Toporecord: i guinness di “Topolino”

Toporecord: i guinness di “Topolino”
Panini pubblica “Toporecord”, poderoso cartonato che raccoglie e commenta alcune delle storie da Guinness dei primati realizzate negli anni per “Topolino”.

Toporecord_1Era il 2003 quando Italia pubblicò Toporecord, un brossurato da edicola (portato contemporaneamente anche in libreria in versione cartonata) che si occupava di raccogliere alcune storie Disney che avevano raggiunto dei primati, più o meno riconosciuti ufficialmente, con a corredo alcuni brevi articoli di Luca Boschi e Federico Fiecconi che contestualizzavano le avventure presenti.

Nel 2012 si mandò in edicola un albetto omonimo con gli stessi intenti ma con un sommario leggermente diverso e ampliato, includendo in questo modo altre storie effettivamente da Guinness e altre il cui inserimento risultava abbastanza pretestuoso (la storia più romantica e quella più radiofonica, oltre ad avere poco senso di per sé, costituivano dei parametri difficilmente misurabili e quindi sostanzialmente lasciati al gusto e all’opinione di chi le aveva selezionate).

Ora , nell’ambito della sua collana di poderosi cartonati pensati principalmente per la distribuzione libraria, ha pubblicato un nuovo Toporecord che tenta di essere una summa delle precedenti due uscite, proclamandosi come libro dei primati disneyani definitivo, almeno ad oggi.
Risultato che raggiunge per molti versi, anche se si concede forse qualche velleità di troppo.

Il volume si apre con una prefazione di Aldo Carrier Ragazzi, storico art-director in forza alla redazione milanese di Topolino, e con un ricco articolo che approfondisce la genesi delle storie raccolte e la natura del loro record; ogni avventura viene poi preceduta anche da una breve introduzione ad hoc. Queste informazioni, riportate in maniera chiara e puntuale, sono necessarie in un libro del genere e forniscono le indicazioni utili per inquadrare quanto pubblicato nell’ambito del proprio primato.

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“Topolino ino ino”: 25 tavole in una pagina

Gli episodi più felici sono sicuramente quelli che hanno effettivamente segnato un record riconosciuto dagli organi preposti: Topolino ino ino di Alessandro Sisti e , per esempio, che nel 1997 fu dichiarata la storia a fumetti più piccola del mondo dato che le sue 25 tavole furono realizzate nel formato 2,2 x 3,15 cm ciascuna. È fortunatamente possibile leggerla anche in versione “estesa”, per godere di una trama che strizza volutamente l’occhio al mondo dell’infinitamente piccolo in un simpatico gioco metanarrativo ben supportata dai disegni di Sciarrone, a cui va ovviamente il merito principale per il raggiungimento dell’impresa.

Non mancano anche le storie realizzate da più disegnatori: Ciccio e il compleanno sottosopra e Zio Paperone e l’incredibile avventura di Capodanno, la prima delle quali è anche considerata quella a più mani di maggior lunghezza perché creata in diretta durante 2005 su un’unica striscia di 242 metri e 45 centimetri. Spiace notare come la qualità della sceneggiatura, curata da , Alberto Savini e , sia decisamente claudicante e sconclusionata, e che anche i disegni non sembrino essere all’altezza, ma la natura dell’operazione e le condizioni in cui è stata compiuta giustificano tale risultato, che passava in secondo piano rispetto alla riuscita dell’impresa.
L’incredibile avventura di Capodanno, su testi dello stesso Savini, nasce invece in maniera canonica e la piacevolezza della lettura ne guadagna. Sfilano numerosi artisti in forza a Topolino a inizio millennio, con un’ampia gamma di stili che al netto dei gusti si amalgamano bene, giustificati dal fatto che ogni tavola rappresenta un livello da videogioco: il racconto è infatti una variante delle storie a bivi, in cui però solo una strada è quella corretta da percorrere per arrivare al finale.

Toporecord_11A proposito di storie a bivi, è presente anche Topolino e il segreto del castello, la prima in assoluto di questo tipo e non solo limitatamente al fumetto Disney: ispirato dai libri-game, Bruno Concina preparò una trama che conteneva sei sviluppi differenti a seconda delle scelte che il lettore avrebbe compiuto. Impreziosita dai disegni di un buon Giorgio Cavazzano, che nel 1985 era in una fase piuttosto interessante della sua carriera – fase fondamentalmente di ricerca e di passaggio tra lo stile “techno” degli anni Settanta e quello della maturità degli anni Novanta – la multi-avventura è piacevole perché ogni evoluzione narrativa risulta interessante, soddisfacente e ben scritta, cosa che non si può dire spesso per gli altri esperimenti di questa risma.

Sfida a Topolinia viene considerata la storia più virtuosistica perché utilizza l’artificio retorico del lipogramma, che consiste nell’omettere per tutto il tempo una specifica lettera (in questo caso la “e”). Tito Faraci si cimentò nel 1997 in questa impresa riuscendo a trovare diverse soluzioni verbali per raggiungere lo scopo, e la sfida lanciata ai lettori era proprio quella di individuare cosa ci fosse di anomalo all’interno dell’avventura, peraltro divertentissima a prescindere da questa particolarità tecnica: siamo nel periodo aureo della carriera dello sceneggiatore e con l’ispettore Manetta come protagonista ci fu l’occasione per mettere in scena numerose gag davvero divertenti, ben supportate dalle matite di Cavazzano.

