Umorismo a briglia sciolta: Bobby Sombrero

Umorismo a briglia sciolta: Bobby Sombrero
Giovanni Barbieri e Cristian “Cinci” Canfailla firmano per Panini “Bobby Sombrero”, una folle avventura spaziale con animali antropomorfi. Holy Flamingo!

Bobby_Sombrero_coverSiamo nello spazio. A bordo di una scalcinata astronave inseguita da diverse altre troviamo Bobby Sombrero, un grosso cagnolone antropomorfo, e il suo fedele compare Al Pelo, cagnolino di taglia più piccola dotato di braccia meccaniche estensibili.
Dopo questo inizio in medias res apprendiamo cosa ha portato i due personaggi in quella situazione, una storia a base di rapimenti di principesse, pericoli, fughe e disastri assortiti.

, sceneggiatore con diverse esperienze all’attivo tra fumetto e animazione televisiva, sembra concentrare in Bobby Sombrero – Holy Flamingo! le idee e le tecniche apprese in entrambi i media, realizzando un’opera di grande comicità, verbale e non solo, che non tralascia un lato genuinamente avventuroso.

L’uso di animali antropomorfi, che ha una lunga tradizione nel mondo dei comics (come analizzato in questo approfondimento), è funzionale a un tipo di racconto che appare come un omaggio all’epoca d’oro dei cartoon, dove lo slapstick abbondava e i personaggi subivano le batoste e le alterazioni più varie.
Merito anche dell’affiatamento con Cristian “Cinci” Canfailla, che disegna i due protagonisti e tutti i comprimari e i rivali con un gusto per il segno umoristico fortemente influenzato dalla scuola disneyana che guarda molto al Giorgio Cavazzano più maturo, ma anche dai cartoni animati anni Trenta, con quell’approccio estetico e dinamico tipico di animatori come Chuck Jones, Robert Clampett e Tex Avery.
Bobby_Sombrero_1Al Pelo, in particolare, è debitore di quell’impronta, tra Felix the Cat e Oswald the lucky rabbit, fin dall’aspetto e soprattutto dal volto: gli occhietti appena accennati, il naso a nocciolina e le orecchie lunghe e mobili lo collocano infatti nella stessa dimensione dei due animaletti animati e, incarnando le caratteristiche tipiche del ruolo di spalla, subisce ogni genere di danno ed effetto collaterale delle imprese di Bobby.
Bobby invece giganteggia all’interno delle vignette grazie al suo corpo massiccio, senza apparire statuario ma al contrario contraddistinto da una linea morbida che lo fa apparire soffice e “gonfio”, come se il petto fosse un palloncino pieno d’aria. Il contrasto con la testolina minuta lo rende immediatamente simpatico e fa intuire il suo carattere semplice e vagamente svanito.
Anche tutti gli altri personaggi si riconducono a quei riferimenti grafici, con alcuni esempi più accurati (Cassius, il vecchio amico che ingaggia Bobby per la missione) e altri meno: le comparse, le guardie di palazzo e la principessa Syna sono piacevoli variazioni sul tema canidi, ma senza troppa inventiva. Discorso diverso per il cattivo, un maiale volutamente raffigurato in maniera basica per intenti narrativi.
L’estro grafico, invece, si ritrova nel nugolo di principesse rapite in cui incappano i due protagonisti, ognuna appartenente a una diversa razza aliena, in un tripudio di varietà nelle fogge scelte, dal mostruoso all’animalesco.

Il punto debole di Bobby Sombrero è la trama: l’ossatura del racconto è costituita dalla comicità dei risvolti paradossali e dei dialoghi brillanti ma di fatto, dopo lo spunto iniziale che dà il “la” all’avventura, il resto non è che una sequela di situazioni e gag senza che queste portino avanti in modo particolarmente interessante la vicenda. La struttura quasi circolare è a tutti gli effetti un buon indicatore di come funziona il fumetto: la trama è un mero pretesto, articolata il minimo necessario per mettere in scena una robusta dose di buona comicità e nella quale, infatti, da un certo punto in poi si ha la sensazione di girare un po’ a vuoto.
Si ride in più occasioni, quindi da questo punto di vista l’intento può dirsi riuscito, ma ciò non toglie che il prodotto finale soffra della mancanza di una narrazione più solida.

Bobby_Sombrero_2B

Tornando ai disegni, si rileva innanzitutto come Cinci abbia optato per una griglia fortemente classica, dove la scansione delle vignette segue un andamento tradizionale con poche deroghe, che si rintracciano in alcuni bordi seghettati nelle scene più concitate e in alcuni riquadri che diventano tondi. Anche le quadruple e le splash page vengono dispensate con parsimonia, giusto nei frangenti in cui la storia lo richiede, esaltando quindi quei determinati passaggi.
Ambientazioni e sfondi sono sempre ben presenti e raffigurati con diversi dettagli, dalle componenti di un edificio agli interni delle astronavi, dalla base spaziale dell’antagonista al laboratorio del suo scienziato, il tutto coerentemente allo stile cartoonesco che dona linee morbide al contesto.

Bobby_Sombrero_3La colorazione di Alan D’Amico ricorre a una tavolozza base di colori primari e piuttosto accesi, senza troppe ombre o sfumature e con pochi effetti speciali.
La scelta è ovviamente congruente con lo stile di disegno: il fumetto disneyano e i suoi derivati, a cui come detto Bobby Sombrero guarda in maniera esplicita, storicamente non ha mai goduto di interventi cromatici particolarmente ricercati, se non in progetti speciali degli ultimi anni, ed è quindi sensato ricreare quel feeling. Questo non va a detrimento del risultato: i colori, pur con semplicità, svolgono il loro lavoro e dettagli come la differenza di manto tra Bobby e Al Pelo, il filtro rosso in cui vengono declinate alcune vignette quando la situazione si fa pericolosa o l’atmosfera claustrofobica dello spazio nerissimo, squarciato da esplosioni arancioni, gialle e rosse, dimostrano una certa attenzione a questo elemento dell’opera.

Bobby Sombrero – Holy Flamingo! è quindi un volume ricco di trovate divertenti gestite con gusto, specialmente grazie alla creazione di due protagonisti irresistibili che, pur modellati su archetipi di lungo corso, sono in grado di portare avanti la storia tra ottimi dialoghi, comicità intelligente e uno stile di disegno funzionale e di derivazione umoristica.
All’appello manca però una trama realmente solida per reggere tutto questo.

Abbiamo parlato di:
Bobby Sombrero – Holy Flamingo!
Giovanni Barbieri, Cristian “Cinci” Canfailla, Alan D’Amico
, 2020
96 pagine, cartonato, colori – 15,00 €
ISBN: 9788891249586

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