Parliamo di:

E’ Superman!

Tom De Haven Edizioni BD, 2006 - 432 pagg. cart. - 16,50euro
Articolo aggiornato il 03/01/2017

E' Superman!Quanti modi ci sono per raccontare un’icona dell’immaginario popolare come Superman? Molti, moltissimi. Recentemente abbiamo assistito all’omaggio cinematografico di Singer ai blockbuster degli anni Ottanta con protagonista Christopher Reeve, una riscrittura senza spunti originali e fin troppo schiava delle pellicole precedenti. Oppure inserirsi nel concetto chiave e raccontare, attraverso lo stupore di un personaggio praticamente invincibile eppure impaurito, la meraviglia di un’America invece vulnerabile eppure vitale e brulicante di personaggi e storie. È questa la strada scelta da Tom De Haven, autore di questo interessante romanzo dal titolo esplicativo: È Superman! (It’s Superman!).

De Haven, che ambienta il romanzo dal maggio del 1935 fino al febbraio del 1938, pochi mesi prima che i primi fumetti con protagonista il supereroe facessero la loro comparsa, punta su una storia corale, che si dipana attraverso tante piccole situazioni e trame che, come rivoli, confluiscono direttamente o meno al finale. Tra New York e il Kansas ritroviamo personaggi noti ai conoscitori della lunga storia di Superman, a partire da Clark Kent, Martha e Jonathan Kent, Lois Lane, Lex Luthor. Ma sono riscritture degli originali, che vengono omaggiati quasi ad archetipi dei protagonisti del romanzo, ma se ne discostano. Così Luthor è un politico implicato in affare illegali, anzi, in ogni affare illegale possibie, ma resta un folle e geniale ideatore di piani per la concquista del mondo; Lois Lane è una giovane reporter da poco uscita dalla scuola di giornalismo, rampante e decisa; Clark è un contadinotto che si sforza di essere più intelligente e acuto di quanto sia, che parte dal giornaletto di notizie locali sognando di arrivare al Daily Planet (naturalmente), ma che soprattutto affronta la crescita con la consapevolezza di essere solo e unico. Sarà l’amicizia, strana e inaspettata, con il giovane fotografo Willi Berg, a far crescere il giovane Kent e a ispirarlo per diventare Superman. Ma, e questo è il punto più interessante del romanzo, essere Superman non è per Clark un modo per sollevarsi dalla sua sensazione di inadeguatezza, sia nella sua vita “normale”, dove sente di non riuscire a emergere come vorrebbe, nemmeno nel cuore della bella Lois, sia nel ruolo di raddrizzatore di torti, che mai riuscirà a essere ovunque e ad aiutare tutti quanti. Un “super-uomo” umanissimo e pieno di debolezza, un ragazzo che si affaccia a una vita più grande di quella che immaginava, ben oltre la fattoria del Kansas da cui ha mosso i primi passi e ha scoperto i propri poteri.

Se Smallville, il serial TV dedicato al giovane Clark Kent prima di diventare Superman, sposta la storia ai giorni nostri puntando sulle relazioni adolescenziali del protagonista, la decisione di De Haven di ambientare tutto negli anni ’30, tratteggiati in maniera convincente non solo con l’abbondante citazione di attori, libri, spettacoli ma anche attraverso un evidente lavoro di documentazione, crea un’atmosfera che suona autentica, fatta di personaggi, abitudini, modi di dire, ma anche di uno stile letterario lineare e semplice, eppure capace di dare pathos ai momenti importanti e a tenere incollato il lettore alle pagine.

Fosse stato questa la trama e lo spirito del kolossal cinematografico su Superman questa ridefinizione delle origini del personaggio farebbe molto più rumore, e avrebbe forse un’attenzione maggiore e sicuramente meritata; invece così rimarrà una visione più discreta del mito del personaggio, che come tanti supereroi rappresenta la versione moderna delle mitologie e delle leggende, elementi che sono diventati simboli ed elementi puri attorno ai quali costruire nuove storie, nuove variazioni sul tema, cogliendo spunti ed elementi nuovi od osservandoli sotto un’altra luce.

Chiuso il libro, le parole “È Superman!” nella bellissima grafica di Chris Ware, risuonano ancora forti di tutto il loro carico di stupore originario, spingendo quasi lo sguardo verso l’alto, nel tentativo di scorgere un puntino, contro luce, sospeso nel cielo sopra di noi.

Riferimenti:
: www.edizionibd.it

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