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La terra dei vampiri: quando l’apocalisse non è zombie!

Ne “La Terra dei Vampiri” Muñoz e Garcia imbastiscono una storia classica, ben strutturata e avvincente, giocando coi cliché di genere e con personaggi riusciti.
Articolo aggiornato il 18/10/2017

La terra dei vampiri: quando l'apocalisse non è zombie!Uno dei punti di forza di è l’accorpamento in singoli volumi di storie  suddivise  in più tomi nell’edizione originale francese. È questo il caso di La terra dei vampiri, edito nella collana Fantastica, che raccoglie i tre libri originali. Magari proprio questa possibilità, leggere quasi 150 pagine di fumetto in grande formato, a colori, con un numero elevatissimo di vignette e quindi un tempo di lettura più lungo rispetto ad altrettante pagine in formato Bonelli o comic book, rende alcune uscite decisamente appetibili, complice anche il prezzo abbordabile.

La somma delle idee riversate in questa trilogia dagli autori non brilla per originalità né ci lascia con un senso di sorpresa nonostante il tentativo di sparigliare la storia nelle ultime tavole. Tuttavia la qualità del disegno, la solidità della sceneggiatura (indipendentemente dal soggetto) e lo scenario in gran parte a noi familiare rendono il giudizio su La terra dei vampiri decisamente sopra la media.

Pubblicato in Francia da Les Humanoïdes Associés, la storia è stata realizzata da due autori spagnoli, David Muñoz e Manuel Garcia. Se il primo alterna il lavoro di sceneggiatore di fumetti a quello di scrittore per serie TV e per il cinema, il secondo è ormai un nome noto ai lettori di comic book avendo lavorato sugli X-Men (in diverse serie e miniserie), con la DC Comics e sui prodotti a fumetti dedicati a Star Wars.

È un interessante connubio quello che scaturisce fra lo scrittore e il disegnatore, che ambientano in una Spagna dei nostri giorni il loro survival thriller con protagonisti i vampiri. Il che è forse la caratteristica più originale dell’opera: generalmente lo scenario delle conseguenze di un’apocalisse  è popolato da zombie o creature analoghe, l’utilizzo dei vampiri per questa ambientazione è relativamente insolito.

La terra dei vampiri: quando l'apocalisse non è zombie!Lo sceneggiatore mescola vari altri temi già declinati in molti romanzi, serie TV e film; dal post apocalisse ai vampiri, appunto, ma anche dal nemico redento al romanzo di formazione (tra i protagonisti c’è anche un gruppo di ragazzini), dall’amicizia tradita al sacrificio per un bene superiore. Senza tralasciare il leit motiv di serie come The Walking Dead, il voler sottolineare come grandi stravolgimenti ed eventi catastrofici possono segnare e cambiare in toto le persone. A margine, si capisce poi nel finale, un accenno alle tematiche ecologiste, così attuali in questo momento.

C’è nella trama, nei colori – i volti dei personaggi sono quasi sempre grigi – ma soprattutto nella sceneggiatura, un senso di cupezza e oppressione direttamente figlio dell’avvenimento tragico, che è la scomparsa della luce del sole.
Il disegnatore ha un tratto molto efficace; non è un caso che sia da tempo nell’orbita delle major statunitensi visto che pare essersi a lungo cibato e aver ben digerito la lezione dei maestri degli anni settanta (da Neal Adams ai giorni nostri), proponendoci una versione plastica e tratteggiata dei volumi, non riuscendo sempre a ricordarsi di dover realizzare un albo per un mercato, quello francese, che delega spesso gran parte di questo lavoro alla colorazione e non al tratteggio.

La quantità, enorme, di vignette spesso su strisce orizzontali molto basse non può che essere una cartina di tornasole delle capacità del disegnatore di organizzare le inquadrature, con una serie continua di campi e controcampi che ne confermano le qualità.
La terra dei vampiri: quando l'apocalisse non è zombie!

Resta, in alcuni punti, un certo senso di straniamento nel riguardare vignette nelle quali i personaggi sono ripresi in pose abbastanza banali che sembrano decisamente imprecise nell’anatomia: cali di tensione in tavole che non sempre sono un concentrato di azione, al contrario della maggior parte dei comics statunitensi.
Va anche sottolineato che Garcia ha il merito, pur restituendoci un tratto abbastanza realistico, di non eccedere in alcun modo nelle derive fotorealistiche, non lasciando mai l’impressione che un eventuale riferimento fotografico possa sovrapporsi alle reali capacità del disegnatore.

Una lettura piacevole che non aggiunge nulla di nuovo al genere, anzi probabilmente aspira a essere smaccatamente di genere, ma che dimostra le capacità degli autori di saper narrare con grande perizia e scorrevolezza un’avventura post-apocalittica con creature sovrannaturali a complicare le cose ai sopravvissuti.

Abbiamo parlato di:
La terra dei vampiri
David Muñoz, Manuel Garcia
Traduzione di Leonardo Taiuti
Mondadori Comics, settembre 2015
144 pagine, cartonato, colori – 14,99 €
ISBN: 9788869262036

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