Su Jundo, le Fiabe Nere raccontate da Andrea Milana

Su Jundo, le Fiabe Nere raccontate da Andrea Milana
Arrivano in versione cartacea due fiabe dal mondo reinterpretate da Andra Milana in chiave dark, già disponibili in formato digitale su Jundo Comics.

1-1 è la piattaforma digitale che propone uno spazio per fumettisti attraverso un meccanismo di doppia edizione. Le opere – principalmente di esordienti ma a cui si aggiungono anche materiali già editi in altri Paesi – vengono prima pubblicate in formato digitale sul portale spesso presentato come il “ del fumetto”, per poi essere raccolte in volumi cartacei distribuiti alle principali fiere e venduti online.
Questo approccio ha messo in condizione l’editore di accumulare, in poco più di un anno di vita, un catalogo particolarmente eterogeneo. Le opere attualmente disponibili che si possono trovare su Comics sono delle tipologie più disparate, per genere narrativo e stili grafici, con gamme che vanno dal comic book al manga europeo.

Fiabe Nere di offre materiale che, per rimanere nel paragone con , si comporta da serial antologico. Il contenuto è infatti costituito dalla riproposizione di due fiabe in una chiave più oscura e orrorifica, insomma, esattamente come promesso dal titolo, due “fiabe nere”. Stile, approccio e rilettura dark sono l’unico elemento che accomuna le due storie, proprio come i classici serial antologici – ad esempio, la reinterpretazione delle fiabe classiche del serial spagnolo Cuentame un Cuento, dove ogni episodio ripropone classici come Cappuccetto Rosso o Biancaneve in un’ambientazione contemporanea –, una modalità che nel fumetto, normalmente, corrisponderebbe a materiale pubblicato su qualche rivista antologica a tema.

A differenza di quello che capita in casi simili, le due fiabe scelte dall’autore non fanno parte di storie più popolari, ma pescano da racconti meno famosi o folklori distanti: La testa si ispira infatti a una fiaba sudamericana, Il re degli animali si ispira invece a una fiaba italiana.

andrea-milana-pagina027-capitolo02In entrambi i casi Milana, oltre alle modifiche alla storia originale – che usa solo come spunto per poi rielaborarla ed esplorare direzioni differenti, mantenendone le ambientazioni–, spinge con forza e amplifica le venature più inquietanti e macabre che già normalmente abitano questo proto-genere letterario.
Per farlo lavora in maniera intrigante sulla costruzione della tensione.

Entrambe presentano il confronto tra due soli protagonisti: una persona “normale” e un essere dotato di capacità straordinarie che le offre dei doni.
Ne La testa abbiamo a che fare con un cacciatore che spara ad un collega per errore, ma questi, invece di morire, si fa tagliare la testa, promettendo di fargli ottenere tutta la selvaggina di cui ha bisogno se lui continuerà a nutrirlo.
Ne Il re degli animali una giovane contadina incontra un bellissimo principe che la porta con sé nel proprio castello, abitato da animali di ogni sorta e capace di esaudire qualsiasi suo desiderio.

Com’è ovvio aspettarsi però, ogni cosa ha un suo prezzo da pagare, un prezzo che lentamente instilla l’inquietudine nel protagonista, nello stesso modo con cui, in un crescendo molto efficace, l’autore  fa con il lettore fino alle rivelazioni dei neri finali.

andrea-milana-pagina022-capitolo02Anche l’approccio al disegno di Milana cambia leggermente tra le due storie. Il suo bianco e nero è infatti più sporco, nella prima, con un uso della matita per tratteggi e grigi, mentre contrappone bianchi e neri pieni con tratteggi quasi assenti nella seconda. Una soluzione adatta ai due differenti contesti, quello di una foresta spettrale e inquietante nel primo caso e quello molto più da “fiaba classica” con un principe e un castello magico nel secondo.
Il disegno è ricco, ricercato e i personaggi sono molto espressivi. La gabbia è estremamente variabile, per numero e composizione delle vignette, modulandosi sul ritmo delle diverse situazioni, che alternano eventi al crescendo di dubbio e inquietudine dei personaggi, in maniera piuttosto efficace.
C’è solo una tavola, nel secondo episodio, composta da due sole vignette, che appare improvvisamente stonata: in parte su fondo bianco e in parte su fondo nero, è sbilanciata rispetto a tutto il resto e sembra quasi ottenuta riducendo un disegno da un formato più grande.

La stampa e la qualità del volume è dignitosa seppure un po’ anonima. Oltre alla stampigliatura del nome dell’editore in copertina e un paio di pagine pubblicitarie all’interno, il volume non sembra avere una specifica identità editoriale: potrebbe essere il prodotto di una qualsiasi autoproduzione o, persino, l’allegato a un qualche altro prodotto da edicola (dato che manca anche l’indicazione del prezzo di copertina).
Anche l’assenza totale di qualsiasi forma di editoriale contribuisce a questo effetto di anonimato. A corollario del volume ci sono alcune pagine di schizzi e prove dell’autore, ma anche queste, seppure gradevoli e interessanti (ma di formato eccessivamente ridotto), non hanno praticamente alcuna informazione a corollario. Insomma, si ha la consistente sensazione che al momento Jundo, nella forma cartacea, sia più una sorta di veicolo per che propone che non un vero editore.
La natura stessa di questa piccola antologia inoltre avrebbe meritato una migliore contestualizzazione, anche del progetto stesso. Il lettore dovrà aspettarsi altre fiabe, online o su un nuovo volume? L’opera è conclusa così, con quello che, alla fine, risulta non più che un pregevolissimo esercizio del suo autore?

Abbiamo parlato di:
Fiabe Nere

Jundo, 2021
brossurato, bianco e nero – 9,90 €
ISBN: 9791280408211

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