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Tex #704 – Spalle al muro (Ruju, Acciarino)

14 Giugno 2019
Pasquale Ruju e Gianluca Acciarino chiudono la vicenda dell’ex pistolero Ken Bowen, con una storia il cui focus si sposta dalle figure di Tex e Carson per abbracciare il folto gruppo di comprimari, a partire dal piccolo Tim.
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Dato un centro forte, il trucco è lavorare al contorno”. Una massima del genere può ben racchiudere l’idea di fondo della gestione e delle sceneggiature boselliane di Tex. Pasquale Ruiu – che tra gli autori del ranger è colui che più è spirito affine con Boselli – dimostra di aver ben compreso questa lezione.
Nella conclusione della vicenda dell’ex killer Ken Bowen, lo sceneggiatore sardo si concentra efficacemente sul cast di comprimari. Tex insieme a Carson fa quello che ci si aspetta che faccia: scazzotta, intuisce, fa giustizia e salva la situazione.
Ma il cuore della narrazione risiede nei personaggi secondari, negli antagonisti, in Bowen e – in special modo – nel suo protetto, il piccolo Tim. Come già fatto in L’uomo dalle pistole d’oro, Ruju usa la sua esperienza di scrittore di romanzi per creare situazioni e antefatti con pochi dialoghi, donando a ciascun personaggio una storia degna di essere raccontata.
Il colpo di scena finale, inaspettato e riuscito, e il confronto tra Bowen e Tim sigillano una vicenda in cui  tradimento, fiducia ed espiazione assumono lo stesso valore.
Gianluca Acciarino con il suo stile leggero e chiaro, fatto di pochi segni essenziali, contrappunta la sceneggiatura con inquadrature sempre riuscite, tanto nei primi piani che fanno leggere gli stati d’animo dei personaggi, tanto nei passaggi ricchi di azione. I suoi Tex e Carson, resi con misurati tratti fondamentali, meritano di essere portati come esempio ai disegnatori che vorranno cimentarsi con il ranger.

Abbiamo parlato di:
Tex #704 – Spalle al muro
Pasquale Ruju, Gianluca Acciarino
Sergio Bonelli Editore, giugno 2019
110 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,90 €
ISSN: 977112156100860704

David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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