Un sole spento accende l’oscurità dell’anima

Un sole spento accende l’oscurità dell’anima
Sicchio, Mandanici e Segala pubblicano con Shockdom “Sole Nero”, una graphic novel New Weird ambigua, angosciante, sfuggente e oscura.

Sole Nero_coverSole Nero rappresenta il debutto dello sceneggiatore per la casa editrice ed è una che si muove liquida tra i generi New Weird ed horror, andando a incontrare in alcuni passaggi anche la fantascienza, seppure in forma molto leggera e lontana dall’hard Sci-Fi, ovvero quella categoria caratterizzata dall’enfasi sull’accuratezza scientifica o comunque sul ruolo centrale delle conquiste scientifico/tecnologiche.

In breve, il racconto si incentra attorno a due fenomeni astronomici che si susseguono a distanza di pochi anni l’uno dall’altro: il sorgere di un sole nero i cui raggi hanno avuto conseguenze terribili nella mente di milioni di persone, spingendole a ogni sorta di orrore (e qui, l’appassionato di fantascienza, non può che andare con la mente a uno dei più famosi racconti di Isaac Asimov, Nightfall). A dodici anni dall’ultimo evento, l’umanità vive ancora nella paura di una nuova alba nera, alimentata anche da un altro lascito dei fenomeni: le donne rimaste incinte sotto l’influsso dei due soli neri hanno partorito dei bambini con capelli bianchi, pelle cinerea, proporzioni anomale e occhi rossi come il fuoco, chiamati i Figli del Sole Nero. Questa progenie vive nell’odio, nel disprezzo e nella paura che instilla nelle altre persone, sentimenti che arrivano all’esacerbazione, mano a mano che si avvicina un altro anniversario delle due catastrofi.

Sicchio mette su pagina una storia profondamente ambigua e sfuggente, tanto nello sviluppo degli eventi e nella loro conclusione, quanto nella rappresentazione dei sentimenti e degli stati d’animo dei vari personaggi – protagonisti e comprimari – tutti privi di un qualsivoglia percorso di redenzione morale quale destinazione finale di uno sviluppo narrativo che tiene il lettore in un costante stato di disagio a causa dell’egoismo e della mancanza di empatia mostrata da buona parte degli attori della vicenda.

Tutto il racconto è lasciato all’interpretazione personale dei lettori; la sceneggiatura rifugge spiegazioni facili, tanto per i fenomeni alla base della storia che per i comportamenti dei vari personaggi. Lo sviluppo è costantemente accompagnato da sensazioni di angoscia e minaccia che deflagrano in un finale senza pietà.
Sicchio è capace di costruire attorno a questa sorta di spaesamento psicologico una curiosità che aumenta pagina dopo pagina, che spinge ad arrivare al finale illudendosi che possa essere foriero di spiegazioni sull’origine del fenomeno alla base di tutto e di una risoluzione positiva del percorso narrativo quanto meno di alcuni dei protagonisti. Una illusione, appunto, che il lettore sa comunque essere tale perché l’intera vicenda non mostra mai spiragli di speranza o umanità, quasi che l’oscurità del sole nero abbia spento le coscienze della maggior parte delle persone.

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Letto alla luce delle vicende reali che hanno accompagnato il mondo negli ultimi due anni, Sole Nero acquista un significato ancora più pessimista e realistico, se è vero che la pandemia che ci ha colpito globalmente, ha portato tanta solidarietà in alcune persone quanto ha esacerbato le divisioni e gli integralismi in altre, trasformando quell’illusorio “andrà tutto bene” di inizio 2020 in un più cinico “non ne siamo usciti migliori”, specchio realistico dell’attuale società occidentale.
Ecco allora che opere come questa, pensate e scritte prima che la realtà raggiungesse ed eguagliasse l’immaginazione dalla quale scaturiscono, restituiscono alla stessa quella qualità anticipatoria e di indagine sociale che, negli esempi più riusciti, accompagna la narrativa di genere.

Il team di autori della è completato da alle matite e ai colori, un gruppo rodato avendo già collaborato in passato con Dario Sicchio.
Le tavole sono impostate in una griglia abbastanza canonica su quattro strisce, con vignette dal taglio vario a seconda dell’esigenze narrative, che muta in una griglia regolare 4×3 in corrispondenza di alcuni precisi passaggi della vicenda, quelli dove alcuni figure (pseudo)scientifiche provano a fornire una spiegazione al fenomeno del sole nero.
Il segno di Cadonici è essenziale, nelle figure come negli ambienti, un tratto caratterizzato da una linea sottile che raramente chiude i contorni delle sagome e che per tale motivo suggerisce quasi una voluta mancanza di definizione precisa, un’urgenza che ben si sposa all’ambiguità della vicenda. Lo stile della disegnatrice, seppur non realistico, trasmette molto bene tanto la concretezza dell’ambientazione di un mondo che potrebbe essere il nostro quanto i risvolti psicologici e la caratterizzazione dei personaggi, che sono sempre il fulcro centrale delle vignette.

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Il colore completa, narrativamente, le immagini di Cadonici che lasciano sempre molti spazi alle campiture.
Segala sceglie una palette varia nelle tonalità ma spenta e acida nella saturazione, nella quale solo il rosso degli occhi dei Figli del Sole Nero è sempre acceso e diventa fulcro visivo nelle vignette in cui sono presenti questi personaggi. Ed è sempre la tonalità rossa ad accendere le immagini in corrispondenza delle immagini nelle quali la violenza esplode, fino a invadere il campo nella sequenza finale, prima che tutto si spenga in un nero che è al contempo riflesso del ritorno del fenomeno astronomico tanto temuto e dell’animo di coloro che vi assistono ancora una volta.

Anche il lettering a opera di Ingegni contribuisce in maniera efficace al racconto, con una grafica dei balloon che si differenzia nelle forme quanto nel colore di sfondo a seconda del frangente narrativo o della voce del personaggio a cui deve dare corpo, e con una distribuzione degli stessi nelle vignette pensata per valorizzare lo storytelling, con alcune intuizioni ben riuscite come l’andamento circolare attorno alla figura del “profeta” a pagina 56.

Merita una notazione finale la copertina del volume, tanto per la composizione e la cromia, con forte contrasto tra l’oscurità della parte inferiore dell’immagine che sale a invadere il rosso del cielo, quanto per per il lettering del titolo, ritagliato in negativo sull’immagine e il cui bianco sembra contrastare la completa mancanza di luce proveniente dal sole nero.

Abbiamo parlato di:
Sole Nero
Dario Sicchio, e
, 2022
96 pagine, brossurato, colore – 18,00 €
ISBN:9788893364201

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