Toporecord_6C’è poi una zona grigia di questa raccolta, rappresentata da due storie di riconosciute come quella più buia e l’unica palindroma.
Nel primo caso – Paperi a tentoni, per i disegni di Nicola Tosolini – si tratta sicuramente dell’avventura con il record di vignette completamente nere in una singola storia, ma non sembra rappresentare un risultato ufficiale di qualche tipo, restando più che altro nell’ambito di un esperimento curioso e per di più non particolarmente riuscito alla prova dei fatti.
Più interessante è Paperi palindromi, una breve che si può leggere dall’inizio alla fine e viceversa perché contiene vignette esattamente speculari, con l’eccezione di una doppia esattamente a metà che fa da “switch”: la prima vignetta della prima pagina è uguale all’ultima dell’ultima tavola, la seconda è uguale alla penultima e così via. Il progetto è interessante, simpatico nel modo in cui è stato impostato e ha beneficiato dei disegni di uno Sciarrone che nel 2012 era già passato da più di un decennio alla tavoletta grafica, avvantaggiandosi in tal modo nella realizzazione dei disegni e potendo curare anche i colori per accentuare l’effetto finale. Ma non è il primo fumetto in assoluto realizzato in questa maniera, rinchiudendo tale primato alla sola produzione disneyana.

Toporecord_7Conclusa la parte più “concreta”, il volume passa a mostrare storie con record meno ufficiali e forse un po’ gratuiti: Due passi nel parco di Enrico Faccini come storia più muta, Topolino e la rivolta delle didascalie di Casty come storia più didascalica e Miseria e nobiltà di Francesco Artibani, Lello Arena e Cavazzano come storia più letteraria.
Nel primo caso non è esattamente corretto parlare della più muta, trattandosi semmai della prima senza dialoghi: Faccini ha infatti successivamente prodotto diversi brevi racconti nei quali la parola è assente, spesso e volentieri con Paperoga protagonista come già in questo caso. È tra l’altro interessante notare come nel Toporecord del 2003 per questa categoria fosse presente Paperino senza… parole di Bruno Sarda e , nella quale il protagonista perde l’uso della voce e deve quindi farsi comprendere a soli gesti. Due passi nel parco in tal senso risulta sicuramente più corretta come scelta.

Toporecord_9Per quanto riguarda La rivolta delle didascalie, invece, il problema è che tale strumento della narrazione a fumetti abbonda solo per esigenze di trama, all’interno della quale le “dida” diventano veri e propri elementi narrativi, considerabili addirittura personaggi e interpretando una minaccia per Topolino, Pippo e gli altri comprimari. L’avventura castyana è una godibilissima parodia dei film catastrofici, citati in maniera volutamente… didascalica, e allo stesso tempo un simpatico gioco metafumettistico, ma difficilmente verrebbe da includerla in un primato di questo tipo.

Perché, infine, Miseria e nobiltà dovrebbe essere più letteraria di tante altre storie che si rifanno direttamente ai capolavori della letteratura universale? La motivazione addotta è che la cornice con i personaggi che recitano in un teatro interpretando i ruoli dell’omonima commedia di Eduardo Scarpetta rende palese il riferimento all’opera originaria, ma appare in ogni caso una scelta lasciata alla discrezione del curatore.
Si tratta comunque di un’ottima storia, nella quale l’umorismo è raffinato e i personaggi danno il meglio di sé, anche grazie ai disegni di un Cavazzano decisamente ispirato.

Toporecord_10In chiusura viene pubblicata una breve intervista a per parlare dell’ultimo record riconosciuto al fumetto Disney: l’artista ha infatti disegnato la striscia a fumetti più lunga in assoluto realizzata da un singolo autore, in occasione dei festeggiamenti per i 90 anni di Mickey Mouse durante 2019. La striscia ha raggiunto i 297,50 metri battendo il precedente record del 2017.
È un traguardo forse più personale che della company, in questo caso, ma sarebbe stato bello poter leggere l’avventura – che segna tra l’altro l’esordio di Sciarrone come sceneggiatore – in questa sede, o perlomeno godere di qualche fotografia in più dell’evento invece delle sole due presenti.
Ad ogni modo è stato giusto che nel volume ci fosse almeno un cenno di testimonianza a questa impresa.

Toporecord è quindi un libro di alti e bassi, ma si può riconoscere che nel complesso risulti abbastanza coerente con i suoi intenti proclamati. Quando si permette alcune deviazioni, poi, lo fa con storie che sono comunque di buona qualità e delle quali il lettore occasionale può soddisfarsi, a prescindere dal pretesto con cui sono state inserite.

Abbiamo parlato di:
Toporecord
Disney-Panini, 2021
AA.VV.
304 pagine, cartonato, colori – 25,00 €
ISBN: 9788891284013

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