{"id":246,"date":"2020-01-15T14:38:49","date_gmt":"2020-01-15T13:38:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/?p=246"},"modified":"2020-01-15T15:12:13","modified_gmt":"2020-01-15T14:12:13","slug":"se-passando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/se-passando\/","title":{"rendered":"Se passando m\u2019incontri"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_248\" aria-describedby=\"caption-attachment-248\" style=\"width: 768px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-248 size-medium_large\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/pop-senza-paura-01-768x252.jpg\" alt=\"Una vignetta da &quot;Senza paura&quot;\" width=\"768\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/pop-senza-paura-01-768x252.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/pop-senza-paura-01-300x99.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/pop-senza-paura-01-1024x337.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/pop-senza-paura-01.jpg 1068w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-248\" class=\"wp-caption-text\">Una vignetta da &#8220;Senza paura&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tra le parole che parlano meglio del nostro tempo, ci sono quelle di <strong>Warsan Shire<\/strong> nell\u2019incipit della sua poesia pi\u00f9 famosa, <a href=\"http:\/\/www.emergencymilano.it\/2016\/12\/25\/casa-di-warsan-shire\/\"><em>Casa<\/em><\/a>: \u201cNessuno lascia casa a meno che la casa non sia la bocca di uno squalo\u201d.<\/p>\n<p>E qua pu\u00f2 iniziare uno dei nostri <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/ce-un-mondo-la\/\">itinerari letterari<\/a>.<\/p>\n<p>Come dico sempre, la cosa migliore che pu\u00f2 fare un lettore \u00e8 <strong>leggere tanto, leggere tutto, trovare connessioni e senso tra le sue letture<\/strong> senza paura di allontanarsi dai sentieri a lui familiari, senza timidezze nei confronti di ci\u00f2 che sente pi\u00f9 in alto del suo livello (scoprir\u00e0 quasi sempre che \u00e8 una bugia) o pi\u00f9 in basso (scoprir\u00e0 quasi sempre che \u00e8 un pregiudizio).<\/p>\n<p>Riprendiamo la strada.<\/p>\n<p>Come scrive Thomas Nail su <a href=\"https:\/\/aeon.co\/ideas\/we-are-entering-a-new-epoch-the-century-of-the-migrant\"><em>Aeon<\/em><\/a>, il compito cui siamo chiamati per comprendere la modernit\u00e0 \u00e8 che <strong>non solo il 21esimo secolo sar\u00e0 il secolo dei migranti, ma che il migrante \u00e8 <em>sempre<\/em> stato un elemento costitutivo della societ\u00e0.<\/strong> \u201cIn altre parole, i migranti non sono figure marginali o eccezioni, come spesso sono stati trattati, ma uno strato essenziale tramite il quale tutte le societ\u00e0, finora, hanno mantenuto e ampliato le proprie forme sociali\u201d.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 naturale che la cultura nell\u2019ultimo periodo si sia dimostrata particolarmente attenta al tema delle migrazioni, affrontandolo in modi inediti e specialmente da nuovi punti di vista.<\/p>\n<p>A vari livelli, la societ\u00e0 riflette su se stessa.<\/p>\n<p>A un livello pi\u00f9 basilare, pi\u00f9 accessibile, con film come il contestatissimo <em><strong>Tolo Tolo<\/strong>,<\/em> che in Italia \u00e8 riuscito nella, per la verit\u00e0 non ardua, impresa di scontentare sia la pancia sospettosa, xenofoba e sovranista della nazione, che l\u2019\u00e9lite intellettuale di sinistra. E ha cos\u00ec incassato pi\u00f9 di 35 milioni nei primi dieci giorni nelle sale.<\/p>\n<p>Salendo la scala della cultura, negli ultimi anni due libri hanno influenzato la scena letteraria, traghettando il discorso \u2013 il discorso letterario senza inizio e senza fine che \u00e8 nel contempo prodotto e motore della societ\u00e0 \u2013 verso una pi\u00f9 ampia consapevolezza.