Toppi e il folklore russo: Ogoniok

Toppi e il folklore russo: Ogoniok
Sergio Toppi accompagna il lettore in un immersivo viaggio nel folklore russo nell'ambientazione imperiale del XIX secolo.

Ogoniok, con sottotitolo Kas-Cej – Transiberianaè il decimo volume della collana NPE dedicata a , uno dei fumettisti italiani più influenti, scomparso nel 2012. I tre titoli del volume non sono altro che i titoli delle tre storie contenuti in esso: l’opera che chiude il volume, Transiberiana, è alla sua prima pubblicazione italiana, dato che fu realizzata nel 2011 in esclusiva per il mercato francese.

Nelle tre storie contenute nel volume (tutte autoconclusive),  ci immerge nell’atmosfera del folklore slavo e soprattutto siberiano della Russia del XIX secolo, il cui impero si estendeva un territorio enormemente vasto ma scarsamente collegato e con pochi centri nevralgici e pienamente urbanizzati, localizzati principalmente nella parte europea del territorio. La porzione asiatica dell’immenso Impero russo è quindi popolato da piccoli villaggi gelidi e distanti fra loro, con poca popolazione, di etnia principalmente asiatica invece che russa, con le loro tradizioni, superstizioni, usi e costumi: l’unico collante che sembra unire i russi con le popolazioni siberiane è la comune fede cristiana.

ogoniok1Il maggior elemento di unione fra le tre storie – oltre alla collocazione spazio-temporale – è il conflitto, inteso però non come scontri fra eserciti, ma come “semplici” conflitti umani fra magico e reale, superstizione e scienza, progresso e tradizione: in Ogoniok e Cas-Cej i protagonisti sono dei russi che, per un motivo o per un altro (senza entrare particolarmente nel dettaglio per non rovinare l’esperienza di lettura), si ritrovano ad interagire con gli abitanti asiatici delle immense e gelide steppe. Il conflitto è fra le idee dei visitatori russi e le credenze delle popolazioni autoctone, viste dai primi come delle stupide superstizioni a cui non credere e da affrontare con la logica scientifica che caratterizza la parte europea dell’Impero. Questo conflitto resta aperto anche nell’immaginazione del lettore che, dopo aver letto la storia, può cercare un compromesso fra suggestione fantastica e razionalità, farsi rapire dalla magia delle popolazioni siberiane o affrontare le loro credenze e tradizioni con la massima razionalità. In Transiberiana, invece, il protagonista è un barcaiolo che deve confrontarsi con la costruzione della ferrovia Transiberiana, che renderà il suo lavoro inutile e obsoleto e un misterioso ultimo cliente.

Il fascino del volume è quello di riuscire a immergere completamente il lettore all’interno del folklore russo del XIX secolo, molto misterioso e fiabesco privo, almeno in Occidente, di media moderni che sappiano raccontarlo, fatta esclusione per le poche opere (tanto fumettistiche quanto cinematografiche o animate) che talvolta arrivano da noi. Ma le tre storie riescono a risvegliare completamente l’immaginazione del lettore, quasi trascinandolo al suo interno, solo grazie all’efficace tratto di : in primis, le sue tavole non fanno uso del colore: il disegno in bianco e nero permette alle tavole di Toppi di sembrare quasi dei bozzetti non ancora conclusi e rifiniti e le sue personalissime regole di riempimento, un po’ per così dire klimtiane, contribuiscono a rafforzare questa impressione, aggiungendo al contempo profondità al disegno, raffigurando rughe, tratti particolari, rocce, ombre e così via. Toppi, inoltre, non segue il classico stile della lettura da sinistra a destra, vignetta dopo vignetta: riempie interamente la tavola, che considera come l’elemento principale del racconto a discapito della vignetta (le quali, talvolta, non sono presenti, o sono presenti con forme irregolari che possono anche richiedere una lettura verticale e non orizzontale), aumentando così la forza impressiva della sua opera. Va inoltre sottolineato come, nello stile dell’autore il silenzio è fondamentale: il bianco prevale spesso sul nero e la potenza espressiva del suo disegno rende appieno proprio grazie alla rarefazione degli elementi sulla tavola.

Ogoniok è un volume che va sicuramente letto per il suo enorme potenziale artistico ed espressivo, come tutte le opere del maestro Sergio Toppi. Ciononostante, pur presentando delle storie tutto sommato adatte a tutti, non bisogna correre l’errore di leggerlo con troppa leggerezza: le prospettive dell’opera possono essere molteplici e così quindi anche le possibili interpretazioni.

Abbiamo parlato di:
Ogoniok

, 2021
72 pagine, cartonato, bianco e nero – 16,90 €
ISBN: 9788836270330

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