
Al centro della trama di Enoch c’è la sorte dei Ritornanti, umani che tornano in vita due giorni dopo la morte e sono di norma condotti alla Città dei Morti, per non lasciarla mai più: i Ritornanti vengono erroneamente considerati uguali ai non morti e la gente dell’Erondàr inizia, ingiustamente, a sterminarli e mette sotto assedio la loro città.
Come di consueto ogni dettaglio, dialogo e fatto narrato contribuisce alla continuity della serie: due esempi sono i dissidi che iniziano a manifestarsi fra il cancelliere Ausofer e Ian e il ritorno in scena di Drev, fratello ritornante del Romevarlo e di Myrva morto anni prima in un incidente.
Sembrano protagonisti designati di un nuovo ciclo anche un ghoul e un negromante, i cui scopi vengono rivelati nel finale di I giorni dell’odio e appaiono leggermente simili a quelli di Jeranas nel mini ciclo appena concluso. Inutile però buttarsi in giudizi affrettati visto che si tratta dei primi tasselli di un nuovo arco narrativo e i creatori di Dragonero, Enoch e Vietti, hanno abituato a stupire.
Bignamini interpreta una storia ricca di azione con un altissimo livello di dettagli, sia nei piani ravvicinati sia nei campi medi e lunghi. Notevoli le prospettive, a volte vertiginose, e le scene di massa. Spicca la vignetta a tutta pagina con l’impressionante ripresa frontale della Città dei Morti.
Il flashback di Olivares, che racconta la fine dei Senzanima e del suo capitano Greevo, gioca sulla profondità dei neri e sull’intensità di scene a dir poco brutali.
Abbiamo parlato di:
Dragonero il Ribelle #33 (#110) – I giorni dell’odio
Luca Enoch, Alessandro Bignamini, Giancarlo Olivares
Sergio Bonelli Editore, luglio 2022
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 4,40 €
ISSN: 977228243000420110
Su Dragonero l’olocausto dei Ritornanti
Enoch, Bignamini e Olivares ricordano I giorni dell’odio in un albo brutale, con personaggi del passato e sguardi su future minacce.

