Stralci di vita parigina per piccoli lettori con Lettere d’amore da 0 a 10

Stralci di vita parigina per piccoli lettori con Lettere d’amore da 0 a 10
La graphic novel per l’infanzia finalista al festival di Angouleme che invita bambini e adulti a confrontarsi con temi legati alla famiglia.

copertina

Parigi, Ernest Morlaisse è un bambino di dieci anni che vive con la nonna e Germaine, la governante che si occupa dell’anziana signora e di lui. Tranquillo e senza amici della sua età, la maggiore occupazione di Ernest – oltre alla scuola – sembra essere solamente ubbidire alle indicazioni della nonna. La premessa del fumetto ci presenta così il piccolo protagonista di Lettere d’amore da 0 a 10, opera tratta da una storia dell’autrice per l’infanzia Susie Morgenstern, illustrata e colorata da Thomas Baas.

A turbare la calma quotidianità del protagonista arriva Victoire, una nuova compagna di classe. È proprio questo evento a causare la rottura dell’equilibrio della vita di Ernest e a scatenare il cambiamento in lui e in chi lo circonda. Con l’amica il piccolo protagonista compie i primi passi su un sentiero per lui nuovo e inizia a mettere in discussione alcuni capisaldi della sua giovane vita.

Victoire rappresenta un mondo completamente opposto a quello di Ernest: la sua famiglia è molto numerosa, lei è la penultima di 13 figli, i genitori lavorano entrambi e ognuno dei ragazzi ha compiti diversi per contribuire all’andamento della casa, incluso alternarsi all’accudimento dell’ultimo fratello arrivato da pochi mesi. Fare la conoscenza di questa famiglia segna per Ernest un punto di svolta, benché inizialmente sia restio a farsi coinvolgere. Non è dunque lui a cercare questa novità, vi si ritrova immerso suo malgrado ed è proprio questa frequentazione ad avviarlo su un cammino di scoperta di sé attraverso la rivelazione di alcuni misteri che coinvolgono la sua famiglia e di cui la nonna non gli ha mai parlato. Per l’anziana donna è chiaro che l’argomento apre ferite profonde e nemmeno le domande dirette del nipote la smuovono a raccontare l’accaduto.

Victoire ha il compito di iniziare il protagonista a molti aspetti della vita che fino a quel momento ha ignorato; si pensi ad esempio alla scoperta di cibi esotici che spinge Ernest a coinvolgere persino la nonna convincendola a frequentare alcuni ristoranti di cucina etnica. Inoltre, la bambina lo mette in contatto con alcune altre figure che seppur secondarie che si rivelano fondamentali in questo percorso.  Una su tutte è il personaggio di Dan, fratello maggiore di Victoire, che gioca un ruolo chiave nella scoperta del mistero legato al padre del piccolo Ernest.

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La narrazione è chiara e lineare e si sviluppa in un delicato crescendo che snocciola man mano indizi rivelatori. La seconda parte del libro è incentrata proprio sulla costruzione del rapporto padre-figlio e avviene attraverso l’espediente narrativo di un bizzarro scambio epistolare. È interessate notare come alla lettura delle lettere del padre progressivamente anche la vita di Ernest insieme alla nonna si evolve aprendosi a nuove opportunità ed esperienze.
Tutta la storia si dipana lungo una linea temporale che dura circa un anno e il susseguirsi delle stagioni è scandito da bellissime tavole a pagina intera che ritraggono il piccolo Ernest e l’anziana signora in un parco, con il profilo degli ottocenteschi palazzi parigini a far da cornice. Le vignette sono disposte in maniera classica, senza ambire a grandi sperimentazioni. Si veda ad esempio l’utilizzo sistematico di didascalie descrittive, modalità principale per il tratteggio del tempo.

Sicuramente questo stile narrativo lo rende un perfetto libro per bambini che possono entrare in contatto con il tema forte dell’assenza dei genitori, che viene tuttavia addolcito da un finale positivo, sotto certi punti di vista anche un po’ forzato. Forse è proprio questo finale quasi eccessivamente positivo a deludere la lettura da parte di un adulto che fino a quel momento ha cercato di comprendere e legittimare le scelte di quel genitore scomparso. La maggior parte del racconto è molto convincente dal punto di vista della sceneggiatura, almeno fino alla conclusione che non sembra essere all’altezza di tutto il resto. Forse il motivo principale è che l’opera si propone di essere targettizzata per bambini e adulti, cercando di avere due livelli di lettura, il che funziona per tutto il racconto a esclusione del finale.

A questo proposito è sconsigliabile leggere la prefazione prima di confrontarsi con il fumetto poiché dà già una linea interpretativa molto precisa e – seppur molto interessate – potrebbe facilmente condizionare il lettore. Molto più utile leggerla come una postfazione, in questo caso fornisce spunti di riflessione e approfondimento sul messaggio dell’opera e sull’interpretazione dei personaggi. In ogni caso è un commento maggiormente adatto a essere letto da adulti prima di proporre la lettura del fumetto a bambini.

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I disegni di Thomas Baas non deludono sotto alcun punto di vista. Le espressioni dei personaggi sono cariche, grazie anche allo stile di disegno cartoonesco dell’illustratore. I colori ad acquarello ci restituiscono un’ambientazione parigina corrispondente all’immaginario classico, rendendo sia gli interni sia gli esterni (e anche i personaggi in un certo senso) romantici e allo stesso tempo retrò. I protagonisti sono tratteggiati con uno stile semplice e chiaro, con grandi occhi ed espressioni che facilmente provocano un’emozione nel lettore.

Fatto salvo per le tavole dedicate alla descrizione di spazi e tempi, ad esempio quelle adite a scandire il passaggio delle stagioni, è interessante notare come la quadricromia sia dedicata soprattutto ai personaggi in evidenza. Tutte le figure che non contribuiscono al progredire della narrazione fungono da sottofondo ed è la mono o bicromia che lo suggerisce. Questo particolare espediente cromatico è in particolare fortemente accentuato all’inizio della storia, come a sottolineare l’ordinaria e non particolarmente interessante quotidianità di Ernest. Via via che la storia si apre a nuove dinamiche e inserisce nuove esperienze e scoperte per il piccolo protagonista, anche i colori tendono a mescolarsi maggiormente, rendendo l’idea che gradualmente anche la sua vita si riempia di novità che la rendono più completa.

Questo stile vignettistico si addice pienamente alla storia e favorisce la fruizione da parte di un pubblico di giovanissimi a cui è principalmente indirizzata l’opera.

Abbiamo parlato di:
Lettere d’amore da 0 a 10
Susie Morgenstern, Thomas Baas
Traduzione di Erika Romagnoli
Edizioni Sonda, 2020
80 pagine, cartonato, colori – 16,90 €
ISBN: 9788872240977

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