Urgenza livello 3: un viaggio insieme al WFP

Urgenza livello 3: un viaggio insieme al WFP
Il viaggio di Joshua Dysart, Jonathan Dumont, Alberto Ponticelli e Pat Masioni racconta con occhio giornalistico la missione del WFP nelle zone più pericolose e affamate del mondo.

Gruppo MessaggerieSecondo la scala adottata dal World Food Programme (WFP, Programma alimentare mondiale), agenzia ONU che si occupa di assistenza alimentare in tutto il mondo, un intervento di urgenza livello 3 (LL3, Living Level 3) è il più grave stadio di una crisi umanitaria. Nel 2017 questo stato di emergenza è stato proclamato in sette regioni del mondo: Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo, nord-est della Nigeria, Sudan del Sud, Sahel, Siria e Yemen. In queste regioni e in altri 83 paesi del mondo, il WFP aiuta e sfama più di 80 milioni di persone, persone per le quali non esiste altra alternativa: in totale sono 821 milioni gli esseri umani che soffrono la fame ad oggi. E di tutto questo noi, molto spesso, non sappiamo niente, se non ciò che ci viene detto dai media maggiori e che potrebbe riguardarci direttamente.

Per aumentare questa consapevolezza e per farci conoscere sconosciute tragedie umanitarie che dilaniano le zone più povere del nostro mondo, il WFP da anni produce documentari, libri e altre opere grazie a un team di volontari e esperti guidati da Jonathan Dumont. Ed è proprio Dumont, insieme a (Unknown soldier, Harbinger, Imperium), il motore dietro Urgenza Livello 3, fumetto frutto di due anni di ricerca sul campo (2014-2016) dei due autori. Nato come fumetto sul web, pubblicato originalmente su Huffington Post World e adesso in forma cartacea da , l’opera vede tornare insieme il team di autori dietro la serie nominata agli Eisner Awards The Unknown Soldier, ovvero Dysart, e Pat Masioni. E se in quel caso l’ambientazione era quella reale dell’Uganda dilaniato dalla guerra civile in cui si inserivano elementi sovrannaturali e action, in questo caso l’opera, che racconta le situazioni di Iraq e Sud Sudan (oltre al Ciad, su testi di Dumont stesso) ha un taglio più giornalistico e realistico.

UrgenzaLivello3_1Joshua Dysart dimostra ancora una volta la sua attenzione per i più piccoli dettagli delle storie raccolte nel suo viaggio, la sua passione per raccontare la realtà di paesi e persone devastate da guerra, carestie e grave malnutrizione. Da questo punto di vista, Urgenza Livello 3 fornisce un quadro comprensivo, doloroso e desolante di parti del mondo dimenticate dai media occidentali, mostrando al tempo stesso il lavoro costante e quotidiano del WFP. Per raccontare questi due aspetti, Dysart sceglie di far muovere la voce narrante del racconto tra più personaggi, dando a volte spazio all’esperienza diretta di famiglie in fuga dai luoghi del disastro, a volte facendo parlare direttamente uno dei membri delle squadre sul campo del WFP, Leila Helal. Se i primi rappresentano le testimonianze vere di alcune persone ascoltate da Dysart nel corso del suo viaggio, Leila Helal è di fatto quasi un avatar dello scrittore, colei che ascolta quelle storie e che mette in dubbio il suo mondo, le sue sicurezze e il suo stesso impegno civile e sociale. Questa scelta permette allo sceneggiatore sia di parlare del lavoro dell’organizzazione che di riflettere su questo lavoro, creando un racconto informativo e dettagliato, mentre i racconti diretti, drammatici e spesso brutali, costruiscono la parte emotiva del racconto. Purtroppo la necessità di dover realizzare un fumetto di stampo più giornalistico impone una struttura narrativa abbastanza semplificata e a tratti rigida, spesso dominata da dialoghi e didascalie sovrabbondanti che rallentano il racconto o smorzano l’impatto emozionale delle storie, in particolare nell’episodio dedicato all’Iran.

