika, i tascabili erotici diventano d’autore

Vintagerotika, i tascabili erotici diventano d’autore
La casa editrice Annexia sviluppa un ampio progetto di recupero del fumetto nero anni '70, facendo rileggere alcuni classici del periodo ai moderni autori del fumetto italiano.

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Il progetto Vintagerotika di Annexia (qui il sito ufficiale) va a coprire un ambito oggi poco esplorato. La casa editrice di Luca Montagliani era nata in primis per celebrare la figura di Giorgio Rebuffi, maestro dello stesso Montagliani e nome importante del fumetto comico italiano; questo nuovo progetto invece, come si comprende facilmente dal nome, va a riscoprire i personaggi più significativi del fumetto erotico d’antan, realizzati da Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon.

È un universo nel complesso molto citato, ma poco conosciuto, magari anche per una certa pruderie verso fumetti apertamente pornografici. Eppure, è innegabile che abbiano rappresentato una stagione importante del fumetto italiano, quella nata negli anni ’60, segnati dagli esecrati “fumetti neri”: il Diabolik delle Giussani nel 1962, Kriminal e Satanik di Max Bunker nel 1963. Un fumetto esplicitamente erotico apparve però nel 1966 con Isabella, il primo personaggio di Barbieri e Cavedon per i disegni di Sandro Angiolini.

Vintagerotika recupera quindi la miriade di personaggi dell’epoca, non però tramite la riedizione di vecchie storie, ma con delle nuove e inedite realizzate da alcuni dei più validi nomi del fumetto italiano contemporaneo. Si tratta di brevi albi spillati di 40 pagine, con una storia di 16 pagine e un breve saggio critico sul personaggio.

Luca Laca Montagliani, come autore completo, si riserva una delle più celebri, Jacula (1969) e come sceneggiatore Yra (1980), disegnata in originale da Leone Frollo, e qui realizzata invece da Andrea Bulgarelli, con un segno accurato e sensuale. Entrambi gli autori dimostrano un’ottima padronanza degli stilemi del genere. Montagliani aggiunge poi al progetto un fumetto tutto suo, Suspiria, che utilizza invece il genere e la sua morbosità per tentare di strutturare una storia più adulta, con frequenti inserti filosofeggianti e un vago gusto di esoterismo junghiano. Il numero zero presenta questi archetipi personificati, il numero uno – realizzato da Andrea Bulgarelli con il segno morbido già visto su Yra – fa agire Suspiria e le altre creature nel reale, ovviamente letto secondo le lenti iperdeformanti del fumetto nero, che Montagliani conosce e sa sceneggiare con minuziosa precisione, con un risultato piuttosto disturbante.

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Lucifera (1971) di Fabio Celoni per i notevoli disegni pittorici di Alex Horley sceglie la via di una paradossale iper-accuratezza, scegliendo una datazione che dia ordine al guazzabuglio di figure blandamente medioevaleggianti e agendo di conseguenza in un erotic fantasy decisamente più coerente dell’originale.

Anche Zora (1972), vampira resa nota dal citazionismo in un recente film dei Manetti Bros (2000), è sviluppata da Stefano Fantelli ricollegandosi alla fine delle vicende del personaggio nel 1985, e congegnando un ironico e azzeccato coup de theatre all’interno della storia, disegnata da Giovanni Talami con un efficace segno orrorifico ricco di contrasti chiaroscurali.
La coeva Belzeba (1972) viene riletta da Emiliano Pagani con la sua consueta verve anticlericale, un altro dei registri possibili del fumetto nero, per il segno pulito ed elegante di Alessandro Scacchia.

Wallestein (1972) infine è uno dei rari personaggi maschili, ovviamente riedizione del mostro di Frankenstein e non di Wallenstein, condottiero della guerra dei Trent’anni ripreso in una famosa trilogia da Schiller.  Davide Barzi, non nuovo all’erotismo con le tavole di Eroticomica (link), declina un buon horror erotico per il segno accurato e morboso di William Bondi. Anche Paolo Di Orazio sviluppa Ulula (1976) sottolineando come suo proprio la componente horror già presente di suo nel licantropico fumetto, per i disegni precisi e asettici di Marco Turini.

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Moreno Burattini invece rilegge Cimiteria (1977) per il segno cesellato di Nestore del Boccio, con l’attenzione filologica che lo contraddistingue in Bonelli, inserendo con precisione l’avventura nel canone del personaggio. Non mancano, nella premessa, le considerazioni dell’autore – espresse anche in altre sedi –  sul sempre maggiore dilagare della censura del politicamente corretto, che renderebbero impossibili questi albi.

Luca Vanzella affronta infine Sukia (1978), dove appare un comprimario gay, tra i primi personaggi omosessuali del fumetto italiano, ovviamente tratteggiato con atroci stereotipi su cui l’autore va a giocare per il tratto veloce ed azzeccato di Werner Maresta, che ricalca (come hanno fatto, in varia misura, altri autori) il segno tipico di quei vecchi tascabili.

Va sottilineato inoltre il lavoro raffinato dei copertinisti, in tavole pittoriche che richiamano perfettamente il gusto del fumetto nero-erotico. Alex Horley, Andrea Jula, Andrea Bulgarelli, Marco Turini e soprattutto Emanuele Taglietti – che ne realizza la maggior parte – si prodigano in cover sensuali e macabre di grande impatto.

Insomma, nel complesso una serie di godibili divertissment d’autore, non privi di elementi curiosi e azzeccati, che danno la possibilità a un parco disegnatori altrettanto valido di sperimentare per una volta differenti variazioni su un tema, l’erotic-noir, ormai scomparso.

 

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