{"id":1724,"date":"2020-07-06T19:54:07","date_gmt":"2020-07-06T17:54:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/?p=1724"},"modified":"2020-07-07T08:43:35","modified_gmt":"2020-07-07T06:43:35","slug":"e-un-uccello-e-un-aereo-no-e-john-byrne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/e-un-uccello-e-un-aereo-no-e-john-byrne\/","title":{"rendered":"\u00c8 un uccello, \u00e8 un aereo, no\u2026 \u00e8 John Byrne!"},"content":{"rendered":"
Vi ricordate la storia del bimbo venuto da Krypton? Chi \u00e8 diventato? Che poteri ha?<\/em> Nel 1986, la DC Comics incaric\u00f2 il cartoonist John Byrne di riscrivere un mito fumettistico vecchio di 50 anni e la storia che ne deriv\u00f2 divenne essa stessa parte della leggenda di Superman<\/em>.<\/p>\n 1956, West Bromwich, Contea di Staffordshire (Inghilterra).<\/em><\/strong><\/p>\n La vedete quella piccola casa laggi\u00f9? Avviciniamoci: mentre scende la sera, il vetro appannato della finestra fa filtrare i bagliori catodici di un televisore acceso nel piccolo salotto. Entriamo all\u2019interno. C\u2019\u00e8 un bambino, seduto sul divano, di fronte allo schermo. Ha gli occhi che gli brillano e il fiato corto: ha appena scoperto che ci sono uomini che possono volare. Beh non tutti, ma quell\u2019uomo sul canale tv della BBC, s\u00ec perch\u00e9…<\/p>\n \u00c8 pi\u00f9 veloce di una pallottola! Pi\u00f9 forte di una locomotiva! Pu\u00f2 saltare grattacieli con un solo balzo! Pu\u00f2 modificare il corso dei fiumi. Pu\u00f2 piegare l\u2019acciaio con le sue mani possenti. E lotta per tutti noi senza fine in nome della verit\u00e0 e della giustizia\u2026<\/em><\/p>\n Perch\u00e9 – ora il bambino lo sa \u2013 quello non sono le storie di un uomo qualunque: sono le storie di un superuomo\u2026 Sono le avventure di Superman!<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n Cosa ne direste se vi raccontassi che Clark Kent ha scoperto i suoi poteri e le sue origini extraterrestri solo a vent\u2019anni, Superboy<\/em> non \u00e8 mai esistito, e Jonathan e Marta Kent trascorrono una tranquilla vecchiaia a Smallville? Certo riconoscereste che sto parlando di Superman<\/em>, ma forse qualche particolare non vi tornerebbe…<\/p>\n Nei fumetti di supereroi \u2013 e, negli ultimi decenni ancor, di pi\u00f9 con i numerosi adattamenti cinematografici \u2013 capita spesso che le origini del personaggio vengano rinarrate, con qualche lieve o sensibile, novit\u00e0. Variazioni di forma che, di solito, non toccano la sostanza profonda, immutabile, del personaggio seriale, come ci spiegava – proprio analizzando il mito di Superman <\/em>– Umberto Eco in Apocalittici e integrati<\/em>. Con la postilla che l\u2019analisi del semiologo di Alessandria ha superato essa stessa le cinquanta primavere, e da allora Superman ha vissuto altre \u201cx\u201d mila avventure.<\/p>\n \u00c8 morto, risorto, ha perso dei poteri e poi li ha riguadagnati, si \u00e8 fatto (letteralmente) in quattro per accontentare i sempre pi\u00f9 volubili ed esigenti lettori delle sue avventure. Semplicemente, come accade a qualsiasi narrazione nell’epoca della sua (infinita) riproducibilit\u00e0 digitale, anche l\u2019uomo d\u2019acciaio ha continuato (e continua ancora oggi) a rinnovare periodicamente la sua fabula<\/em>.