Un’epopea fantasy completamente folle: La Fortezza

Come artisti del calibro di Moebius, Philippe Druillet, Jean-Pierre Dionnet e Bernard Farkas scossero il fumetto francese negli anni ’70 con Les Humanoïdes Associés, con le dovute differenze fecero negli anni ’90 un gruppo di autori tra cui e David B con l’Association, che tra l’altro fu il primo editore a pubblicare tra gli altri Marjane Satrapi e . Proprio quest’ultimo si distinse da subito per il suo stile capace di veleggiare tra commedia e profondità, mostrando una affinità sia nello stile di disegno che nel tenore dei fumetti con lo stesso Trondheim. Dalla loro collaborazione nacque nel 1998 una delle saghe comico-fantasy di maggior successo del fumetto: La Fortezza.

La saga sfrutta un approccio umoristico al genere, che ha precedenti di livello in campo sia letterario (basti pensare al Mondo Disco di Terry Pratchett) sia fumettistico (la saga di Bone di Jeff Smith, ma anche strisce come Wizard of Id di Johnny Hart e Brant Parker), risultando familiare anche agli appassionati di giochi di ruolo (Dungeons & Dragons in primis, ovviamente).

Il progetto si caratterizzò da subito per l’ambizione: una saga di trecento episodi la cui realizzazione avrebbe dovuto coinvolgere (e in parte l’ha fatto) un ampio numero di collaboratori. L’opera avrebbe dovuto narrare nascita, sviluppo, declino e fine della fortezza del titolo, sfruttando tre linee narrative separate e convergenti (anche per numerazione: una progressiva da 0 a 100 una regressiva da -100 a -1). Un progetto fermo (abbandonato?) dal 2014, dopo trentasei volumi divisi tra Alba, Zenit e Crepuscolo e serie accessorie, nonostante sia stato accolto in maniera molto favorevole in patria, forse vittima della propria stessa ambizione.

L’edizione è la prima raccolta al mondo dedicata alla serie, ideata con la consulenza degli stessi creatori e che si articolerà in sei volumi cartonati raggruppati per linee temporali. Un’occasione importante per godere in Italia di questa perla del fumetto francofono, che venne parzialmente presentata anni fa da Phoenix e Magic Press senza riscuotere la dovuta fortuna (stessa cattiva sorte peraltro subita anche da un altro gioiello di Trondheim: Lapinot).

La premessa dell’opera è semplice ma al tempo stesso arguta, ed evidenzia quel “pensiero laterale” che gli autori hanno riversato praticamente in tutte le loro storie: la fantomatica fortezza è un castello gestito come una vera e propria impresa, il cui scopo è quello di accumulare ricchezze. A questo scopo, una accorta propaganda attira gli avventurieri con il miraggio di un tesoro e di una fama imperitura, ma il complesso edificio è un’enorme trappola nella quale essi si perdono e muoiono. I loro averi diventano parte del mitico tesoro e la loro sparizione alimenta la leggenda dell’impenetrabilità della fortezza. Tutto questo aumenta l’interesse da parte degli avventurieri, in un circolo virtuoso che sovverte la classica struttura della quest dei romanzi fantasy.

Un ribaltamento di prospettiva che non rappresenta solamente un escamotage brillante e foriero di gag e battute ma che può esser visto anche come un esercizio stimolante per il lettore, che già dallo spunto iniziale viene educato a guardare le storie e i personaggi non in maniera passiva o accontentandosi della prima impressione, dei luoghi comuni o delle strutture topiche, ma piuttosto ad aprire la mente e allargare lo sguardo per scavare sotto la superficie; in sostanza, il lettore è portato a confrontarsi con un mondo molto più complesso di quanto si possa immaginare. Una lezione importante che viene portata avanti nel seguito del volume, intrecciandosi alle avventure dei protagonisti e alle vite dei personaggi grazie a caratterizzazioni spesso complesse, motivazioni non superficiali e una profondità maggiore di quanto forse sarebbe stato necessario per avere “semplicemente” una buona storia.

Tutto questo all’interno di una cornice avventurosa ma soprattutto comica che procede con un ritmo a tratti travolgente: protagonista nei primi sei volumi originari qui raccolti è l’imbranato e sfortunato papero Herbert, costretto suo malgrado a diventare un eroe e a fare i conti con il suo passato, con l’amore e la guerra. Intorno a lui un nutritissimo circo di coprotagonisti e antagonisti che spesso gli sottraggono la scena e che i due autori caratterizzano sempre in maniera originale dando a ognuno motivazioni, sentimenti, vizi e muovendoli in maniera coerente lungo la storia. La storia guadagna così una profondità gradevole e mai pesante né artificiosa, si struttura su vari livelli di lettura, e si muove sul sottile confine tra il divertissement, l’esercizio di stile e il gioco intellettuale. Ma senza nessuna “puzza sotto il naso” e senza dimenticare mai di raccontare una storia avvincente, divertente e curiosa.

La Fortezza è un fumetto ritagliato perfettamente sui disegni del duo Trondheim/Sfar: sintetici e chiari con una colorazione piatta che ben si sposa a un segno caricaturale e cartoonesco in un insieme che rende plausibile qualunque creatura e qualunque ambientazione. Giocando con sagacia con quello che va mostrato e quello che sarebbe di troppo, così da facilitare e rendere immediata la lettura della singola vignetta, i due autori si dimostrano maestri di inquadrature, espressività esasperata e tempi comici.

Tanto che, al confronto, il segno rotondo, morbido, dettagliato e tridimensionale di Boulet, che subentra a metà volume, ne esce irrimediabilmente sconfitto. La sua cifra stilistica rende maggiormente realistici i personaggi, li colloca in maniera razionale negli spazi e descrive minuziosamente ambientazioni, stanze, città e comprimari, finendo per risultare più confusionario nel continuo passaggio da una scena all’altra, da un inseguimento a uno scontro, da una battuta a un momento di tensione. La ricerca di un maggior realismo – per quanto si parli pur sempre di drago umanoidi, paperi parlanti, creature mostruose e magiche – priva le tavole di quel senso di indeterminato con il quale Trondheim e Sfar giocano in maniera naturale per lasciar spazio alla fantasia del lettore senza il peso di preoccuparsi della coerenza a tutti i costi ma privilegiando piuttosto l’efficacia e l’immediatezza di ogni scena. Ecco che quello che a una prima occhiata sembra si perda in spettacolarità del disegno, anche pensando alla lunga tradizione di grandi illustratori fantasy e a quanto il genere si presti a immagini fortemente iconiche ed evocative, si guadagna in immersività e in semplicità – ma non superficialità – narrativa.

Finita questa prima raccolta, resta la voglia di restare assieme alla grottesca parata di personaggi bizzarri, di scoprire cosa succederà loro e di seguire il destino della fortezza e dei suoi mostri orribili e ridicoli.

Abbiamo parlato di:
La Fortezza vol. 1
Joann Sfar, Lewis Trondheim, Boulet
Traduzione di Michele Foschini
Bao Publishing, 2019
296 pagine, cartonato, colori – 25,00 €
ISBN: 978883273244-3