{"id":1859,"date":"2021-07-06T18:48:46","date_gmt":"2021-07-06T16:48:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/?p=1859"},"modified":"2025-10-06T02:08:16","modified_gmt":"2025-10-06T00:08:16","slug":"zerocalcare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/zerocalcare\/","title":{"rendered":"Zerocalcare e l’umanit\u00e0 del porcospino"},"content":{"rendered":"
E.<\/strong> , appena uscito di prigione, \u00e8 rappresentato come un \u201cpennuto preistorico\u201d. R., <\/strong>moglie di un detenuto, \u00e8 ritratta come un porcospino. La scelta antropomorfica nella figurazione dei due personaggi \u00e8 uno dei pochi aspetti \u201cgiocosi\u201d, cos\u00ec tipici del suo stile, \u00a0che Zerocalcare si \u00e8 concesso in \u201cLontano dagli occhi, lontano dal cuore\u201d, drammatica storia a fumetti sulla vita in carcere, pubblicata lo scorso dicembre\u00a0 su “Scoop”, supplemento\u00a0 di \u201cInternazionale\u201d \u2013 e meritoriamente riproposta online<\/a> dalla rivista nei giorni scorsi, in seguito ai recenti sviluppi della vicenda di Santa Maria Capua Vetere<\/a>.<\/p>\n La rappresentazione antropomorfica delle due figure chiave del racconto \u00e8 una scelta tipica del \u00a0cartoonist<\/em> romano, che pesca a piene mani in questo senso tanto dall\u2019universo disneyano, quanto dai manga e dall\u2019underground<\/em>.\u00a0 D\u2019altronde, cosa sarebbero i comics<\/em> senza l\u2019antropomorfismo?<\/strong> Eredi della caricatura e dell\u2019illustrazione, i fumetti fin dalla loro genesi hanno trovato negli animali con caratteristiche umane una delle loro massime espressioni. \u00a0Dagli \u00a0\u201cinnocenti\u201d orsi e tigri<\/strong> di James G. Swinnerton<\/strong> ai \u00a0felini pi\u00f9 alternativi come il gatto Fritz<\/strong> di Robert Crumb<\/strong>, dall’intero pantheon disneyano<\/strong> fino alle pi\u00f9 recenti ibridazioni di genere come BlackSad<\/a><\/strong>, i personaggi antropomorfi costituiscono una parte essenziale della forza iconica e dell\u2019immaginario che hanno accompagnato i linguaggi dei comics<\/em> per tutto il XX\u00b0 secolo.<\/p>\n Le scelte figurative tendono a bilanciare proprio questa gravit\u00e0 di contenuti<\/strong> con una leggerezza iconica, ricca di riferimenti pop <\/em>\u00a0e cross mediali, che \u00e8 essa stessa diventata marchio di fabbrica del cartoonist<\/em>. Insomma, che si tratti di Mamma-Calcare, ritratta come la Lady Cocca del Robin Hood disneyano, o dell\u2019immancabile Armadillo, amico immaginario\u00a0 e contro-coscienza critica \u00a0dell\u2019autore, l\u2019antropomorfismo serve a stemperare la drammaticit\u00e0 del racconto<\/strong>.<\/p>\n Nel caso di \u201cLontano dagli occhi, lontano dal cuore\u201d, a mio avviso la scelta grafica assume anche un\u2019altra valenza estetica, forse perfino pi\u00f9 rilevante in termini d’emozione disegnata<\/strong>.<\/p>\n Ho ricordato prima quanto radicata e variegata sia la tradizione dell\u2019antropomorfismo disegnato nei comics<\/em>. Certo i topi di Floyd Gottfredson<\/strong> non sono i topi di Art Spiegelman<\/strong>: immensi entrambi, ma cos\u00ec vicini e cos\u00ec distanti che di pi\u00f9 non si potrebbe\u2026 Allo stesso modo, il bestiario sociale di Walt Kelly<\/strong> \u00e8 ben lontano da quello di Benoit Sokal<\/strong> e si potrebbero citare tanti altri casi… Rispetto a questi tanti mondi diversi, dove possiamo collocare l\u2019universo finzionale di Zerocalcare?<\/p>\n Un fatto \u00e8 certo: nelle storie del cartoonist romano, pennuti e porcospini, cinghiali e galline, convivono sempre \u00a0con \u00a0uomini e donne, disegnati con tratto divertito e divertente in car..ta e ossa.<\/strong> Anzi, non di rado, le vicende assumono un piglio surreale, proprio nel confronto dentro le vignette tra figurazioni dell\u2019uno e dell\u2019altro tipo. Spesso, per esempio, assistiamo a esilaranti dialoghi tra\u00a0 Zerocalcare \u201cumano\u201d \u2013 lui non si rappresenta mai in veste animale \u2013 \u00a0e l\u2019amico Cinghiale oppure con il fatidico Armadillo\u2026<\/p>\n L’antropomorfismo non riguarda mai tutti i personaggi delle storie di Zerocalcare e, particolarmente in \u00a0\u201cLontano dagli occhi, lontano dal cuore\u201d, la scelta assume un peso tutto valoriale. E. ed R. possiedono avatar bestiali<\/em> perch\u00e9, paradossalmente, rappresentano il senso di umanit\u00e0 preservato all’interno dell\u2019universo carcere.<\/strong> Sono testimoni “leggeri” e positivi di una dignit\u00e0 dolente che, scavalca i \u00a0muri pure altissimi, in termini fisici, culturali e sociali, costruiti attorno alle prigioni.<\/p>\n
<\/a>L\u2019autore, come spesso gli capita, parte dal vissuto personale in quel microcosmo finzionale, elevato a universo narrativo e poetico<\/strong>, che \u00e8 il quartiere romano di Rebibbia<\/strong> e che nell\u2019omonimo \u00a0carcere trova uno dei suoi luoghi chiave di racconto, popolari e dolenti. Attraverso la testimonianza di E. ed R., Zerocalcare ricostruisce le ragioni che hanno portato alle rivolte di Rebibbia e di altri carceri italiani, in coincidenza con il lockdown<\/em> e la crisi pandemica.<\/strong> Proprio i fatti – allora gi\u00e0 noti – di Santa Maria Capua Vetere sono richiamati nel finale della storia.<\/p>\n
<\/a><\/p>\n(Zero)calcare la mano<\/strong><\/h1>\n
<\/a>Dentro questa tradizione, ai confini di questa tradizione, la caratterizzazione \u201cantropomorfica\u201d di Zerocalcare ha una funzione prima di tutto retorica, perch\u00e9 – come gi\u00e0 mi \u00e8 capitato di ragionare, analizzando lo stile dell\u2019autore<\/a> – le sue sono storie pi\u00f9 di riflessione che d\u2019azione<\/strong>.\u00a0 Densi di balloon, ricolmi di significati e informazioni \u2013 a volte anche duri come in questo caso o in quello di Kobane<\/em> Calling<\/em> \u2013 i racconti di Zerocalcare richiedono un\u2019attenzione costante da parte del lettore.<\/p>\nL\u2019umanit\u00e0 al grado Zero(calcare)<\/strong><\/h1>\n
<\/a><\/p>\n
<\/a><\/p>\n