Una bimba, un gatto e una lettera d’amore

Una bimba, un gatto e una lettera d’amore
Manuela Santoni racconta per Bao una favola sospesa tra passato e presente per parlare ai bambini di amicizia, degli orrori del fascismo e di redenzione.

Lettera perduta - copertinaUna lettera spinta dal vento, come la piuma di Forrest Gump, è l’espediente che utilizza per raccontare una favola che lega le avventure di una bambina, in un momento decisivo della sua vita, al destino del fantasma di un soldato della privo di memoria e che ha paura di trovare le risposte che lo libererebbero.
La lettera perduta racconta di Emma, una bambina di nove anni appena giunta in un posto nuovo assieme a sua madre. La ragazzina porta sulle spalle il peso della separazione dolorosa da un padre che non c’è più, probabilmente morto, e un rapporto conflittuale con la madre che l’ha costretta a cambiare città in cui vivere, unito alla difficoltà a integrarsi in un paese nel quale fatica a sentirsi a casa.
A tenerle compagnia c’è un gatto randagio dal pelo rosso, Malpelo, che sembra uscito da un libro di Luis Sepulveda. È un amico loquace e con una spiccata propensione all’avventura.

opta per un disegno di impronta fanciullesca, che avvicini la protagonista ai lettori più piccoli cui il fumetto è destinato, in cui domina l’attenzione sui personaggi prima che sull’ambiente in cui sono immersi. Per questo è importante la cura che riserva ai volti dei protagonisti, che recitano attraverso trasfigurazioni.
Il tratto e la palette composta da colori primari premiano la rappresentazione delle emozioni che investono la ragazzina e i suoi sodali. Il fantasma di Pietro, il soldato legato alla missiva, ha una forma liquida visibile solo ai bambini – gli adulti percepiscono invece un vento gelido – che permette di valorizzarne sensazioni e interazioni.
La storia che l’autrice illustra e racconta, ambientata in un periodo prossimo al presente ma che potrebbe al contempo essere quello della sua fanciullezza, si sviluppa tra i vicoli di Montequadrato un paese degli appennini, dove si percepiscono ancora le tragedie e gli eroismi legati alla .
La missiva che dà il titolo al volume e che Emma e Malpelo trovano è una vecchia lettera d’amore a cui Pietro, il fantasma, non ha mai risposto. Il giovane è senza memoria, vorrebbe trovare la donna che scrisse la lettera. Mentre lui e i suoi improbabili compagni indagano per trovare la ragazza di allora, il soldato quasi si sente in colpa per qualcosa che potrebbe averlo dannato in vita e legato alla sua divisa, che indossa con disagio, quella dell’esercito fascista.
L’indagine della protagonista e del suo gatto, oltre a immergerli in una pagina di storia decisiva per il nostro Paese, ha il merito di rendere Emma sempre più integrata in un mondo che inizia a percepire meno alieno. La ricerca le consente di trovare nuovi amici, di sentire propria la sua nuova casa e le restituisce un rapporto migliore con sua mamma, come se l’amore che quella lettera racchiude fosse in grado di curare anche la ragazzina.LA-LETTERA-PERDUTA_p23-757x1024

L’autrice, per tutto lo sviluppo del racconto, resta fedele ai giovani lettori: lo sguardo sul racconto è infatti quello di Emma. La bambina definisce la partitura della narrazione, che resta in equilibrio tra l’avventura e la ricostruzione storica. Una scelta che offre a un lettore coetaneo della protagonista la possibilità non solo di empatizzare con lei, ma anche di percepire la portata delle leggi razziali, dei rastrellamenti e del destino delle persone che ne sono state coinvolte.
Analoga la cura riservata al gatto parlante. Malpelo è un compagno di viaggio divertente, uno spirito guida che traghetta Emma verso una nuova fase della sua vita, ma anche il deus ex machina destinato a guidare verso la risoluzione del mistero della lettera.
Nello sviluppo del racconto, Pietro cresce assieme agli altri suoi compagni di viaggio, acquisendo una sua consistenza. L’incontro con Emma è l’occasione che attendeva per fare i conti con le sue scelte, ritrovare il suo amore perduto e quella pace che raggiunge solo da morto.

L’incontro con persone che hanno memoria di quegli anni permette a Emma di conoscere una realtà fatta di atti eroici e vili. Tra i volti che la ragazza incontra, colpisce la storia del fornaio del paese che è stato testimone del sacrificio di suo padre per salvare i due giovani amanti. Un passaggio, quello dedicato al fornaio, che avrebbe richiesto maggiore foliazione, perché sarebbe stato interessante approfondire il dolore di quel bambino diventato adulto senza aver potuto dire addio a suo padre. Nonostante qualche difetto simile, legato alla mole delle storie che rimangono solo accennate, su tutte il destino del padre della protagonista, nel complesso l’autrice riesce a mantenere con coerenza uno sviluppo fiabesco che intrattiene stimolando la curiosità.

Nell’insieme La lettera perduta è un lavoro ben sviluppato, ideale sul piano educativo, ma che è diretto con uguale onestà anche a lettori più maturi che, proprio come quando incontrano un libro di Sepulveda, hanno voglia di abbandonarsi a un lato fanciullesco a cui piace farsi sentire di tanto in tanto e che, tra ricordi e malinconia, salvaguarda un pezzo di anima importante.

Abbiamo parlato di:
La lettera perduta

, 2021
188 pagine, cartonato, colori – 20,00 €
ISBN: 9788832736809

 

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