<\/p>\n<p>Parlo, ovviamente di <strong><em>Exit West<\/em> di Mohsin Hamid<\/strong> (gi\u00e0 autore del celebre <em>Il fondamentalista riluttante<\/em>) e di <strong><em>Americanah<\/em> di Chimamanda Ngozi Adichie<\/strong> (gi\u00e0 autrice dell\u2019altrettanto celebre <em>Ibisco viola<\/em>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-249 size-medium_large\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo-1-768x419.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo-1-768x419.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo-1-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo-1.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p><em>Exit West<\/em> (Einaudi) ci parla della vita quotidiana sconvolta all\u2019improvviso dalla guerra di Saeed e Nadia, due giovani innamorati in una citt\u00e0 mediorientale che resta senza nome. Il romanzo unisce uno sguardo quasi giornalistico a momenti pi\u00f9 intimi, e alla fantascienza. S\u00ec, perch\u00e9 nell\u2019universo alternativo della storia in vari luoghi, pi\u00f9 o meno accessibili, si aprono all\u2019improvviso delle porte magiche, che porteranno i protagonisti a fuggire prima a Mykonos e poi a Londra.<\/p>\n<p>Sapendo quanto io ami il fantastico, non vi stupir\u00e0 il mio entusiasmo per il suo prepotente ingresso nella letteratura \u201cseria\u201d di questi anni. Davide Piacenza, su <a href=\"https:\/\/www.rivistastudio.com\/exit-west-mohsin-hamid-einaudi-recensione\/\">Rivista Studio<\/a> si spinge a dire che <strong>\u201cridefinisce toni e portata del romanzo fantastico contemporaneo\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>In <em>Americanah<\/em> (ancora Einaudi) la questione viene affrontata da un punto di vista completamente diverso e le domande che ci pone sono altre, non meno attuali. Ifemelu, la protagonista del romanzo, emigra negli Stati Uniti per studiare a Princeton e qua scopre all\u2019improvviso di essere nera. In Nigeria il colore della sua pelle non aveva importanza, ma negli Stati Uniti lo standard cui \u00e8 chiamata a omologarsi \u00e8 quello bianco. Il libro si apre con il suo ritorno a Lagos, dopo molti anni in America, dove vuole riallacciare la storia interrotta con Obinze, suo compagno di liceo che non ha potuto espatriare. Attraverso i vari flashback e flashforward, alternando alla narrazione documenti, lettere, pagine di diario, Adichie ci parla della formazione della protagonista, <strong>dell\u2019amore, del razzismo e del senso di perdita culturale<\/strong> a cui si riferisce il titolo: \u201camericanah\u201d, infatti, in Nigeria \u00e8 il termine usato per descrivere chi cerca di assomigliare agli americani, rinunciando alla propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>E qua ci avviciniamo a un tema attiguo, ma non intercambiabile, a quello di migrante: l\u2019espatriato, lo straniero.<\/p>\n<p>Sul tema le prime fonti letterarie sono, oserei dire, piuttosto blasonate. Nel Levitico infatti si legge: \u201cLo straniero che risiede fra voi, lo tratterete come colui che \u00e8 nato fra voi; tu l&#8217;amerai come te stesso, poich\u00e9 anche voi foste stranieri nel paese d&#8217;Egitto\u201d.<\/p>\n<p><strong>E non c\u2019\u00e8 popolo che nella sua storia non abbia affrontato l\u2019esperienza dell\u2019emigrazione<\/strong> e non abbia vissuto lo spaesamento di essere straniero in terra straniera.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-250 size-medium_large\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo2-768x332.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo2-768x332.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo2-300x129.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo2.