{"id":867,"date":"2017-05-20T16:02:20","date_gmt":"2017-05-20T14:02:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/?p=867"},"modified":"2017-05-20T16:04:35","modified_gmt":"2017-05-20T14:04:35","slug":"tintin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/tintin\/","title":{"rendered":"Tintin dal Tibet al mito"},"content":{"rendered":"

C\u2019\u00e8 un legame tra racconti a fumetti e mito antico? E\u2019 l’ipotesi suggestiva che avanzava qualche anno il semiologo francese Jean-Marie Floch in un saggio dedicato a Tintin in Tibet<\/em>.<\/p>\n

Tintin in Tibet<\/i>, 20\u00b0 albo della serie creata da Herg\u00e9<\/strong>, \u00e8 stato di recente ripubblicato in Italia, nell’ambito della meritoria ristampa (“Corriere della Sera\/Gazzetta dello Sport”) di tutta l’epopea tintiniana.<\/em> Su \u201cLo Spazio Bianco\u201d ne ha parlato \u2013 come al solito – in maniera acuta e profonda\u00a0Simone Rastelli.<\/a><\/p>\n

\"Tintin<\/a><\/p>\n

Il racconto di Tintin,<\/strong> sperduto tra le nevi dell’Himalaya in cerca dell’amico Tchang<\/strong>, <\/i> rappresenta senza dubbio uno dei vertici artistici toccati da Herg\u00e9<\/strong> nella sua monumentale produzione, una storia senza tempo sul sentimento dell\u2019amicizia, che ancora oggi riesce ad avvincere i lettori di ogni et\u00e0. Ma \u2013 ci dice Floch nel suo saggio \u00a0 (Une lecture de Tintin au Tibet<\/i>, Puf, Paris, 1997) \u00a0\u2013 Tintin in Tibet <\/i> \u00e8 anche la summa <\/i>espressiva di un modo speciale di raccontare<\/strong>.<\/p>\n

\n

Di fatto, quando si rileggono le avventure di Tintin in Tibet, dopo averle lette una prima volta, e dopo essersi rassicurati sulla sorte di Tchang , ci si pu\u00f2 legittimamente interrogare su certi \u201cdettagli inspiegabili\u201d e su certe sequenze apparentemente inutili. E poi, un giorno, si riconosce in un colpo di flash che illumina lo Yeti la figura inversa dell\u2019eclissi solare che crea il panico ne Il tempio del sole<\/i>\u2026<\/p>\n<\/blockquote>\n

Insomma, l\u2019ipotesi che lo studioso porta avanti attraverso un uso rigoroso ma al tempo stesso appassionante dell’analisi semiotica, \u00e8 che per quanto perfettamente godibile come storia autonoma, <\/i>Tintin in Tibet <\/i>avvince soprattutto il pubblico (fedele) capace di coglierne la dimensione seriale<\/strong>. Il piacere profondo procurato al lettore da questo episodio sta nell’innescare un gioco delle memorie<\/strong> con gli episodi precedenti:<\/p>\n

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A pi\u00f9 riprese, vi ho mostrato come [le soluzioni narrative adottate nella storia] avevano per materiale uno stock limitato di figure, di scene ed i motivi, di cui la maggior parte \u00e8 gi\u00e0 stata utilizzata negli albi precedenti. E ho indicato come questo materiale variegato e gi\u00e0 denso di significati venisse ripreso e riorganizzato in maniera differente, per lavorare in sinergia con gli altri racconti e, principalmente, per riprendere il soggetto de Le sette sfere di cristallo<\/i> e de Il tempio del sole<\/i> al fine di proporne una versione capovolta, attraversata da un razionalismo meno trionfante…\u00a0L\u2019analisi delle Avventure di Tintin in Tibet<\/i> implica cos\u00ec l\u2019analisi di un\u2019altra avventura che, essa stessa ne implica un\u2019altra\u2026<\/p>\n<\/blockquote>\n