<\/p>\n Eppure, in questo costante \u201candare e venire\u201d seriale, ci sono momenti che restano. Riscritture figurative che marcano pi\u00f9 di altre la loro efficacia, tanto da assurgere a qualit\u00e0 espressive dell\u2019eroe tout<\/em> court<\/em>.<\/strong> Mi riferisco, in particolare, a Man of steel<\/em><\/strong>, la miniserie di sei albi, pubblicata nell’autunno del 1986, che propose una rivisitazione totale del mito dell\u2019uomo d\u2019acciaio<\/strong> e che ancora oggi Superman si porta dentro.<\/p>\n La riscrittura del \u201cSupereroe pi\u00f9 supereroe di tutti\u201d era la tappa finale di un processo di rilancio generale del proprio parco testate da parte della casa editrice del personaggio, la DC Comics. Tutto era iniziato l\u2019anno prima con Crisis on infinite earths,<\/em><\/strong> una maxisaga in dodici puntate, con cui si era proceduto a snellire il suo complicato multi-universo di supereroi, eliminando molti personaggi e molte serie, e ristrutturando tutte le altre<\/a>.<\/p>\n Ma se era relativamente facile liquidare una Supergirl<\/em> o una Terra parallela di troppo, ben diverso era mettere mano all’aggiornamento del pi\u00f9 noto dei super miti fumettistici, il capostipite del genere e, senza dubbio, il personaggio maggiormente iconico – assieme a Mickey Mouse<\/em> \u2013 dell\u2019intero immaginario americano del Novecento. Come ha scritto il giornalista e saggista Larry Tye:<\/p>\n “Riformulare la sacra leggenda di Superman era come tentare di aggiornare la Bibbia o inventare la ricetta di una nuova Coca Cola”.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n Appunto, chi si sarebbe incaricato di aggiornare la Bibbia?<\/p>\n Luglio 1985, cittadina di Fairfield, Connecticut (Stati Uniti).<\/strong><\/em><\/p>\n L\u2019uomo \u00e8 seduto al suo tavolo da disegno, ingombro di schizzi, disegni e pagine di sceneggiatura. Perch\u00e9 \u00e8 quello che sognava di fare da ragazzino. Quello che fa e ama fare da oltre dieci anni, i fumetti<\/strong>. Il telefono squilla nell’ingresso e l\u2019uomo, che si chiama John, rimpiange di non poter raggiungere la cornetta grazie ai super poteri di allungamento di Mr. Fantastic<\/em>, il personaggio super-elastico che sta disegnando sul foglio. Il telefono continua a squillare, John alla fine si arrende con un sospiro, si alza dal tavolo e raggiunge il telefono.<\/p>\n John: \u201cPronto?\u201d<\/em><\/p>\n Dick: \u201cEhil\u00e0! Saranno 5 minuti che chiamo\u2026 Pensavo te ne fossi tornato a Calgary dai tuoi amici orsi!\u201d<\/em><\/p>\n John: \u201cNo, pensavo invece di venire a stare da te, vicepresidente della casa editrice, nel tuo lussuoso attico a Manhattan\u2026\u201d<\/em><\/p>\n Dick: \u201cNon ho un attico e lo sai\u2026 Anzi ultimamente, la mia casa \u00e8 diventata questo ufficio e, sapessi, quant’\u00e8\u00a0scomodo il divano per dormire!\u201d<\/em><\/p>\n Dick ride, anche John ride.<\/em><\/p>\n Dick \u201c\u2026Allora, John, lo sai il motivo per cui ti chiamo\u2026 Sono mesi che ci ripeti che sbagliamo con il personaggio, che non siamo nemmeno riusciti a sfruttare il successo dei film e bla, bla, bla\u2026 \u201c<\/em><\/p>\n John: \u201c\u2026Beh, siete stati tu e Marv a chiedere cosa ne pensassi\u2026\u201d<\/em><\/p>\n Dick: \u201cCome che sia, in fin dei conti, siamo d\u2019accordo\u2026 Dobbiamo cambiare e stiamo cambiando. Lo sai\u2026 Ne ho parlato prima con Andrew, e poi direttamente con Jenny. Lei ha detto ok, alle tue condizioni\u2026\u201d<\/em><\/p>\n John: \u201cSul serio, Dick, carta bianca?