{"id":49,"date":"2016-06-13T12:21:34","date_gmt":"2016-06-13T10:21:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/?p=49"},"modified":"2016-06-13T12:21:34","modified_gmt":"2016-06-13T10:21:34","slug":"vagabonda-vagare-la-vela-del-vero-marinaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/vagabonda-vagare-la-vela-del-vero-marinaio\/","title":{"rendered":"Vagabonda per vagare, la vela del vero marinaio"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"http:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Fabrizio-immCortoMaltese.jpg\" width=\"1240\" height=\"1024\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Le radici della narrativa sono le parole.<\/strong> Noi tutti sappiamo di quando i nostri antenati si raccontavano storie attorno al fuoco. Noi stessi a volte ci siamo raccontati storie attorno a un barilotto di birra, una bottiglia di vino o, nei casi pi\u00f9 sfortunati, a calici di roba zuccherosa con dentro un ombrellino e una fetta di kiwi.<\/p>\n<p>Quelle storie sono le madri di tutte le storie. Fondamentalmente <em>palle.<\/em> <strong>Menzogne senza malizia e addirittura senza fini ingannevoli, perch\u00e9 nessuno crede che le storie raccontate attorno a un fuoco, qualsiasi sia la gradazione alcoolica del fuoco, siano <em>reali<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p>Le parole accomunano tutte le storie, persino quelle per immagini. Se immaginate il famoso uomo preistorico, l\u2019antenato del moderno disegnatore di fumetti (antenato, poi), che tracciava sulle pareti di una caverna le sue immagini di caccia, potete quasi sentire le parole che accompagnavano quei disegni: \u201cQua \u00e8 dove abbiamo circondato il mammuth\u201d, \u201cQua \u00e8 dove abbiamo inseguito il cervo\u201d, \u201cQua \u00e8 dove abbiamo danzato fino all\u2019alba\u201d.<\/p>\n<p>Come i disegni dei bambini, che alle immagini accompagnano spesso una narrazione. Quando quella narrazione diventa interiore, quando diventa implicita, \u00e8 il segno che siamo cresciuti.<\/p>\n<p><strong>Forse \u00e8 per questo che alcuni fraintendono il fumetto, considerandolo qualcosa per \u201cpiccoli\u201d o per \u201csemplici\u201d, come se narrare per immagini fosse lo stigma di una maturazione incompleta.<\/strong><\/p>\n<p>Un fraintendimento, appunto, dato che non \u00e8 la presenza dei disegni a rendere alte o popolari le storie a fumetti. Penso a un\u2019opera \u201calta\u201d come l\u2019<strong>Odissea<\/strong> per sole immagini di Fabio Visintin (\u00e8 partita nonostante un <a href=\"https:\/\/www.spacemanproject.com\/it\/progetto\/odissea\/8\" target=\"_blank\">crowdfunding<\/a> imperfetto), versus prodotti commerciali \u201cbassi\u201d che descrivono a parole ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 disegnato nelle vignette, dando per scontato che i propri lettori non sappiano leggere le immagini.<\/p>\n<p>(\u201cSuperman spicc\u00f2 un balzo altissimo\u201d, si leggeva nelle didascalie dei vecchi fumetti supereroistici, e l\u00ec accanto era appunto disegnato Superman che spiccava un salto altissimo.)<\/p>\n<p>D\u2019altro canto \u00e8 per\u00f2 vero che la maggior parte delle opere di narrativa non ha immagini. Conoscere la letteratura, essere colti, per lo pi\u00f9 significa aver letto libri di solo testo, spesso averli <em>studiati,<\/em> quei libri.<\/p>\n<p>Ma anche escludendo i saggi, la maggior parte della narrativa non \u00e8 disegnata. I motivi sono storici, pratici, economici, statistici.<\/p>\n<p>Quello che mi propongo con questo blog, l\u2019ho gi\u00e0 detto, \u00e8 dare degli spunti che aiutino il fumetto a uscire dal ghetto in cui ancora alberga di sovente. Spunti per creare un esercito di lettori pi\u00f9 consapevoli e dai gusti eclettici, in grado di abbattere le barriere e ampliare la visione.<\/p>\n<p><strong>Per fare questo credo che ognuno di noi debba partire da quelle che sono le sue passioni e seguirle. Nessuno vuole leggere dei libri che trova noiosi per sentirsi poi pi\u00f9 edificato.<\/strong> \u00c8 un atteggiamento da sfigati, tra l\u2019altro.<\/p>\n<p>No, noi vogliamo leggere roba interessante, roba figa, roba diversa ma sempre avvincente.<\/p>\n<p>Dunque, qua, da questa mia postazione nelle retrovie, credo di poter dare qualche suggerimento in merito. Delineare qualche percorso per lettori appassionati.