{"id":332,"date":"2016-07-20T19:46:10","date_gmt":"2016-07-20T17:46:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/?p=332"},"modified":"2016-07-21T10:52:06","modified_gmt":"2016-07-21T08:52:06","slug":"marvel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/marvel\/","title":{"rendered":"Vedi Marvel e poi muori"},"content":{"rendered":"
L\u2019Uomo Ragno \u00e8 morto<\/a>, Capitan America \u00e8 morto<\/a> e anche Bruce Banner<\/strong> <\/a>non se la passa troppo bene.<\/p>\n [attenzione di seguito SPOILER \u00a0Civil War II<\/em><\/strong>]<\/p>\n A scorrere il fiume di articoli dedicati all’ennesimo funerale allestito dalla Marvel comics<\/strong> per la saga \u201cCivil War 2<\/strong>\u201d, sembrerebbe che il trucchetto funzioner\u00e0 anche stavolta.<\/p>\n Lo scrittore veterano Brian Michael Bendis<\/strong> ha imbastito una trama tanto drammatica da giustificare che, l\u00ec dove hanno fallito cinquant\u2019anni di raggi gamma e nemici colossali, possa una freccia abilmente scoccata da Hawkeye:<\/strong> uccidere Hulk\/Banner<\/strong>.<\/p>\n D’altronde ormai ci vuol poco a lusingare la passione “necrofila” del lettore fedele, promettendogli un nuovo albetto mortuario con la copertina lucida tirata a lutto, come gi\u00e0 accaduto per Capitan Marvel, Fenice, Capitan America, Uomo Ragno, Nightcrawler<\/strong> (senza parlare in\u00a0casa DC Comics<\/strong>\u00a0di\u00a0Superman, Robin<\/strong> & co\u2026.).\u00a0E\u2019 probabile che, come nei casi citati, anche il dottor Banner tra qualche tempo<\/strong> torni in circolazione pi\u00f9 in forma che mai<\/strong>.<\/p>\n E qui dovrei tirare fuori un mio modesto cavallo di battaglia critico: la \u201cLazzarite<\/strong>\u201d, ovvero la sindrome editoriale per cui gli eroi seriali (da Pinocchio a Sherlock Holmes) muoiono e poi resuscitano secondo clamore mediatico.\u00a0Su \u201cLo Spazio Bianco\u201d ne ho scritto con dovizia di particolari\u00a0<\/a>\u00a0quando, sempre in casa Marvel,<\/strong> spensero la fiamma della Torcia umana<\/strong>.<\/p>\n Nessuno snobismo:\u00a0certi meccanismi sono connaturati alla narrativa seriale<\/strong>\u00a0e, in fin dei conti, come ha scritto sempre da queste parti Simone Rastelli<\/strong><\/a>, nel fumetto di supereroi:<\/p>\n Quella che chiamiamo \u201cmorte\u201d, \u00e8 un evento di transizione, che pu\u00f2 essere punto di accumulazione di una vita. E non deve distrarci dal fatto che a essere importante \u00e8 la vita e non quell\u2019evento particolare.<\/p><\/blockquote>\n Il problema \u00e8 che, pur riconoscendo anche valenze espressive ed estetiche alla modalit\u00e0 morte\/resurrezione, ormai l’inflazione<\/strong>\u00a0di lutti<\/strong> \u201ca comando\u201d ha trasformato quello che era un tempo un evento sensazionale e memorabile in uno stilema scontato<\/strong>.<\/p>\n Dimenticatevi della struggente dipartita della dolce Gwen Stacy<\/strong>, o del trapasso pieno di dignit\u00e0 di Capitan Marvel<\/strong>. Banner muore, ma non c\u2019\u00e8 nemmeno il tempo di cantarne l\u2019ode funeraria che, voltata qualche pagina, dovremo piangere qualcun altro.<\/p>\n Ormai il puzzo di marketing narrativo\u00a0<\/strong>di questi cadaveri grafici<\/strong> sovrasta qualsiasi originalit\u00e0 drammaturgica e mi chiedo quale futuro possa esserci per questi eroi all’infuori del becchinaggio fumettistico praticato ad ogni mega crossover.<\/strong> La Marvel da \u201ccasa<\/strong> delle idee<\/strong>\u201d sembra diventata un cimitero<\/strong> degli elefanti con superpoteri.<\/p>\n Chiariamolo: serie belle e interessanti se ne continuano a leggere<\/strong>, \u00a0ma al tempo stesso qualcosa sembra essersi smarrito. \u00a0Un\u2019evoluzione (involuzione?) che spiegava molto bene, intervistato dalla rivista Wired<\/a>\u00a0qualche anno fa, un tizio che di supereroi un tantinello se ne intende. Il tizio si chiama Alan Moore<\/strong>.<\/p>\n \u2026Quando furono creati negli anni 30, (questi eroi) erano meravigliosamente ingenui ed ottimisti. Furono la creazione di giovani autori e, in alcuni casi, adolescenti che abitavano nella \u201cperiferia\u201d della fantascienza e che volevano creare idee meravigliosamente fresche e stravaganti.<\/p>\n \u2026Questa era la versione della quale mi innamorai quando aveva 6 o 7 anni di et\u00e0. Mi piacevano perch\u00e9 erano tesori incredibili dell\u2019immaginazione. Ampliarono la mia\u00a0 fantasia a dimensioni dove non era mai andata.<\/p>\n \u2026Paragonato ai fumetti di supereroi attuali, che\u00a0 se non sono morti certo non versano in buone condizioni, con giri di vendita terribili e che si rivolgono ad un pubblico tra i 30 e i 50 anni d\u2019et\u00e0 che li comprano per motivi nostalgici\u2026 Sono il loro legame con l\u2019infanzia perduta.<\/p><\/blockquote>\n S\u00ec, l\u2019aspetto pi\u00f9 malinconico di far spirare\u00a0Steve Rogers o Bruce Banner al primo raffreddore editoriale \u00e8 esattamente quello evidenziato da Moore.<\/p>\n Si sta raschiando il fondo del barile , anzi\u2026\u00a0 della bara,<\/strong> confidando nell’occhietto lucido\u00a0di chi, come me, il dottor Banner<\/strong> se lo ricorda emaciato ed inquieto nella versione originale di Kirby, oppure dolorosamente tormentato nell\u2019interpretazione televisiva di Bill Bixby<\/strong>.<\/p>\n
<\/a><\/p>\nDa grandi poteri… grandi sfighe<\/h2>\n
<\/a><\/p>\nMarvel cronaca di una morte annunciata<\/strong><\/h2>\n
<\/p>\nMorto un Marvel \u2026<\/strong><\/h2>\n