\u201d<\/em><\/p>\n Dick: \u201cSono serissimo, John. Ehi, stai parlando con l\u2019uomo che ha appena fatto fuori Supergirl e una quarantina di universi!\u201d<\/em><\/p>\n Dick ride, anche John ride.<\/em><\/p>\n Dick: \u201cA parte gli scherzi, John, sta a te ora, te la senti? Perch\u00e9 lo sai che sar\u00e0 dura\u2026 Avrai gli occhi di tutti addosso. Sono le avventure di Superman\u2026\u201d<\/em><\/p>\n John ha ringraziato Dick e, anche dopo aver riattaccato la cornetta, ha continuato a ripensare alle parole del Vicepresidente della casa editrice. Si sente le farfalle nello stomaco, un misto di felicit\u00e0 e apprensione, perch\u00e9 \u00e8 quello che sognava da bambino. Perch\u00e9 sono le avventure di Superman<\/em><\/strong>.<\/p>\n Riscrivere Superman era roba da far tremare i polsi sul tavolo da disegno, perfino a un autore all\u2019epoca veterano come John Byrne<\/strong>. Il cartoonist<\/em> di origine anglocanadese veniva dai successi clamorosi in casa Marvel,<\/strong> prima come iconico disegnatore e co-autore degli X-Men<\/em><\/strong>, accanto allo sceneggiatore Chris Claremont<\/strong>, e poi come story-teller<\/em> completo per serie quali Alpha Flight<\/em> <\/strong>(ve ne parla oggi su Comics Calling,<\/strong> Andrea Gagliardi<\/a>), Avengers, Capitan America <\/em><\/strong>e, soprattutto, i\u00a0Fantastici Quattro <\/strong><\/em>\u00a0(sui vari cicli confronta l\u2019articolo “Essential 11” di David Padovani di oggi<\/a>). In particolare la gestione editoriale di questa testata decana dell\u2019universo marveliano rappresenta il necessario antefatto espressivo<\/strong> all’operazione ideata da Byrne su Superman.<\/p>\n Nel narrare le avventure del \u201cfantastico quartetto\u201d, l\u2019autore aveva pescato a piene mani dalle sue memorie adolescenziali di lettore\/fan, rifacendosi con rigore quasi filologico (nello stile, nella scrittura, nei ritmi) alle primissime storie degli anni Sessanta di Stan Lee e Jack Kirby<\/strong>, ibridandole con tematiche e implicazioni del tutto contemporanee. \u00c8 il celeberrimo approccio espressivo \u201cBack to the basics<\/strong>\u201d diventato, nel tempo, un marchio di fabbrica di Byrne<\/strong>, come lui stesso ha pi\u00f9 volte ribadito:<\/p>\n mettere indietro le lancette dell’orologio … tornare indietro per ritrovare la freschezza che aveva reso grande il fumetto alla sua uscita<\/p><\/blockquote>\n Ma se sui Fantastici Quattro <\/em>c\u2019era uno tempo e un ciclo fumettistico preciso a cui rifarsi, per Superman<\/em> la questione era molto pi\u00f9 complessa, con cinquantanni di storia editoriale alle spalle, una sterminata produzione di fumetti (cui si erano aggiunti nel tempo serial<\/em>, cartoon<\/em> e film<\/em>), multi stratificata dagli interventi di tanti team creativi diversi e, senza la famosa\/famigerata continuity<\/em> temporale Marvel ad assicurare una coerenza di fondo alle diverse stagioni dell\u2019Uomo d\u2019Acciaio.<\/p>\n Insomma, Byrne si deve essere reso conto da subito, che nel caso di Superman<\/em> \u201crimettere indietro le lancette\u201d non sarebbe bastato a restituire il necessario sense of wonder<\/em><\/strong> alle avventure del personaggio. Semmai, bisognava spostarle in avanti le lancette per definire un presente e un futuro credibile per l’eroe.