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  • Un diavolo italiano a Hell’s Kitchen: intervista a Marco Checchetto

    Un diavolo italiano a Hell’s Kitchen: intervista a Marco Checchetto
    Per l’uscita del primo volume del Daredevil realizzato con Chip Zdarsky abbiamo intervistato Marco Checchetto, tra i più apprezzati disegnatori italiani negli USA.

    Ormai da molti anni attivo sul mercato statunitense, è stato assoluto protagonista del 2019 e del 2020 grazie all’apprezzata run di (serie su cui aveva già lavorato a più riprese in passato) realizzata in coppia con . Negli ultimi anni il suo stile si è ulteriormente evoluto e affinato e Daredevil rappresenta finora il picco di questo percorso. In occasione dell’uscita di Daredevil – Conosci la Paura, volume che raccoglie i primi sei episodi dell’attuale ciclo del cornetto, lo abbiamo intervistato per conoscere tutti i retroscena di questa serie.

    Daredevil_1Ciao Marco e grazie per il tuo tempo. Partiamo con la prima domanda di rito: torni a lavorare su Daredevil dopo vari progetti del passato, ma questa volta come artista regolare. A che punto del progetto sei stato coinvolto e cosa ti ha convinto di più del lavoro?
    In effetti è la terza volta che incrocio la strada con il Diavolo. La prima agli esordi, dopo un paio d’anni in Marvel e appena finito il mio lavoro su The Amazing . Mi chiesero di fare da secondo disegnatore della serie ma alla fine ho disegnato lo stesso numero di pagine del titolare. Ero ancora alla ricerca di uno stile e insoddisfatto delle pagine che facevo. La seconda volta invece è stata solo per un numero in occasione del crossover The Omega Effect con Avenging Spider-Man e la testata di cui ero titolare, . Storia che mi sono divertito moltissimo a disegnare e scritta da due grandissimi come e Greg Rucka. Ora sono sulla serie, come dici tu, da titolare, copertinista e character designer. Sono stato coinvolto sin dal primo numero da C.B. Cebulsky in modo molto semplice. Mi ha detto: “Marco, vuoi rilanciare Daredevil con Chip Zdarsky?”… e io non potevo rispondere di no!

    Chip Zdarsky lavora oggi principalmente come sceneggiatore, ma di tanto in tanto torna anche al tavolo da disegno. Come è stato lavorare con lui?
    Lavorare con Chip è molto stimolante. È un grandissimo sceneggiatore, scrive in modo molto dettagliato e sa cosa vuole, in più è anche un bravo artista e finiamo sempre per influenzarci a vicenda, soprattutto quando lavoriamo alle idee per le copertine. A volte non andiamo d’accordo sul alcuni aspetti, ma ci sta in questo lavoro: alla fine, comunque, troviamo sempre il modo giusto per portare, speriamo, il miglior lavoro possibile sulle pagine.

    Spider-Man_ChecchettoLa serie sta avendo un grande successo di pubblico e critica, e ogni numero aggiunge un tassello che ridefinisce sia il personaggio che i suoi comprimari. Quale pensi sia l’elemento più incisivo di questa vostra run?
    Dal punto di vista della sceneggiatura credo sia la bravura di Chip nel mantenersi fedele al personaggio e alla sua storia ma andando a sviluppare alcuni punti da un altro punto di vista. Credo che la stessa cosa si possa dire anche del mio lavoro. Rimanere fedele all’iconografia della serie, soprattutto a quello degli anni ‘80, ma inserendo al contempo qualche dettaglio moderno.

    Hai lavorato a più riprese sul personaggio di Daredevil, e sembra che tu abbia un gran feeling con lui. Cosa ti piace più del Diavolo e delle storie che si possono raccontare?
    Il feeling traspare semplicemente perché è uno dei miei personaggi preferiti. Amo gli eroi urbani, sono cresciuto leggendo le loro storie e li conosco benissimo. Non c’è molto da disegnare in termini di impatto, non ci sono astronavi o mostri o super-tizi. Le scene d’azione sono risse da strada, disegno molte espressioni, dialoghi e momenti tristi. Questo è quello che mi piace di Daredevil: è umano.

    Se dovessi scegliere una run del personaggio, quale sceglieresti e perché?
    Sceglierei sicuramente la miniserie “The Man Without Fear” di Frank Miller e . Storia delle origini meravigliosa che alla fine, con l’ultima pagina, ti fa salire una voglia infinita di aver un seguito, di leggerne ancora, di recuperare quello che ti sei perso, è l’inizio di quella che sai già essere una leggenda. Romita poi è strepitoso e in quella serie ci regala il miglior Kingpin e la miglior Elektra di sempre.