\"Tintin<\/a><\/p>\n

Tintin …iade<\/h1>\n

Da qui Floch ricava la parentela del fumetto seriale con il mito antico<\/strong>, con richiami ripetuti ai celebri studi antropologici<\/strong> di\u00a0Claude L\u00e9vi-Strauss<\/strong>\u00a0 delle grandi tradizioni narrative orali. Cos\u00ec come, nelle cosmogonie e saghe antiche, eroi e antagonisti, situazioni ed episodi, tornano in scena pi\u00f9 volte, si richiamano e si rincorrono, cos\u00ec ogni racconto a fumetti di Tintin <\/i>\u00e8 indissolubilmente concatenato agli altri<\/strong>. <\/i>In Omero come in Herg\u00e9, ciascuna storia rimanda ad altre<\/strong>: gli universi narrativi si sviluppano \u201ca raggiera\u201d, affastellandosi l\u2019uno sull\u2019altro.<\/p>\n

Certo Floch (ri)conosce perfettamente la distanza tra, miti orali frutto di creazioni collettive, e fumetti seriali realizzati da un singolo autore, seppure supportato da un nutrito atelier<\/i> di assistenti. Il semiologo parla quindi \u2013 citando ancora Levi- Strauss – del fumetto seriale come \u201cmito in potenza\u201d<\/strong>, concludendo con una domanda:<\/p>\n

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Le innumerevoli letture solitarie, o condivise, [di Tintin<\/em>] non possono essere concepite come altrettante interpretazioni anche se \u201cusurate dal tempo\u201d della tradizione orale di un mito?<\/p>\n<\/blockquote>\n

Forse la risposta al quesito \u00a0non \u00e8 univoca, ma di fronte a certe meravigliose vignette di Tintin in Tibet<\/i>, per chi ama il fumetto l’incanto \u00e8 davvero quello che si prova di fronte a un passo dell’Iliade, anzi di una Tintiniade.<\/p>\n

\"Tintin<\/a><\/p>\n

post scriptum:\u00a0<\/em>Purtroppo il saggio di Jean-Marie Floch non \u00e8 mai stato \u00a0pubblicato in Italia. I passi che trovate nel post sono stato tradotti dal sottoscritto e sono tratti dal capitolo \u201cBande dessin\u00e9e mythe ou Mandala\u201d (Une lecture de Tintin au Tibet<\/i>, Puf, Paris, 1997, pp.185-189)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

C\u2019\u00e8 un legame tra racconti a fumetti e mito antico? E\u2019 l’ipotesi suggestiva che avanzava qualche anno il semiologo francese Jean-Marie Floch in un saggio dedicato a Tintin in Tibet. Tintin in Tibet, 20\u00b0 albo della serie creata da Herg\u00e9, \u00e8 stato di recente ripubblicato in Italia, nell’ambito della meritoria ristampa (“Corriere della Sera\/Gazzetta dello Sport”) di tutta l’epopea tintiniana. Su \u201cLo Spazio Bianco\u201d ne ha parlato \u2013 come al solito – in maniera acuta e profonda\u00a0Simone Rastelli. Il racconto di Tintin, sperduto tra le nevi dell’Himalaya in cerca dell’amico Tchang, rappresenta senza dubbio uno dei vertici artistici toccati da<\/p>\n","protected":false},"author":195,"featured_media":872,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Tintin dal Tibet al mito - Sono Fumetti","description":"C\u2019\u00e8 un legame tra racconti a fumetti e mito antico? E\u2019 l'ipotesi suggestiva che avanzava qualche anno il semiologo francese Jean-Marie Floch in un saggio dedica"},"footnotes":""},"categories":[15,5],"tags":[80,81,79],"class_list":["post-867","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maestri","category-riscritture","tag-herge","tag-jean-marie-floch","tag-tintin"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/195"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=867"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/867\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/872"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}