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>Questo mi porta a uno degli ultimi fumetti che ho letto sull\u2019argomento, una graphic novel edita da Oblomov l\u2019anno scorso. In <strong><em>Senza paura, <\/em>di Anthony Mazza e Andrea Campanella<\/strong>, si respirano le atmosfere della cinematografia neorealista. Siamo nel Brasile della prima coppa del mondo di calcio, nel dopoguerra, e la famiglia composta da un padre ferroviere, una figlia ormai adulta e un ragazzino ancora in et\u00e0 scolare viene sconvolta da una tragedia. A questa storia si intreccia quella di Mario, fornaio italiano emigrato dopo la guerra, e le difficolt\u00e0 di un\u2019integrazione in paese percorso, come tutti i paesi, da fremiti xenofobi che mascherano semplicemente gli interessi di qualcuno. Niente come la xenofobia \u00e8 facile da sfruttare. I sentimenti pi\u00f9 vili forniscono sempre un terreno fertile alle imprese criminali.<\/p>\n<p><em>Senza paura<\/em> \u00e8 un fumetto curiosamente bilanciato nell\u2019affrontare il tema dello straniero, forse perch\u00e9 i due autori vivono sulle coste opposte dell\u2019Atlantico, (in Italia lo sceneggiatore, in Brasile il disegnatore), e forse perch\u00e9 a questo tema se ne affianca un altro egualmente rilevante, ossia <strong>lo scontro di classe.<\/strong><\/p>\n<p>Il punto di vista \u00e8 quello di Louiz, un ragazzino ancora ingenuo, che bigia la scuola per andare al cinema, dove lui e il suo amico cercano costantemente di entrare a scrocco, e che gioca a calcio con una vecchia palla fino al calar del sole. \u00c8 attraverso i suoi occhi che vediamo le storie della sorella, del padre e del panettiere Mario e che conosciamo <strong>l\u2019ingiustizia dell\u2019et\u00e0 adulta, la morte, la lotta, gli abusi del potere e la speranza nel futuro.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_251\" aria-describedby=\"caption-attachment-251\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-251 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/pasticciaccio.jpg\" alt=\"Un fotogramma da &quot;Un maledetto imbroglio&quot; di Pietro Germi\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/pasticciaccio.jpg 600w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/pasticciaccio-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-251\" class=\"wp-caption-text\">Un fotogramma da &#8220;Un maledetto imbroglio&#8221; di Pietro Germi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un racconto che, grazie anche al tratto poetico di Anthony Mazza, ha una qualit\u00e0 pulita, rarefatta, appunto neorealista. E Campanella afferma infatti di essersi ispirato al cinema di Matarazzo, De Sanctis, Blasetti, ma anche a <strong><em>Un maledetto imbroglio<\/em> di Germi,<\/strong> la rielaborazione del libro di Gadda <strong><em>Quer pasticciaccio brutto di via Merulana.<\/em><\/strong> Romanzo e film sono molto diversi, ma arrivano alla medesima conclusione: risolvere il pasticcio non equivale alla vittoria della giustizia, perch\u00e9 anche chi \u00e8 colpevole per la legge \u00e8 a sua volta vittima del male del mondo.<\/p>\n<p>Trovo che il nostro itinerario, da <em>Senza paura,<\/em> possa procedere in diverse direzioni, tutte interessanti, tutte facenti parte di quel grande racconto del mondo che \u00e8 la letteratura.<\/p>\n<p>La prima suggestione che ho avuto leggendolo \u00e8 stata, non so perch\u00e9, <strong>Albert Camus.<\/strong>\u00a0Chiamatele se volete libere associazioni di una lettrice. Non tanto al suo splendido e straziante <em>Lo straniero, <\/em>quanto ai racconti di <strong><em>L\u2019esilio e il regno. <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ne \u201cL\u2019adultera\u201d, leggiamo:<\/p>\n<blockquote><p>Poi il vento sembr\u00f2 calmarsi, la foschia si dirad\u00f2 un po\u2019 e il veicolo riprese velocit\u00e0. Squarci di luce si aprivano nel paesaggio inondato di polvere. Due o tre palme gracili e sbianchite, come ritagliate nel metallo, apparvero nel finestrino per scomparire un istante dopo.<br \/>\n\u00abChe paese!\u00bb disse Marcel.<br \/>\nLa corriera era piena di arabi che sembravano dormire, sepolti nei loro burnus. Alcuni avevano tirato su i piedi sul sedile e oscillavano pi\u00f9 degli altri al movimento della vettura.<\/p><\/blockquote>\n<p>Li vedete, \u00e8 vero?