    Elektra_Checchetto

    Confrontando il tuo lavoro fatto su Daredevil nel 2011 e quello fatto nella nuova serie, ho notato alcuni cambiamenti: un tratto ancor più fine, maggiore tratteggio. Ho ragione? Quali nuove sfumature hai introdotto nel tuo stile e quali cambiamenti al tuo metodo di lavoro hai apportato?
    Si, hai ragione. A parte il tempo passato, ben 10 anni, ho cambiato leggermente il mio stile di disegno proprio con l’inizio del mio lavoro su Daredevil. Ho allungato i tempi di produzione, non sono più veloce come un tempo. Le sceneggiature di Chip sono complesse e richiedono più attenzione e voglio che i disegni siano all’altezza della storia. Ho affinato il mio tratto, uso molti più tratteggi e neri.

    Sono rimasto molto colpito anche dalla colorazione di Sonny Gho, che mi pare lasci ancora più spazio al tuo segno e ben si integri con il tuo stile. Com’è stato lavorare con lui?
    Il colore è una nota dolente. Non per Sonny, che ha fatto un lavoro egregio, ma abbiamo cambiato molti coloristi, tutti bravissimi, a causa della pandemia e di vari progetti che si sono intersecati con la serie. Da qualche numero finalmente abbiamo trovato un equilibrio con Marcio Manyz ai colori interni e Matt come colorista delle mie copertine.

    Daredevil_Spidey_ChecchettoDato che sul nostro sito abbiamo una rubrica dedicata alle First Issue, vorremmo che ci raccontassi quale è stato il tuo approccio e quali i tuoi pensieri nella realizzazione del primo numero. C’è un ricordo particolare che ti lega a questo numero, un’emozione diversa nel tornare su Daredevil?
    Quando mi hanno affidato la serie venivo da 5 anni passati su serie sci-fi come e Gamora e dal mondo distopico di Old Man Hawkeye. È stato un po’ come tornare a casa. Mi sono preso un mese di pausa da tutti i lavori e ho cominciato a fare studi e a prepararmi su come avrei voluto apparisse la serie. Volevo un Matt Murdock più casual, un Kingpin più simile alla sua vecchia versione da armadio a quattro ante, una Elektra che richiamasse quella di Romita, ma che avesse comunque una sua originalità e così via.

    C’è una tavola particolare che ha richiesto delle decisioni particolari, o che ti è più piaciuto realizzare rispetto ad altre?
    Le tavole più belle sono state sicuramente quelle della sequenza in cui Matt trova Spider-Man in casa sua, nel numero 5. Credo che in quelle poche pagine Chip abbia scritto il miglior Spider-Man degli ultimi anni.

    Oltre a essere disegnatore di interni, sei anche molto attivo come copertinista. Come ti sei approcciato alla realizzazione delle copertine della recente miniserie su US Agent? Il taglio che hai scelto è particolarmente “sporco” e “realistico”, tanto nelle ambientazioni quanto per il protagonista.
    Mi diverto molto a fare le copertine perché mi danno modo di lavorare anche su altri personaggi. Per quanto riguarda US Agent, mi hanno chiesto espressamente di fare le covers della miniserie perché volevano proprio lo stile urban sporco che sto facendo su Daredevil.

    Ultima domanda riguarda i piani futuri, sia per il personaggio che per te: sei al lavoro su altro oltre che su Daredevil? E cosa dovremo aspettarci per il prossimo anno del personaggio?
    Sono al lavoro su due grossi progetti fuori dall’ambito dei comics di cui non posso ancora parlare. Pe quanto riguarda i fumetti, invece, al momento sto disegnando una piccola storia per la nuova serie di Carnage: Black, White and Blood, con Carnage e Spider-Man, scritta sempre da Chip e che verrà pubblicata interamente in bianco e nero (e rosso). Ovviamente continua il mio impegno sul Diavolo di Hell’s Kitchen, ma non posso spoilerare nulla se non che lo vedremo impegnato a gestire qualcosa di molto grande per la fine dell’anno.

    Grazie mille Marco e a presto.
    Grazie mille! Comprate e leggete i fumetti!

    Intervista realizzata via mail a febbraio del 2020

    Marco Checchetto

    _Comics_Ospiti_MarcoChecchettoINTERNA

    Nato Venezia, Marco Checchetto è uno dei più apprezzati disegnatori italiani negli Stati Uniti. Inizia la carriera realizzando cover per riviste di videogiochi, e poco dopo viene notato dalla Marvel, che inizia ad affidargli i primi incarichi: da allora ha disegnato quasi ogni supereroe della Casa delle idee, da Amazing Spider-Man al Punitore, dagli e agli , fino alla miniserie Vecchio Occhio di Falco. Nel 2015 viene reclutato nella squadra che realizza i fumetti di Star Wars. Nello stesso periodo realizza Life Zero con Stefano Vietti, un progetto internazionale che unisce fantascienza, azione e orrore. Dal 2019 è disegnatore principale di Daredevil, su testi di Chip Zdarksy

     

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