
Ci sono tanti momenti in Roaming di Mariko e Jillian Tamaki che fanno capire come le due autrici canadesi, cugine e ormai da anni collaboratrici, siano tra le migliori nel rappresentare i rapporti tra giovani ragazze, con pochi semplici tratti. In questo caso, bastano le pagine 19 e 20 per racchiudere l’essenza di un’intera opera: Dani e Zoe, amiche di vecchia che non si vedono dal liceo, si rincontrano finalmente all’aeroporto LaGuardia di New York per compiere quel viaggio di cui parlavano da anni. Si salutano come se non si fossero mai lasciate, si aggiornano velocemente e sui loro volti c’è la felicità di chi realizza un sogno. Alle loro spalle si avvicina Fiona, amica di Dani che ha deciso di unirsi al viaggio: il primo piano su di lei, volto sbarazzino e malizioso, promette avventura, guai e divertimento.
Da qui inizia un viaggio alla scoperta di New York, che è anche un viaggio delle protagoniste alla scoperta di sé stesse, delle proprie paure, delle proprie fragilità, che trasforma il rapporto tra Zoe e Dani, che crea turbamenti nella prima e inaspettate aperture nella seconda, con Fiona che funziona in alcuni casi da detonatore di tensioni, mentre in altri ruba la scena per aprirsi al lettore.
In mezzo, riflessioni sulla sessualità, sul concetto di crescita e di successo, su cosa siano famiglia e amicizia, mentre attorno il paesaggio cambia continuamente, in un vero e proprio turbinio di immagini della Grande Mela che appare di volta in volta grandissima e labirintica, altre volte quieta e pensierosa, quasi intima e accogliente, prima di velocizzare tutto e travolgere le protagoniste con la sua frenesia ma anche con la sua adrenalina, che fa vivere loro un momento di esistenza piena, lontana dai problemi, tutta incentrata su un presente assoluto e liberatorio.

In Roaming, opera pluripremiata agli Eisner Awards del 2024, le cugine Tamaki tornano su temi a loro cari, come il racconto della nascita di rapporti sentimentali (soprattutto non eterosessuali), la crescita e l’amicizia tra ragazze, ma cambiano un paio di cose rispetto ai precendenti Skim e E la chiamano Estate. Prima di tutto, non si parla più di adolescenti, ma di ragazze che sono già all’università, una scelta dettata dalla ricerca di una maggiore libertà che evitasse anche potenziali censure, come successo ai precedenti volumi e come esplicitamente affermato in una intervista al New York Times.
La seconda, ben più importante, riguarda un cambio nel metodo di lavoro delle due, con una più stretta collaborazione a livello di scrittura e una partecipazione di Jillian non solo ai disegni ma anche al soggetto, qui scritto da lei (una naturale evoluzione dopo l’esperienza come autrice unica di Boundless). Il risultato è un’opera ancora più armonica delle due precenti, in cui la visione e gli intenti delle due autrici si sovrappongono alla perfezione e il racconto assume un flusso chiaro, scorrevole, che segue il ritmo dell’avventura cittadina delle protagoniste e vi inserisce dialoghi naturali e mai forzati, in modo tale che ogni riflessione, dalle più piccole a quelle più esistenziali, emerga con spontaneità, passando da una pizza a una canna fumata di nascosto.
La personalità delle tre protagoniste, i loro dubbi, le loro insicurezze, sono caratterizzate nel dettaglio non solo attraverso gli scambi tra loro, ma anche e soprattutto attraverso il disegno di Jillian Tamaki: Dani, Fiona e Zoe sono disegnate ognuna in maniera unica, ponendo attenzione ai loro tratti somatici (ad esempio, le origini asiatiche di Zoe), alle loro espressioni, alle posture, ai gesti e ai corpi. Come per i dialoghi, anche i disegni hanno un valore che è intrinsecamente narrativo, ovvero teso a raccontare i personaggi, e politico, volto cioè a riprodurre la pluralità di corpi, la loro dignità e il loro valore, di qualsiasi tipo sia, e di farlo in maniera del tutto naturale. Tutti questi elementi sono inseriti in una cornice che non impone uno sguardo, ma inserisce il tema dell’inclusione come elemento stesso della narrazione, totalmente integrato in essa senza nessun tono, né intento pedagogico. A questo si aggiungono anche omaggi alla tradizione delle vignette statunitensi e alla linea chiara francese, con momenti in cui sembra di essere trasportati in un fumetto di Tintin (il volto di Zoe richiama in più momenti quel tratto).

Oltre a questo, però, Roaming è anche un grande omaggio a quella New York vissuta come sogno e avventura da tantissimi giovani di tutto il mondo: lo sguardo di Mariko e soprattutto Jillian, filtrato attraverso l’esperienza con la biocromia maturata in Boundless e che qui si arricchisce di un ulteriore strato, con l’utilizzo di indaco e rosa/ocra, donano alla Grande Mela un’atmosfera leggera, quasi sospesa e persa in una dimensione di sogno. Il tratto di Tamaki, mai così sinuoso, elegante e giocoso, dona all’intera avventura lievità, momenti di assoluta bellezza (i giochi amorosi nella collezione di farfalle del Museo di Storia Naturale, la lisergia del rapporto sessuale tra Zoe e Fiona) e passaggi in cui tutta la potenza del fumetto esplode nella sua capacità immaginifica (il confronto tra le Zoe e Dani sul finale che le porta, senza soluzione di continuità, nel loro passato di liceali, e momenti più leggeri, tra una compera al negozio di vestiti e una famosa “slice of pizza New York Style”). Sono le matite di Jillian Tamaki a rendere tutto il senso della “peregrinazione come momento formativo”, come efficacemente detto da Daniele Croci su Fumettologica, della leggerezza come esperienza cruciale della vita, specialmente a quell’età.
E mentre le 400 pagine di fumetto si avviano al termine e vediamo le protagoniste sfrecciare in metropolitana verso l’aeroporto, consapevoli di stare per uscire per sempre dalle loro vite, ne sentiamo già un pochino la nostalgia, sentiamo la voglia di alzare il telefono e sentire come stanno andando loro le cose, quelle di cui hanno parlato tra loro con noi le osservavamo da vicino, viaggiando con loro. Questo potere ce lo hanno solo le storie ben scritte, e questo forse è il vero superpotere di Jillian e Mariko Tamaki.
Abbiamo parlato di:
Roaming
Mariko e Jillian Tamaki
Traduzione di Caterina Marietti
Bao Publishing, 2024
448 pagine, brossurato, tricromia – 26,00 €
ISBN: 979-1256210169
