Su Nathan Never prosegue la miniserie “Le origini del male”.

Su Nathan Never prosegue la miniserie “Le origini del male”.
“Commando omicida” è il secondo albo della trilogia delle origini dedicata ad Aristotele Skotos, scritto da Bepi Vigna e disegnato da Max Bertolini.

nathan_never_369_coverCon Commando omicida prosegue Le origini del male, la miniserie dedicata ad . Caratteristica della trilogia è la divisione di ogni albo in due episodi, uno ambientato nel presente narrativo di Nathan, l’altro nel passato del giovane Aris. Entrambe di questo albo sono scritte da  e disegnate da .
La prima parte è ambientata nello spazio, con Never e Legs che raggiungono la vecchia base orbitale di Skotos a bordo del nuovo shuttle di Jerry Lone.
Vigna pone l’accento sulla complessità delle relazioni fra Terra, Marte e Stazioni orbitanti, soffermandosi sul problema dei detriti spaziali, per poi riallacciarsi al tema cardine dei beni personali di , che gli Agenti Alfa devono esaminare. Una vecchia fotografia stampata ricorda la connessione fra il passato di Nathan e quello del reverendo, e altri cimeli entrano a far parte degli intrecci narrativi. Non manca l’azione con sparatorie e una camminata spaziale che rendono l’episodio denso di contenuti ed eventi nonostante il numero ridotto di pagine.
La seconda parte chiarisce il dietro le quinte dell’atroce sterminio di Sergej Slamor e della sua famiglia, per poi concentrarsi sul destino dell’unico superstite, il giovane Aris. Sistemato al Crowley Rectory Institute, il ragazzino dimostra un’intelligenza fuori dal comune, ma è circondato da bulli. Sempre chiuso in un mutismo quasi autistico, Aris inizia ad affrontare una metamorfosi che, per autodifesa, lo spinge verso atteggiamenti violenti.
Sono coinvolgenti i collegamenti disseminati da Vigna fra le due linee del racconto, rappresentati da oggetti che compaiono sia nel presente di Nathan, sia nel passato di Aristotele. Un espediente che identifica anche il fil rouge di Commando omicida, sintetizzato dallo sceneggiatore nella citazione da Shakespeare “il male che l’uomo fa vive oltre di lui”.
affronta il primo episodio con una gabbia classica a tre o quattro strisce e vignette regolari. Grande attenzione è rivolta alle componenti tecnologiche, dai veicoli, alla base di Skotos, alle unità androidi.
I retini, limitati alla prima parte, si sposano bene all’ambientazione spaziale, fondendosi con l’inchiostrazione e regalando alcune vignette intense ed espressive, come la 3 di tavola 11. Notevole la composizione del campo lunghissimo a tavola 8, con un mezzo per la raccolta dei detriti spaziali.
L’episodio dedicato ad Aris propone un segno più tradizionale ma una griglia più varia. Spiccano in particolare una serie di tavole con immagini a tutta pagina e vignette verticali che trasmettono un senso di schiacciamento e claustrofobia, interpretando i sentimenti provati da Aris.

Abbiamo parlato di:

#369 – Commando omicida
,
Editore, febbraio 2022
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 4,40 €
ISSN: 977112157300100369

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