<\/p>\n<p>Partir\u00f2 da Hugo Pratt, un po\u2019 perch\u00e9 \u00e8 da poco finita\u00a0una grande <a href=\"http:\/\/www.museomacro.org\/mostre_ed_eventi\/mostre\/hugo_pratt_incontri_e_passaggi\" target=\"_blank\">mostra<\/a> su di lui al Macro, un po\u2019 perch\u00e9 il suo <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Corto_Maltese\" target=\"_blank\"><strong>Corto Maltese<\/strong><\/a> \u00e8 un ottimo esempio di letteratura per immagini \u201calta\u201d.<\/p>\n<p>Corto Maltese, il marinaio giramondo che con il suo sguardo distaccato ci parla della vita, della morte e della libert\u00e0. Come a dire, argomentucci da niente. Corto Maltese, il cui nome nell\u2019argot andaluso significa \u201csvelto di mano\u201d, dalla morale sbilenca e dal profilo indimenticabile, con il suo nemico-amico Rasputin e tutti gli altri personaggi fantastici che popolano il suo universo, un universo che assomiglia per lo pi\u00f9 a una distesa salata senza confini.<\/p>\n<p>Scendiamo un gradino della scala della cultura e potremmo incontrare il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Capitano_Alatriste\" target=\"_blank\"><strong>Capitano Alatriste<\/strong><\/a>, nato dalla penna di Arturo P\u00e9rez-Reverte, ex-soldato di professione nella Spagna del XVII Secolo, con quello sguardo glauco che sembra sempre scrutare l\u2019orizzonte, che ora sbarca il lunario con incarichi poco ortodossi nei vicoli di una Madrid ammaliante e spietata.<\/p>\n<p>Saliamo un gradino e troviamo <strong><em>Moby Dick<\/em><\/strong> e un\u2019altra grande storia di mare e di libert\u00e0. O Conrad e il suo <strong><em>Cuore di Tenebra<\/em><\/strong>, e la libert\u00e0 come folle vertigine. O <strong><em>Don Chisciotte della Mancia<\/em><\/strong>, e della follia come libert\u00e0.<\/p>\n<p>Facciamo un passo di lato e potremmo imbatterci in <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Casanova_(comics)\" target=\"_blank\"><strong><em>Casanova<\/em><\/strong><\/a> di Fraction e B\u00e0 e Moon, la spia che vortica follemente tra le linee temporali di un futuro che \u00e8 come un mare in tempesta. Oppure potremmo incontrare il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_Corsaro_Nero_(romanzo)\" target=\"_blank\"><strong><em>Corsaro Nero<\/em><\/strong><\/a> di Salgari, che al mare ricorre per inseguire una vendetta che lo incatena a un destino di morte. O ancora, con uno scarto che disorienter\u00e0 i vostri inseguitori, il Lucifer Box del <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Il-club-Vesuvio-Mark-Gatiss\/dp\/8874966156\" target=\"_blank\"><strong><em>Club Vesuvio<\/em><\/strong><\/a>, agente segreto al servizio per lo pi\u00f9 di se stesso.<\/p>\n<p>Ora, questo piccolo tour \u00e8 solo un possibile inizio. Se non vi piace nemmeno uno dei libri che ho frettolosamente elencato dovreste senz\u2019altro rivolgervi a un\u2019altra agenzia di viaggi, o aspettare un itinerario pi\u00f9 confacente alla vostra sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Ma se avete amato uno di questi libri, prendete in considerazione l\u2019idea di leggerne almeno un altro.<\/strong> Salite e scendete gradini, fate passi di lato, piroettate, se cos\u00ec vi va. Se volete leggere una storia di libert\u00e0, con un grande protagonista combattuto, ma mai melenso, che percorre il mondo con intenti nebulosi, la lancia in resta e lo scolapasta in testa&#8230; fate un tentativo.<\/p>\n<p>(Oppure leggete <a href=\"http:\/\/www.comicon.it\/MiloManarasite\/portfolio\/hpegb11\/\" target=\"_blank\"><strong><em>H.P. e Giuseppe Bergman<\/em><\/strong><\/a>, che \u00e8 un po\u2019 un riassunto di tutto questo.)<\/p>\n<p>Se va male potete sempre prendervela con me. Oppure potete suggerire un nuovo punto di partenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le radici della narrativa sono le parole. Noi tutti sappiamo di quando i nostri antenati si raccontavano storie attorno al fuoco. Noi stessi a volte ci siamo raccontati storie attorno a un barilotto di birra, una bottiglia di vino o, nei casi pi\u00f9 sfortunati, a calici di roba zuccherosa con dentro un ombrellino e una fetta di kiwi. Quelle storie sono le madri di tutte le storie. Fondamentalmente palle. Menzogne senza malizia e addirittura senza fini ingannevoli, perch\u00e9 nessuno crede che le storie raccontate attorno a un fuoco, qualsiasi sia la gradazione alcoolica del fuoco, siano reali. Le parole accomunano<\/p>\n","protected":false},"author":644,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Vagabonda per vagare, la vela del vero marinaio - Telegrammi dalle retrovie","description":"Le radici della narrativa sono le parole. Noi tutti sappiamo di quando i nostri antenati si raccontavano storie attorno al fuoco. 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