<\/strong><\/p>\n Man of steel <\/em>lavora lavora a pi\u00f9 livelli, tenendo presenti mille dettagli. Il \u201cnuovo\u201d Superman fabbrica, assieme a mamma Kent, il suo costume, prendendo a modelli gli eroi dei film cappa e spada(!). Flirta tranquillamente con Lois Lane<\/strong> \u2013 che, nella nuova versione, non \u00e8 pi\u00f9 ossessionata dall\u2019idea di scoprire la vera identit\u00e0 dell\u2019eroe -; ha come nemico un Lex Luthor<\/strong>, non pi\u00f9 sconclusionato scienziato pazzo, ma potente magnate d\u2019industria e influente cittadino di Metropolis<\/strong> (tra l\u2019altro palesemente ispirato a un rampantissimo e spregiudicato Tycoon<\/em> newyorkese dell\u2019epoca, tale Donald Trump).<\/p>\n Nella versione aggiornata di Byrne anche i poteri dell\u2019eroe sono drasticamente ridotti<\/strong>: la velocit\u00e0 appare ancora strepitosa, ma non supera pi\u00f9 quella della luce, la forza straordinaria procura comunque stress fisico\u2026 Vengono, invece, eliminati alcuni dei poteri pi\u00f9 ridicoli e assurdi: quali la telepatia, la super intelligenza, il multilinguismo e la miniaturizzazione che gli erano stati attribuiti negli anni 50 e 60\u2026. In definitiva, si ritorna al \u201ccore power\u201d dell\u2019eroe della golden Age of Comics <\/em><\/strong>ma\u00a0 per ciascun potere viene offerta una spiegazione \u201cpseudoscientifica\u201d pi\u00f9 in linea coi tempi.<\/p>\n Tutte le modifiche e le alterazioni figurative operate da Man of steel, <\/em>insomma, rendono l\u2019eroe pi\u00f9 identificabile, meno \u201cSuper\u201d e pi\u00f9 umano<\/strong>. Come ha scritto Daniele Barbieri<\/strong>:<\/p>\n The Man of Steel<\/em> \u00e8 un’agiografica biografia di Superman, aggiornata ai tempi odierni. Il mito dell’origine dell’uomo d’acciaio viene riproposto, ripulito di imprecisioni, banalit\u00e0 e anacronismi \u2013 reso credibile per un lettore degli anni ottanta, purgato da tutto quello che, credibile per un lettore dei decenni precedenti, non lo sarebbe pi\u00f9 oggi.<\/p><\/blockquote>\n L\u2019attenzione \u201cecologica\u201d al riciclaggio di tutte le propriet\u00e0 narrative spese nella lunga carriera dall’eroe, dimostra la competenza testuale dell\u2019autore. Byrne sa, fin dall’inizio, di dover giocare a carte, anzi \u00e8 il caso di dire a vignette scoperte, con un pubblico competente della fabula <\/em>superomistica per antonomasia<\/strong>.<\/p>\n La platea sterminata di Superman<\/em> \u00e8 costituita da generazioni diverse che si sono avvicendate nella lettura dei comic book<\/em> dedicati all’Uomo d\u2019acciaio nei precedenti 50 anni. Nessuno\u00a0 potrebbe mettere in fila esattamente tutti gli eventi, tutte le innumerevoli storie che si sono affastellate, sovrapposte, contraddette nella lunga vita editoriale dell\u2019eroe. Ma ognuno di loro, da lettore affezionato, ha il suo personale ricordo di un certo racconto o, addirittura, di quella o quell’altra vignetta\u2026<\/p>\n Uno dei primi albi della miniserie ci mostra con quanta cura la stessa Mamma Kent conservi in un album foto e ritagli di giornale delle imprese del figlio. La signora Kent di Smalville \u00e8 il simulacro degli aficionados <\/em>seriali: il suo foto-album \u00e8 la messa in scena, tenera e struggente della memoria-patchwork<\/em> che ciascun lettore seriale costruisce nel tempo.