{"id":78,"date":"2016-06-27T11:19:50","date_gmt":"2016-06-27T09:19:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/?p=78"},"modified":"2016-06-27T11:19:50","modified_gmt":"2016-06-27T09:19:50","slug":"capelli-nathan-never","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/capelli-nathan-never\/","title":{"rendered":"I capelli di Nathan Never"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_80\" aria-describedby=\"caption-attachment-80\" style=\"width: 537px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-80 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2016\/06\/nathan_never_18_page_15_by_nicolamari_fan.jpg\" alt=\"nathan_never_18_page_15_by_nicolamari_fan\" width=\"537\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2016\/06\/nathan_never_18_page_15_by_nicolamari_fan.jpg 537w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2016\/06\/nathan_never_18_page_15_by_nicolamari_fan-300x119.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-80\" class=\"wp-caption-text\">Nathan Never visto da Nicola Mari (numero 18)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Uff, gli anniversari. Ti fanno sentire vecchio e sono cos\u00ec pieni di retorica, no? Quest\u2019anno abbiamo gi\u00e0 avuto l\u2019anniversario di Pazienza che, vi giuro, mi ha fatto venire voglia di incendiare il mio <em>Pentothal<\/em>.<\/p>\n<p>(In realt\u00e0 \u00e8 del mio compagno. L\u2019avessi incendiato poi lui avrebbe incendiato me.)<\/p>\n<p>Ora c\u2019\u00e8 quest\u2019altro anniversario, 25 anni di <strong><em>Nathan Never,<\/em><\/strong> e la prima cosa che ho pensato \u00e8 stata: no, devo andare in vacanza.<\/p>\n<p>Poi ho letto il bel <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/sonofumetti\/2016\/06\/16\/nathan-never\/\" target=\"_blank\">pezzo<\/a> di Marco D\u2019Angelo, un pezzo che ha avuto due effetti: mi ha fatto venire voglia di andare in edicola e mi ha fatto venire voglia di scrivere un pensierino su <em>Nathan Never<\/em> tutto mio. Qua, dalle retrovie.<\/p>\n<p>Dovete sapere che <em>Nathan Never<\/em> \u00e8 stato il primo fumetto \u201cadulto\u201d che io abbia mai letto. Da bambina leggevo <em>Topolino<\/em>, ed essendo bambina ne vedevo solo la parte bambina \u2013 tautologico, lo so. Questo era per dire che <em>Topolino<\/em> tante volte \u00e8 un fumetto molto adulto, ma ha il pregio che se sei un bambino non te ne accorgi. <strong>Da pre-adolescente, diciamo alle medie, leggevo <em>Dylan Dog. Dylan Dog<\/em> all\u2019epoca era un fumetto molto pre-adolescenziale, pieno di tematiche tipo La Morte, L\u2019Amore e Oddio Sono Diverso.<\/strong> Che andava tutto benissimo finch\u00e9 sono stata alle medie, ma poi ho iniziato a stancarmi.<\/p>\n<p>(Occhio, questo \u00e8 il punto in cui i fan di <em>Dylan Dog<\/em> mi spellano viva, anche se sono passati pi\u00f9 di vent\u2019anni anni, la serie \u00e8 cambiata mille volte e in fondo chi se ne frega. Va be\u2019.)<\/p>\n<p>Dicevo, dopo ho iniziato a leggere <em>Nathan Never<\/em>, segno che comunque il marketing Bonelli un po\u2019 elementare dell\u2019epoca funzionava.<\/p>\n<p><strong>Ho letto <em>Nathan Never<\/em> per un numero sorprendente di anni.<\/strong> Non saprei nemmeno dire per quanto tempo. Ho letto pure lo spin-off con Legs Weaver, per farvi capire.<\/p>\n<p>Credo di aver iniziato a leggerlo proprio nel momento giusto, per inciso. A volte \u00e8 anche questione di caso. Ho iniziato a leggerlo dalle parti di <strong>\u201cVampyrus\u201d,<\/strong> che era <em>esattamente<\/em> quello di cui avevo bisogno per essere conquistata.<\/p>\n<p>(Qua serve un\u2019altra parentesi. Sto scrivendo questo pezzo senza Wikipedia. Senza internet. Credo di non averne bisogno \u2013 e credo che voglia dire qualcosa \u2013 ma se faccio un errore abbiate piet\u00e0.)<\/p>\n<p><em>Nathan Never<\/em> aveva qualcosa che mi teneva legata, il che per me \u00e8 un po\u2019 strano. Mi fidelizzo facilmente, ma tradisco con altrettanta facilit\u00e0. In questo momento non seguo alcuna serie a fumetti, mentre purtroppo ho il problema che continuo a comprarmi tutti i libri con Pendergast.<\/p>\n<p>Che cosa mi teneva legata, quindi?<\/p>\n<p><strong>Be\u2019, la fantascienza era una.