The Seeds: i troppi semi narrativi di Nocenti e Aja

The Seeds: i troppi semi narrativi di Nocenti e Aja
Con il volume edito da Bao Publishing, anche il pubblico italiano può conoscere la miniserie firmata da Ann Nocenti e David Aja per la collana Berger Books.

COVER THE SEEDSThe Seeds è uno di quei fumetti che potremmo definire “vittime” della pandemia. I primi due albi, infatti, uscirono nel 2018, come inizio di un progetto a lunga gittata, ma i ritardi accumulati hanno poi spinto gli autori a trasformarlo in una miniserie i cui due numeri conclusivi sono usciti direttamente in volume, in USA, nella primavera del 2020.
Tuttavia, le criticità di questo lavoro firmato da e stavano già a monte. Nato nel 2017 come The Scoop, con un soggetto centrato soltanto su uno degli elementi narrativi che poi faranno parte di The Seeds – il giornalismo -, il pitch dei due autori fu inizialmente bocciato da Karen Berger, la storica fondatrice dell’etichetta per la . Questo rifiuto indusse i due autori a una migliore definizione del loro progetto, a cui aggiunsero l’elemento fantascientifico, prima di spedirlo nuovamente a Berger. L’editor, questa volta, dette luce verde e il fumetto negli Stati Uniti è uscito proprio per Berger Books, l’etichetta della gestita da Berger a partire dal 2017.

nel 2021 ha portato in Italia la miniserie la cui premessa, oltre al nome dei due autori messi in campo, non può che alimentare le aspettative dei lettori: in un futuro più o meno prossimo, la Terra sta ormai morendo a seguito di sconvolgimenti climatici e per mano umana. Il pianeta viene visitato da una squadra di alieni mandata in giro per la galassia a raccogliere semi e campioni di biodiversità sui mondi morenti. Benché abbiano l’obbligo di restare sotto copertura, uno di loro si innamora, ricambiato, di una ragazza umana e il loro rapporto viene scoperto da una giornalista che deve decidere se renderlo pubblico o meno.
Messa in questi termini, si capisce già quanti e variegati elementi vanno a comporre della storia, a cui si aggiungono ancora un’ampia serie di tematiche: riflessioni sull’ambiente, sui sentimenti, sull’etica del giornalismo, sulla tecnologia. Il risultato è un fumetto che si compone di una serie di sottotrame – una per ognuno degli elementi sopracitati – non tutte sviluppate in modo adeguato e la cui somma finisce per essere un risultato qualitativamente minore rispetto ad alcune delle sue componenti.

THE SEEDS_p22La sensazione è che Nocenti e Aja abbiamo messo troppa carne al fuoco e, forse incapaci di sacrificare spunti e parti del loro racconto, complice anche il ridimensionamento in corso d’opera del prodotto, non abbiano saputo ben gestire la matassa di fili narrativi, alcuni dei quali sono rimasti, alla conclusione, ancora da sbrogliare.
Tuttavia la sceneggiatrice, forte della sua esperienza ultratrentennale nel campo del fumetto, riesce a valorizzare alcuni degli elementi della storia e alcune delle sottotrame.

Senza dubbio, le due più convincenti sono quelle legate alla storia d’amore tra Lola e l’alieno Race, la cui dinamica è resa con delicatezza e, al tempo stesso, con estremo realismo, e quelle legate alla redazione del giornale scandalistico per cui lavora la giornalista Astra. Quest’ultima sottotrama era sicuramente il fulcro narrativo del progetto originario del fumetto e Nocenti in essa dimostra l’esperienza e la conoscenza che ha del mondo del giornalismo sviluppando tutta una serie di interessanti riflessioni attorno all’etica e alla deontologia della professione.

THE SEEDS_p13, dal canto suo, per illustrare la sceneggiatura sceglie di assecondare il taglio serioso ed estremamente asettico di quest’ultima con una griglia 3×3 che fa da base a tutte le tavole e sulla quale l’artista applica delle variazioni grazie all’accorpamento delle vignette, ma senza mai derogare dall’estrema razionalità dell’impostazione scelta.
Altro elemento che caratterizza la composizione è quello legato alla geometria dell’esagono – che si ritrova anche nel logo del titolo in copertina – a cui si unisce la ripetizione costante, a ogni inizio di capitolo, di una sequenza che, dal particolare di un dettaglio, mano a mano si allontana.
La cromia è quella del bianco e nero, a cui Aja aggiunge i retini grigi, che rende le pagine estremamente fredde e distaccate, quasi ci trovassimo davanti a una cronaca documentaristica. Lo stile resta sintetico, ricco di contrasti volumetrici e giochi di luci e ombre a definire le figure.
Tra gli elementi più efficaci del lavoro del disegnatore spiccano senza dubbio la rappresentazione degli alieni, con l’aspetto grigio tipico da fantascienza degli anni ’50 (o da X-Files, a cui parte del fumetto è sicuramente debitrice) e alcune sequenze tra Lola e Race al limite del neorealismo, come quella all’interno del motel dove si incontrano.

The Seeds, in conclusione, può essere annoverato tra le opere minori di Nocenti e Aja, un fumetto che, seppur ricco di enormi potenzialità, non è stato capace di concretizzarle nello sviluppo, vittima da una parte di una congiunzione storica imprevista e, dall’altra, dalla voglia dei due autori di inserire al suo interno più spunti di quanti poi siano stati capaci di valorizzare.

Abbiamo parlato di:
The Seeds
, David Aja
Traduzione di
Bao Publishing, 2021
128 pagine, brossurato, bicromia – 17,00 €
ISBN: 9788832736205

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