
In questo albo si può dire che pregi e difetti si compenetrano diventando le due facce di una stessa medaglia. I personaggi sono tanti e con potenziale sviluppo, e questo potrebbe essere un difetto che confonde il lettore, ma è altrettanto vero che con l’ausilio di didascalie e dialoghi vengono inquadrati quanto più chiaramente possibile. Secondo aspetto di rilievo è la presenza di molti disegnatori che si avvicendano a realizzare le tavole dei due albi qui raccolti. Da una parte può infastidire la mancanza di omogeneità grafica, dall’altra va ammessa l’accuratezza della scelta dei disegnatori per le sequenze: in particolare Kyle Hotz è adattissimo per Terra-13 (la Terra di magia e sovrannaturale come normalità), ma tutti gli artisti coinvolti ben si alle ambientazioni che gli sono affidate.
Un’osservazione più di carattere generale è sulla natura di queste miniserie, presentate sempre come eventi: la domanda che sorge è se la frequenza con cui vengono pubblicati non finisca per non renderli più tali. Se tutto è evento, più nulla è evento. Concediamo il benefico del dubbio, naturalmente, perché questa riscrittura potrebbe essere davvero significativa e foriera di un’innovazione del multiverso DC finalmente coerente e coesa, che non richieda più reboot sin troppo ravvicinati, nel tentativo, sinora mai compiuto, di dare ordine a una delle proprietà intellettuali più ricche (in ogni senso) e artisticamente elevate dell’intrattenimento mondiale.
Abbiamo parlato di:
Justice League Incarnate #1 (DC Crossover 18)
Joshua Williamson, Dennis Culver, Tom Derenick, Brandon Peterson, Kyle Hotz, Paul Pelletier, AA.VV.
Traduzione di Andrea Toscani ed Elena Pizzi
Panini Comics, giugno 2022
64 pagine, spillato, colori – 6,00 €
ISSN: 977112421890920018








