Silvio Camboni è noto per essersi occupato a lungo di fumetto Disney in Italia, ma dai primi anni 2000 ha iniziato a collaborare anche con il mercato francese – grazie all’interessamento di Katja Centomo, come apprendiamo dall’intervista rilasciata a Lo Spazio Bianco un anno fa – disegnando dapprima due libri illustrati e lavorando poi sulla serie Gargouilles, che segnò la sua prima collaborazione con lo sceneggiatore Denis-Pierre Filippi.

Questo lavoro non aveva ancora visto la luce in Italia, ma ora Panini ha pubblicato il volume 1 della collana contenente i primi tre tome originali, i quali compongono l’arco narrativo iniziale della storia: Il concorso Jules Verne.
Forse l’occasione è stata data dall’arrivo nel nostro Paese dei due graphic novel disneyani realizzati da Filippi e Camboni, che l’editore modenese potrebbe aver sfruttato come volano per mandare alle stampe anche il progetto che ha dato loro la fama in Francia.
Siamo in un 1927 alternativo, nel quale la Prima Guerra Mondiale è ancora in corso con un misterioso schieramento chiamato Terzo Asse che, grazie ad avveniristiche macchine e robot, tiene in stallo il conflitto.
Protagonisti de Il viaggio straordinario sono Noémie ed Émilien, due giovani cugini che hanno imparato a essere affiatati e indipendenti dal momento che i loro genitori sono sempre lontani per viaggi di lavoro. I ragazzi hanno affinato una certa conoscenza nella costruzione di macchinari e motori, seguendo le orme dei brillanti consanguinei, e grazie a queste loro capacità hanno modo di aiutare i due assistenti del padre di Émilien a partecipare al concorso Jules Verne presentando un nuovo prototipo di energia motrice: il genitore del ragazzo risulta rapito da un misterioso finanziatore che potrebbe figurare tra i partecipanti alla competizione e gareggiare diventa un buon modo per provare a trovarlo.

Tali ingredienti vengono cucinati con perizia da Filippi: l’autore costruisce un impianto narrativo solido, all’interno del quale sa dosare la velocità di racconto e cadenzare il ritmo degli avvenimenti. L’amalgama riesce anche grazie alla caratterizzazione azzeccata dei due protagonisti così come dei comprimari di maggior peso, e alla leggerezza con cui la storia viene raccontata, con alcuni momenti spezza-tensione e una narrazione a misura di jeunesse, termine che nell’editoria francese indica la categoria di lettori più giovani.
Nel primo caso Noémie ed Émilien incarnano i vari stilemi dei tipici preadolescenti dei libri d’avventura: intraprendenti, coraggiosi e brillanti. Vengono inoltre connotati con un carattere reciprocamente complice che non rinuncia comunque a qualche frecciatina da ambo i lati, spesso con punte di malizia decisamente riuscite e realistiche.
Gli adulti con cui collaborano rappresentano una vasta gamma di tipi umani, arricchiti dal fatto che potenzialmente nessuno di loro è realmente ciò che appare: una consapevolezza che hanno i due ragazzi ma anche il lettore, rendendo la lettura appassionante perché vira quasi verso i contorni di una spy-story.

Una differenza che si può notare rispetto ai due volumi Disney con cui Filippi si è cimentato – Mickey e l’oceano perduto (qui la nostra recensione) e Mickey e la terra degli antichi – è che in quei casi il formato del singolo graphic novel autoconclusivo compresso in 48 pagine non riusciva a contenere in maniera esaustiva tutto il background che riguardava quegli specifici universi narrativi, che risultavano di conseguenza solamente accennanti, lasciando la costante impressione che mancasse qualcosa per apprezzare appieno quei lavori. Stavolta, con la possibilità si snodarsi in diverse uscite e sul lungo periodo, emerge chiaramente l’abilità dello sceneggiatore nell’inventare mondi con tutti i crismi e le coordinate necessarie a caratterizzarli in tutto e per tutto.

Altro aspetto riuscito sono i panorami: le inquadrature esterne sono una gioia per gli occhi, restituiscono l’idea di sconfinato dell’oceano così come l’eleganza di una città come Parigi vista dall’alto. Le nuvole appaiono come soffici batuffoli, le onde fanno percepire quasi matericamente l’acqua e gli edifici delle città abbracciano un’estetica raffinata e al contempo dalle linee nette e decise.
Grande aiuto per ottenere questa resa viene dai colori di Gaspard Yvan, che allestisce una tavolozza carezzevole, dove predominano i toni tenui e rassicuranti, ammiccando alle atmosfere da letteratura per ragazzi.
Non mancano però virate verso una colorazione più “industrial” nei momenti in cui i personaggi si trovano all’interno dei propri veicoli o nel laboratorio sotterraneo che appare nel primo capitolo.
C’è molta attenzione alla luce e a come questa illumini o meno oggetti e figure e si rifletta sulle superfici lisce e fredde degli automi e delle macchine. Albe e tramonti costituiscono in questo modo momenti sempre emotivamente intensi a prescindere da quanto stia avvenendo nella storia, semplicemente godendo delle sensazioni trasmesse dai colori.

Il viaggio straordinario parte in definitiva sotto i migliori auspici, con un primo arco narrativo capace di intrigare immediatamente il pubblico grazie alla grande avventura in senso classico, a un cast funzionale, a una scrittura scorrevole e a tavole cesellate e di grande effetto.
Abbiamo parlato di:
Il viaggio straordinario – volume 1: Il concordo Jules Verne
Denis-Pierre Filippi, Silvio Camboni, Gaspard Yvan
Traduzione di Isabella Donato
Panini Comics, 2021
152 pagine, cartonato, colori – 24,00 €
ISBN: 9788828707943
Per saperne di più:
Silvio Camboni: Disney, Francia e ritorno
L’oceano perduto: un’avventura steampunk di Topolino