<\/strong> Sono sempre stata un\u2019amante del genere, in particolare di quelle storie con complessi risvolti sociali, politici, umani.<\/p>\n<p><strong><em>Nathan Never<\/em> era un grande contenitore di fantascienz<em>e<\/em>, lungo tutto un arco che per me aveva moltissimo senso: da Asimov a Gibson, passando da Bradbury e Dick.<\/strong><\/p>\n<p>Come quelle fantascienze l\u00ec, <em>Nathan Never<\/em> era \u201cadulto\u201d. Cio\u00e8, c\u2019erano le navicelle spaziali, ma con moderazione. <strong>C\u2019erano anche le periferie-ghetto, i mutanti-extracomunitari, la criminalit\u00e0, la politica miope o\u00a0illuminata (poca), le megalopoli e le scorie radioattive nel deserto. Che non creavano supereroi, ma cancro.<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019era un capo \u201cmarcio\u201d. E scusate, non \u00e8 poco. Voi immaginate se venisse fuori che l\u2019ispettore Gordon ha preso una mazzetta. Il capo di Nathan Never le mazzette le prendeva di sicuro, ma nonostante questo aveva anche degli aspetti positivi.<\/p>\n<p><strong>Intendiamoci, c\u2019erano tematiche tipo La Morte, L\u2019Amore e Oddio Che Mondo Di Merda.<\/strong><\/p>\n<p>Mi stavano benissimo.<\/p>\n<p><strong>Nathan Never pi\u00f9 che un eroe era un professionista.<\/strong> Cio\u00e8, un professionista che in fondo era anche un eroe, per\u00f2 della cosa giustamente si vergognava un po\u2019. Uno con una bella depressione e una vita personale incasinata in modo brutto, per niente stiloso. Uno a cui avevano ammazzato la moglie e rapito la figlia, s\u00ec, tutto molto tragico, solo che in quel momento lui era a sbattersi l\u2019amante.<\/p>\n<p>Poi torna a casa e, ops, la moglie \u00e8 stata massacrata da uno a cui lui dava la caccia, tutto da copione. <strong>E i capelli gli diventano bianchi di colpo.<\/strong><\/p>\n<p>No, un attimo.<\/p>\n<p>I capelli gli diventano tutti bianchi, ma solo la parte alta. <strong>La parte bassa resta nera, come se il suo shock avesse anche un certo occhio da hair-stylist.<\/strong><\/p>\n<p>(All\u2019epoca i miei capelli erano in continuo mutamento: rossi, viola, verdi, blu e il mio amato platino. Creste, spikes, strane acconciature. Ovviamente sarei stata benissimo con i capelli mezzi bianchi e mezzi neri, ma per qualche motivo non l\u2019ho mai fatto.)<\/p>\n<p>Qualche mese fa, traducendo l\u2019introduzione di Peter Milligan alla pi\u00f9 recente edizione di <em>Shade The Changing Man,<\/em> venivo a conoscenza di un\u2019importate verit\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cChiunque abbia seguito attentamente <em>Shade<\/em> negli ultimi cinquanta episodi, o anche chi sia saltato allegramente a bordo a met\u00e0 strada, avr\u00e0 ormai capito la verit\u00e0: che il vero tema di questo libro non \u00e8 la follia, n\u00e9 l\u2019amore, n\u00e9 l\u2019odio, n\u00e9 la perdita&#8230; anche se tutte queste cose hanno la loro importanza. Il vero tema di <em>Shade, l\u2019uomo cangiante<\/em> sono&#8230; i capelli.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Ecco, legittimata da Milligan, a venticinque anni di distanza, mi permetto di intervenire sul mistero dei capelli di <em>Nathan Never<\/em>, un tema a cui non \u00e8 stato dato lo spazio dovuto.<\/strong> Almeno, a mio avviso.<\/p>\n<p>(E poi, dato che a un certo punto ho tradito anche Nathan Never, \u00e8 possibile che ci sia stata una run di venti numeri interamente dedicata ai capelli del protagonista. In questo caso mi scuso per le basse insinuazioni.)<\/p>\n<p>Insomma, la domanda che noi tutti ci poniamo da venticinque anni \u00e8: <strong>ma davvero a uno possono diventare bianchi i capelli da un minuto all\u2019altro?<\/strong><\/p>\n<p>Dopo esaustive ricerche, la risposta \u00e8: n\u00ec.<\/p>\n<p>Se i capelli gli si fossero imbiancati nell\u2019arco di qualche settimana la risposta sarebbe stata un deciso <em>s\u00ec,<\/em> ma la transizione nel suo caso \u00e8 troppo precipitosa e la scienza <a href=\"http:\/\/chemistry.about.com\/od\/chemistryfaqs\/f\/whiteovernight.htm\" target=\"_blank\">ha dei dubbi.<\/a><\/p>\n<p><strong>E la natura bicolor della sua chioma, chiederete voi, quella \u00e8 credibile?<\/strong><\/p>\n<p>La risposta \u00e8 di nuovo <a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/future\/story\/20121016-can-stress-turn-your-hair-grey\" target=\"_blank\">n\u00ec.