<\/p>\n<p>Ma forse ancora pi\u00f9 attinente \u00e8 \u201cI muti\u201d, in cui un gruppo di bottai il cui sciopero \u00e8 fallito rientrano al lavoro e smettono di parlare al proprietario. La loro non \u00e8 un\u2019azione concertata per ottenere un risultato, non \u00e8 una tattica psicologica, \u00e8 solo che <strong>la mortificazione e la rabbia impotente gli ha tappato la bocca.<\/strong><\/p>\n<p>In un\u2019altra direzione, ritrovo quella stessa qualit\u00e0 pulita e rarefatta in un libro uscito diverso tempo fa per Pequod, <strong><em>Una stagione di fede assoluta <\/em>di Riccardo D\u2019Anna.<\/strong> Qua il gioco non \u00e8 il calcio, ma il baseball, la storia \u00e8 quella di una squadra di prima divisione che domenica dopo domenica scala la classifica. D\u2019Anna racconta le vicende di una squadra, di un gruppo di amici, e contemporaneamente l&#8217;et\u00e0 in cui si \u00e8 giovani e poi quella in cui giovani non si \u00e8 pi\u00f9. Il gusto dolceamaro della vittoria e <strong>l&#8217;ebbrezza di una giovent\u00f9 che non vuole andarsene,<\/strong> ma che deve rassegnarsi a farlo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_252\" aria-describedby=\"caption-attachment-252\" style=\"width: 485px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-252 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/storie-di-barrio-una-banda-di-cefali.jpg\" alt=\"Una vignetta da &quot;Storie del barrio&quot;\" width=\"485\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/storie-di-barrio-una-banda-di-cefali.jpg 485w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/storie-di-barrio-una-banda-di-cefali-300x142.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-252\" class=\"wp-caption-text\">Una vignetta da &#8220;Storie del barrio&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p>E ancora, tornando al fumetto, un\u2019altra possibile direzione \u00e8 verso <strong><em>Storie del barrio,<\/em> di Gabi Beltr\u00e1n e\u00a0Bartolom\u00e9 Segu\u00ed<\/strong> (Tunu\u00e9): \u201cLe scorribande del giovanissimo Gabi\u00a0e dei suoi amici nella\u00a0Palma di Maiorca degli anni Ottanta. Il quotidiano scontro con una citt\u00e0 difficile, dominata dalle differenze sociali. Ma anche la scoperta del sesso, l\u2019incontro con la letteratura, la fascinazione per il disegno e \u2013 sul fronte opposto \u2013 le periodiche e spesso inevitabili discese nel baratro dei farmaci, della droga, dei furti e della violenza\u201d.<\/p>\n<p>Il nostro tour a questo punto \u00e8 quasi finito. Prendiamo un po\u2019 della crudezza di Beltr\u00e1n e\u00a0Segu\u00ed e trasferiamoci in <strong><em>Adua,<\/em> di Igiaba Scego<\/strong> (Giunti). Adua \u00e8 una donna non pi\u00f9 giovane che vive a Roma da quando ha diciassette anni. \u00c8 una cosiddetta Vecchia Lira, come i nuovi immigrati chiamano chi \u00e8 arrivato in Italia dalla Somalia negli anni \u201970. \u201cHa da poco sposato un giovane immigrato sbarcato a Lampedusa e ha con lui un rapporto ambiguo, fatto di tenerezze e rabbie improvvise. Adua \u00e8 a un bivio della sua vita: medita di tornare in Somalia, paese che non ha pi\u00f9 visto dallo scoppio della guerra civile. Ormai \u00e8 sola a Roma (la sua amica Lul \u00e8 gi\u00e0 rientrata in patria), per questo confida i suoi tormenti alla statua dell&#8217;elefantino del Bernini che regge l&#8217;obelisco in piazza Santa Maria sopra Minerva. Piano piano racconta a questo amico di marmo la sua storia: suo padre Zoppe, ultimo discendente di una famiglia di indovini, lavorava come interprete durante il regime fascista e negli anni Trenta baratta involontariamente la sua libert\u00e0 con la libert\u00e0 del suo popolo.\u201d<\/p>\n<p><em>Adua<\/em> \u00e8 un libro senza piet\u00e0, in cui la tenerezza, quando compare, chiede quasi scusa. Eppure \u00e8 anche un libro di grande tenerezza e grande umanit\u00e0, proprio perch\u00e9 Adua \u00e8 di scorza dura, difficile da conquistare, ma bravissima a fare breccia nei sentimenti del lettore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-254 size-medium_large\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo3-768x419.