<\/strong><\/p>\n Byrne sa che sarebbe impossibile rifondare la memoria della serie senza la complicit\u00e0 di quel pubblico fedele (il suo vero depositario), e punta quindi a coinvolgerlo in un gioco a tutto campo.<\/strong><\/p>\n Per ogni variazione della storia originaria, tale da contraddire “l\u2019enciclopedia sella serie”, la moderna versione offre \u201cin cambio\u201d un elemento di continuit\u00e0. Al lettore resta difficile stabilire dove inizi il nuovo e dove finisca il \u201cgi\u00e0 detto\u201d. Se, ad esempio, nel racconto originale di Siegel<\/strong> e Shuster<\/strong>, Superman non provava alcun \u201cdisturbo dell\u2019identit\u00e0\u201d nonostante fosse l\u2019unico superstite di un mondo scomparso (Krypton<\/strong>), all\u2019opposto in Man of Steel<\/em> lo spunto diventa oggetto di un drammatico capitolo (dal titolo Ossessione<\/em>):<\/p>\n Superman appartiene al mondo\u2026Ma quale mondo?<\/p><\/blockquote>\n Riflette amaro l\u2019eroe, ma quando sembra sul punto di autodistruggersi, ecco che ritrova le ragioni del suo ruolo :<\/p>\n Sar\u00f2 anche stato concepito nello spazio\u2026Ma sono nato veramente quando si apr\u00ec il razzo sulla terra, in America\u2026<\/p><\/blockquote>\n E conclude trionfalmente:<\/p>\n E\u2019 stato Krypton a fare di me Superman\u2026Ma \u00e8 la Terra che mi rende umano!<\/p><\/blockquote>\n L’anglo-canadese immigrato in USA, John Byrne, ha insomma reso il figlio di Krypton, un new comer <\/em>come lui e come milioni di altre persone, sbarcate negli States per farsi una vita<\/strong>. E su tutto, domina l\u2019icona immarcescibile dell\u2019uomo \u201cd\u2019acciaio\u201d, che riempie le vignette con il suo mantello rosso, l\u2019immancabile \u2018Esse\u2019 sul petto, la baldanza grafica di segni nitidi e precisi, senza ombre, come il suo mito.<\/p>\n Agosto 1986. Manhattan, New York, Lexington Avenue, uffici della casa editrice.<\/strong><\/em><\/p>\n John e Dick in maniche di camicia guardano soddisfatti l\u2019ultima tavola del #6, depositata sul tavolo, ripulita da\u00a0 tutti i segni in eccesso, pronta per essere pubblicata.<\/p>\n Dick: \u201cAccidenti, John! Hai fatto un lavoro magnifico, questa tavola \u00e8 meravigliosa!\u201d<\/em><\/p>\n John si scrolla le spalle sorridendo sotto i baffi: \u201cBeh, anche tu, vicepresidente, non te la sei cavata male con le chine\u2026 Sei bravino\u2026\u201d<\/em><\/p>\n Dick ride e anche John ride.<\/em><\/p>\n Dick: \u201cSe lo ricorderanno a lungo il tuo Superman, stanne certo!\u201d<\/em><\/p>\n John: \u201cDici? Mentre scrivevo la storia, mi sono chiesto per chi la stavamo realizzando\u2026 Certo per i lettori, ma quali? \u2026Alla fine, mi sono risposto, che il lettore che conta di pi\u00f9 per me, resta quel bambino che guardava George Reeves alla tv, nella parte di Superman, esattamente trent’anni fa\u2026 Alla fine, Dick noi siamo solo una firma in calce al disegno\u2026 Qui l\u2019unico che si ricorderanno sempre \u00e8 lui\u2026\u201d Chiosa, puntando il dito al volto disegnato nella splashpage. \u201cMa va bene cos\u00ec. \u00c8 giusto cos\u00ec, amico mio. E sai perch\u00e9? Perch\u00e9 queste sono le avventure di Superman<\/strong>!