UrgenzaLivello3_2La stessa semplicità e rigidità si ritrova nei disegni di Alberto Ponticelli, che qui sceglie uno stile più sintetico per aumentare al massimo la chiarezza espositiva. La divisione della tavola segue uno schema classico, gli sfondi sono ridotti al minimo per focalizzarsi sulle persone e sulle loro espressioni, sulle loro sofferenze e le loro flebili speranze. Se nell’episodio dedicato all’Iraq alcuni disegni sembrano eccessivamente semplificati e in alcuni punti un po’ abbozzati, soprattutto nelle parti dedicate a Leila, nell’episodio del Sud Sudan Ponticelli sfoggia uno stile molto più dettagliato ed emotivamente attento: in tutta la parte iniziale dedicata alla famiglia di Adut e Akot, l’artista (coadiuvato dai colori caldi e sensuali di Pat Masioni) cattura la bellezza e la crudeltà dell’arido territorio di Aweil, cattura la sofferenza nei volti dei personaggi, la loro forza atavica e il dolore del dover lasciare la propria terra natia, spostandosi da una capanna di paglia e fango che per loro rappresentava il mondo intero. In questo episodio, e in particolare in questa sequenza, i testi di Dysart e l’arte di Ponticelli e Masioni raggiungono il punto di intesa maggiore, coniugando potenza emotiva e attenzione giornalistica. Anche la presenza di Leila assume, nell’incontro con Adut e Akot, il suo pieno potenziale di controcanto riflessivo su quello che accade in questa zona dimenticata del mondo.

UrgenzaLivello3_3L’ultimo episodio, scritto da Dumont e disegnato da Masioni, passa la parola a un personaggio visto nei due precedenti, ovvero il burbero e duro Ethan Thomas. Attraverso un flashback è Thomas stesso a parlarci della sua vita e della sua prima missione, nei campi profughi del Ciad, con il WFP. Grazie a questo racconto possiamo quindi immergerci nella storia di un personaggio apparentemente secondario, ma che mette in risalto le difficoltà di chi lavora in contesti del genere, perennemente a contatto con la sofferenza del mondo e sotto costante minaccia di morte o tortura (esemplare è il racconto del rapimento, evento che colpisce moltissimi impiegati sul campo del WFP). Dumont caratterizza bene il personaggio, usando una sceneggiatura chiara e lineare, benché non priva di ingenuità. Come nel caso di Dysart, anche qui dialoghi e didascalie, informative e giornalisticamente rilevanti, risultano a volte un po’ sovrabbondanti ed enfatici. I disegni di Pat Masioni, al contrario di quelli di Ponticelli, non forniscono il giusto supporto e controcanto ai testi. Le linee troppo morbide e anonime, alcune imprecisioni e semplificazioni eccessive diluiscono la drammaticità dell’episodio, che non riesce a trasmettere la terrificante esperienza del protagonista rinunciando a usare uno stile più realistico e sofferto né, magari sfruttando alcune licenze poetiche che avrebbero potuto aumentare l’effetto tragico.

Nonostante i difetti che si possono riscontrare qua e là e un equilibrio non sempre ottimale tra giornalismo e coinvolgimento emotivo, Urgenza Livello 3 è comunque un interessante tentativo del WFP per far conoscere il proprio lavoro. Coinvolgendo altri autori del livello di Dysart e Ponticelli, con una programmazione ragionata e soprattutto una strategia social per diffondere al meglio webcomics di questo tipo, Urgenza Livello 3 potrebbe diventare uno standard per raccontare storie non conosciute ma che devono essere raccontate.

Abbiamo parlato di:
Urgenza Livello 3
Joshua Dysart, Jonathan Dumont, Alberto Ponticelli, Pat Masioni
Traduzione di Fiorenzo delle Rupi – Arancia Studio
Star Comics, dicembre 2019
128 pagine, cartonato, colori – 14,90 €
ISBN: 9788822615107


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