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo3-768x419.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo3-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-content\/uploads\/sites\/13\/2020\/01\/sfondo3.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p><em>Adua <\/em>\u00e8 anche un promemoria di <strong>un torto rimosso,<\/strong> quello delle <strong>colonizzazioni italiane.<\/strong> Perch\u00e9 mentre gli altri paesi coloniali hanno cercato una riflessione sul loro passato, il nostro si \u00e8 limitato a scrollare le spalle e a nascondere tutto sotto il tappeto, derubricando a episodio privo di importanza un periodo che ha cambiato le vite di migliaia di persone. Nere, e quindi irrilevanti.<\/p>\n<p>Ora il percorso \u00e8 finito, uno dei possibili cerchi si \u00e8 chiuso.<\/p>\n<p>Torniamo alle parole di Warsan Shire con cui ho aperto l\u2019articolo:<\/p>\n<blockquote><p><em>devi capire<br \/>\n<\/em><em>che nessuno mette i figli su una barca<br \/>\n<\/em><em>a meno che l\u2019acqua non sia pi\u00f9 sicura della terra<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questi libri, come altri libri, ci aiutano a capire, anche se non abbiamo mai personalmente vissuto l\u2019esperienza migratoria, anche se non abbiamo mai provato sulla nostra pelle <strong>quel particolare senso di estraneit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 questo il pi\u00f9 grande merito della letteratura: ci consente di passare un periodo in vite diverse dalla nostra, indossare i panni di altre persone, sentire i loro sentimenti.<\/p>\n<p><strong>E questa capacit\u00e0, l\u2019empatia, \u00e8 quello che ci tiene in vita.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>Grazie per essere stati con me, dopo una lunga assenza da questo blog. Spero di riuscire presto a scrivere di nuovo qua, perch\u00e9 le trovo ore ben spese.<\/p>\n<p>Vi saluto con un\u2019altra poesia, che d\u00e0 il titolo all\u2019articolo:<\/p>\n<blockquote><p><em>Straniero, se passando m&#8217;incontri e vorresti parlarmi, perch\u00e9 non dovresti parlarmi?<br \/>\n<\/em><em>E perch\u00e9 non dovrei io parlare a te? <\/em><\/p>\n<p>\u2014Walt Whitman, To You, \u201cInscriptions\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"vimeo-player\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/343188343\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le parole che parlano meglio del nostro tempo, ci sono quelle di Warsan Shire nell\u2019incipit della sua poesia pi\u00f9 famosa, Casa: \u201cNessuno lascia casa a meno che la casa non sia la bocca di uno squalo\u201d. E qua pu\u00f2 iniziare uno dei nostri itinerari letterari. Come dico sempre, la cosa migliore che pu\u00f2 fare un lettore \u00e8 leggere tanto, leggere tutto, trovare connessioni e senso tra le sue letture senza paura di allontanarsi dai sentieri a lui familiari, senza timidezze nei confronti di ci\u00f2 che sente pi\u00f9 in alto del suo livello (scoprir\u00e0 quasi sempre che \u00e8 una bugia)<\/p>\n","protected":false},"author":644,"featured_media":248,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Se passando m\u2019incontri - Telegrammi dalle retrovie","description":"Una vignetta da \"Senza paura\" Tra le parole che parlano meglio del nostro tempo, ci sono quelle di Warsan Shire nell\u2019incipit della sua poesia pi\u00f9 famosa, Casa :"},"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[8,25,106,109],"class_list":["post-246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-itinerari","tag-fumetto","tag-letteratura","tag-migrazioni","tag-straniero"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-json\/wp\/v2\/users\/644"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-json\/wp\/v2\/media\/248"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/telegrammidalleretrovie\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}