\u00a0<\/a><\/p>\n<p>Se fossero state delle ciocche bianche a casaccio gi\u00e0 sarebbe stato pi\u00f9 plausibile, ma una divisione cos\u00ec netta \u00e8 improbabile.<\/p>\n<p>In poche parole, i capelli di Nathan Never non sono possibili e io anche oggi ho fatto il mio dovere di cinica smitizzatrice.<\/p>\n<p><strong>Ma, seriamente, che cosa sarebbe la vita senza un tocco di teatro?<\/strong><\/p>\n<p>Nathan Never \u00e8 un personaggio la cui influenza probabilmente non ho mai riconosciuto abbastanza. Ogni volta in cui qualcuno dice che il commissario Sensi (il <em>mio<\/em> personaggio, ma continuate pure a far finta di averlo sempre saputo) gli ricorda Dylan Dog il mio ditino scatta oltremanica e dico qualcosa come: \u201cEhm, hai mica mai letto <em>Hellblazer<\/em>?\u201d.<\/p>\n<p>Ma in realt\u00e0, ripensandoci, dovrei forse rispondere: \u201cBuona intuizione, ma testata sbagliata\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 <em>Nathan Never<\/em> mi ha influenzato sotto almeno tre aspetti:<\/p>\n<p><strong>La poetica. Quello sguardo oscuro, attratto dallo sporco, dal male, dalle cose nascoste, dal senso di colpa.<\/strong> Dal loro fascino, oltre che dalla loro realt\u00e0. C\u2019\u00e8 qualcosa in bilico tra Leonard Cohen e Jean Genet in certi episodi. <strong>Come se tutta la luce della ragione rendesse solo pi\u00f9 bui gli angoli della follia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La psicologia dei personaggi.<\/strong> Ovvero la loro umanit\u00e0 non scontata e il loro dualismo non-esibito. Per quanti traumi Medda, Serra e Vigna scarichino sulle spalle dei loro protagonisti <strong>questi non diventano mai delle maschere di dolore<\/strong> o di qualsiasi altro sentimento.<\/p>\n<p><strong>Infine, le contaminazioni.<\/strong> La fantascienza \u00e8 contaminazione per antonomasia (in fondo il termine descrive solo l\u2019universo narrativo, mai il genere), ma in <em>Nathan Never<\/em> gli spunti sono svariati e spaziano dai piani alti a quelli bassi della letteratura.<\/p>\n<p>Ritornando a \u201cVampyrus\u201d, ricordo che nell\u2019editoriale di quel numero l\u2019autore (Medda) diceva di non aver riletto <em>Dracula<\/em> prima di scrivere la storia. Bene, io non ho riletto \u201cVampyrus\u201d prima di scrivere questo pezzo. <strong>Ricordo che all\u2019epoca avevo letto <em>Dracula<\/em> da pochi anni ed ero rimasta stupita da quanto la storia di \u201cVampyrus\u201d fosse fedele <em>nell\u2019essenza<\/em> al romanzo di Stoker, dell\u2019abilit\u00e0 con cui giocava con l\u2019originale per creare qualcosa di nuovo e di come la fantascienza fosse, chiss\u00e0 come, perfetta per un horror di quel tipo. E, ehi, mi ricordo i disegni di Mari, che affogavano nel nero tutti quei magnifici fremiti di thanatos.<\/strong><\/p>\n<p>Ora sono passati venticinque anni (che cazzo, per\u00f2).<\/p>\n<p>Dicevo, ora sono passati venticinque anni e forse non ricordo bene. Forse se rileggessi ora le storie di allora scoprirei che gli inspiegabili capelli bianchi di Nathan Never non erano l\u2019unica magagna.<\/p>\n<p>Ma sapete una cosa? Io mica le rileggo, quelle storie. Sono ormai parte di me e sono ingredienti del grande calderone (maleodorante) a cui attingo quando scrivo le mie cose, quando immagino e quando sogno. <strong>Non ho bisogno di rileggerle, cos\u00ec come Medda non aveva bisogno di rileggere <em>Dracula<\/em> per scrivere \u201cVampyrus\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 un\u2019<em>altra<\/em> cosa, lo dicevo all\u2019inizio. Io questa nuova run me la sparo. Cio\u00e8, scusate il lessico giovanilistico, io le storie del venticinquennale voglio leggerle.<\/p>\n<p>Per questo sono andata in edicola. Per questo mi lascer\u00f2 di nuovo fidelizzare per un po\u2019. Gi\u00e0 sapendo che poi tradir\u00f2 di nuovo, perch\u00e9 \u00e8 inevitabile.<\/p>\n<p><strong>Come diceva Genet: <em>\u201cLa trahison est une aventure spirituelle\u201d<\/em>. \u00c8 dolce, tradire.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uff, gli anniversari. Ti fanno sentire vecchio e sono cos\u00ec pieni di retorica, no? 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