\u201d<\/em><\/p>\n Questo post fa parte del piccolo speciale che oggi “Lo Spazio Bianco” dedica ai settant’anni di John Byrne<\/strong>. <\/em><\/p>\n Ringrazio Ettore Gabrielli<\/strong>, \u00a0David Padovani<\/strong> e Andrea Gagliardi<\/strong> che hanno condiviso con entusiasmo l’idea e Davide Occhicone<\/strong> che ci ha ricordato, prima di tutti, questo appuntamento. Ringrazio anche John Byrne<\/strong> che dubito legger\u00e0 mai questo post, ma che \u00e8 uno dei motivi per cui amo i fumetti.\u00a0<\/em><\/p>\n \u00a0<\/strong>Qui di seguito, saggi e articoli che, anche quando non esplicitamente citati nel post, ne costituiscono la base documentativa e cui rimando per ogni approfondimento dei temi trattati. I brani narrativi del prologo, dell\u2019intermezzo e del prologo sono, invece, ovviamente una ricostruzione di pura fantasia.<\/p>\n Arnaudo, Marco, Il fumetto supereroico.<\/em> Mito, etica e strategie narrative<\/em>, Tunu\u00e9 2010.<\/p>\n Barbieri, Daniele,\u201cUccidere gli eroi\u201d in Daniele Brolli (eds.), I mille volti del supereroe, Perugia, Star Comics, 1991.<\/p>\n Barbieri, Daniele, \u201cQuando Eco leggeva Superman\u201d in \u201cLo Spazio Bianco\u201d \u2013 Speciale Superman 75 \u2013 disponibile a questo link https:\/\/lospaziobianco.it\/eco-leggeva-superman\/<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 2014<\/p>\n Coogan, Peter, Superhero: The Secret Origin of a Genre, Austin<\/em>, MonkeyBrain Books 2006.<\/p>\n D\u2019Angelo, Marco, \u201cAmerican superway: il Superman televisivo di George Reeves e l\u2019America anni 50\u201d in \u201cLo Spazio Bianco\u201d \u2013 Speciale Superman 75 \u2013 disponibile a questo link https:\/\/lospaziobianco.it\/american-superway-superman-televisivo-george-reeves-lamerica-anni-50\/<\/a>\u00a0\u00a0 2014<\/p>\n Darowski, Joseph J. (a cura di), The Ages of Superman: Essays on the Man of Steel in Changing Times. <\/em>Jefferson: McFarland & Co, Inc., 2012.<\/p>\n Eco, Umberto, Apocalittici e Integrati<\/em>, Bompiani, 1964.<\/p>\n Eury, Michael, The Krypton Companion<\/em>, Twomorrows Publishing 2006.<\/p>\n O\u2019Rourke, Daniel J. and Morgan B. O\u2019Rourke \u201c\u2018It\u2019s Moring Again in America\u2019: John\u00a0 Byrne\u2019s Re-Imagining of the Man of Steel.\u201d In The Ages of Superman:<\/em> Essays on the\u00a0 Man of Steel in Changing Times<\/em>. Joseph J. Darowski. (a cura di), Jefferson: McFarland &\u00a0 Co, Inc., 2006, pp.115-24.<\/p>\n Occhicone, Davide \u201cSuperman: un racconto mitologico che vive nel presente\u201d in \u201cLo Spazio Bianco\u201d \u2013 Speciale Superman 75 \u2013 disponibile a questo link https:\/\/lospaziobianco.it\/superman-racconto-mitologico-vive-presente\/<\/a><\/p>\n Occhicone, Davide, \u201cQuella volta che Superman mor\u00ec\u201d in \u201cLo Spazio Bianco\u201d \u2013 Speciale Superman 75 \u2013 disponibile a questo link https:\/\/lospaziobianco.it\/volta-superman-mori\/<\/a>\u00a0 2014<\/p>\n
<\/a><\/p>\nPrologo<\/h1>\n
<\/a><\/h1>\nAggiornare la Bibbia<\/h1>\n
<\/a><\/p>\n
<\/a><\/p>\nIntermezzo<\/h1>\n
<\/a><\/p>\nQuesto \u00e8 un lavoro per\u2026 John Byrne!<\/h1>\n
<\/a><\/p>\nDov’\u00e8 oggi l’uomo di Domani?<\/h1>\n
<\/a><\/h1>\nA ciascuno il suo (Superman)<\/h1>\n
<\/a><\/p>\n
<\/a><\/p>\nEpilogo<\/h1>\n
<\/a><\/p>\nBibliografia<\/h1>\n