{"id":1683,"date":"2020-02-06T12:33:42","date_gmt":"2020-02-06T11:33:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/?p=1683"},"modified":"2020-02-06T12:56:41","modified_gmt":"2020-02-06T11:56:41","slug":"ken_parker_2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/ken_parker_2\/","title":{"rendered":"Adah, o dell’inizio perfetto"},"content":{"rendered":"

Quali sono i rapporti tra la parola e l\u2019immagine nel fumetto?<\/strong> I romantici parlano di un amore reciproco. I cinici malignano di un matrimonio d\u2019interesse. Gli scienziati del linguaggio che, per anni, hanno spaccato la nuvoletta in quattro alla ricerca della particella del Dio Fumetto che rivelasse il senso del mistero, continuano a interrogarsi.<\/p>\n

Nel frattempo, basta rileggere una vignetta d\u2019esordio come quella di Adah <\/i><\/strong>di Giancarlo Berardi <\/strong>e Ivo Milazzo<\/strong> per dimenticarsi di ogni diatriba teorica e godersi l’emozione disegnata dell’incontro tra lettere e tratti grafici.<\/p>\n

\"\"<\/a>La prosa <\/strong>\u00a0ci catapulta in media res<\/em> nella vita, appena cominciata, della piccola Adah<\/strong>, poi il disegno a mezza tinta <\/strong>raccoglie il testimone e rilancia, rafforzando il tono del racconto, il colore umano, l\u2019afflato lirico. La forma diario, esaltata dal lettering<\/strong> in corsivo<\/strong>, diventa la cifra stilistica dell\u2019intero racconto<\/strong> giocato sul contrappunto, ora ironico ora drammatico, tra ci\u00f2 che il pennello di Ivo Milazzo mette via, via in scena\u00a0 e ci\u00f2 che la penna\u00a0 di Giancarlo Berardi suggerisce.<\/p>\n

Adah, nel segno di Ken<\/h1>\n

Quando nel 1982 la giovane coppia creativa genovese d\u00e0 alle stampe questa doppia vignetta, incipit della storia\u00a0 – 46\u00b0 albo della saga di Ken Parker <\/em><\/strong><\/a>\u2013 ha ormai marcato, con precise scelte di stile,<\/strong> la distanza della serie dal canone bonelliano<\/strong>\/texiano da cui pure prende le mosse in termini di \u00a0formato (la classica gabbia a 6 vignette per tavola) e genere (il Western).<\/p>\n

Per esempio, dopo una manciata di episodi, i pap\u00e0 di Ken Parker hanno scelto di abolire le tradizionali didascalie<\/strong> utilizzate per dettagliare la vignetta con indicazioni temporali e spaziali. In sede di regia, \u00e8 Berardi<\/strong> a renderne superflua la presenza, mutuando dal cinema, in maniera sistematica, la grammatica cinematografica dei campi e dei ritmi<\/strong>. Allo stesso modo, viene ridotto al minimo l\u2019utilizzo di nuvolette\/pensiero: l\u2019unico modo per comprendere i sentimenti dei personaggi diventa leggerne le espressioni, abilmente rese dalla recitazione grafica di Milazzo<\/strong>.<\/p>\n

\"\"<\/a><\/p>\n

E\u2019 lui a completare \u201cl\u2019effetto cinema\u201d, caratterizzando la messa in scena\u00a0 con un segno tagliente, come l\u2019ha definito Sergio Algozzino un tratto:<\/p>\n

\u201csottile, modulato per espressione, incisivo, contorni spezzati, neri morbidi o sfumati\u201d.<\/p><\/blockquote>\n

E\u2019 un segno graffiato sul foglio che nel \u201cnon finito\u201d trova la sua dimensione comunicativa.<\/strong><\/p>\n

Racconto illustrato VS Fumetto<\/h1>\n

Ma tutto quello che Berardi e Milazzo hanno scelto di togliere<\/strong> dalle vignette come zavorra verbale<\/strong>, sanno recuperarlo<\/strong> come afflato emotivo<\/strong>. Ecco, allora che le didascalie – liberate dall’incombenza informativa – diventano un nuovo spazio espressivo, efficace nell’ospitare il flusso interiore del personaggio<\/strong>.<\/p>\n

\"\"<\/a><\/p>\n

Cos\u00ec, se abbracciate a un primo sguardo, le tavole \u00a0zeppe di parole di Adah <\/em>danno – e vogliono dare in fondo –\u00a0 la percezione di un romanzo illustrato, quando ci si immerge nella\u00a0 lettura di ciascuna vignetta, (ri)scopriamo l’emozione e la dimensione specifica del fumetto.\u00a0Nel romanzo illustrato<\/strong>, l\u2019immagine<\/b> commenta <\/b>\u00a0il racconto<\/strong> facendoci vedere quello che nel testo verbale non \u00e8 scritto, integrandolo, arricchendolo, etc. In un fumetto, <\/strong>\u00a0l’immagine \u00e8 il racconto <\/strong>e l’elemento verbale, di volta in volta, si fa colonna sonora, effetto speciale, scelta poetica. Proprio perch\u00e9 hanno dimostrato di poter fare a meno della parola<\/strong> per illustrare l\u2019azione,\u00a0 Berardi e Milazzo ne recuperano la potenza in termini polifonici.<\/strong><\/p>\n

Come rileva Daniele Barbieri<\/strong>, questa impostazione si traduce in una scansione narrativa, densa e al tempo stesso intensa:<\/p>\n

…un ritmo narrativo sempre giustamente cadenzato, di solito abbastanza lento da permettere al lettore di immergersi appieno nella situazione \u2013 con abbondanza di dettagli ed eventi marginali, che, anche quando non contribuiscono direttamente alla storia, interessano e divertono.<\/p><\/blockquote>\n

Nel caso particolare di Adah<\/em> \u00e8 proprio l\u2019io narrante<\/strong>, a\u00a0 rendere ancora pi\u00f9 coinvolgente per il lettore la vicenda, fin da questa magistrale vignetta incipit.\u00a0<\/em>Nelle lettere che la protagonista verga – e scopriremo nel corso della storia con quanto dolore e fatica \u00e8 arrivata a conquistarsi il diritto di scrivere e\u00a0 raccontarsi in prima persona – oltre allo svolgersi degli eventi, c’\u00e8 il senso di una intera vita.\u00a0La forma diario eleva il lettore a interlocutore “privilegiato” dell’eroina<\/strong>, perch\u00e9 lo interpella direttamente a raccogliere le sue confidenze<\/strong>. Solo il lettore arriva a conoscere davvero Adah, <\/em>rispetto a tutti gli altri personaggi della storia, e perfino all’eroe Ken Parker.<\/p>\n

\"\"<\/a><\/p>\n

Adah senza Ken<\/h1>\n

C\u2019\u00e8 anche un altro livello di lettura, seriale<\/strong>, di cui tenere conto per cogliere la qualit\u00e0 espressiva dell’incipit<\/em> di questa storia. Nella vignetta compare la protagonista della vicenda, Adah, ma non il protagonista della saga editoriale, Ken Parker. <\/strong>E, caso ancora pi\u00f9 singolare, ci vorranno altre 74 pagine, oltre 430 vignette, per vedere l’eroe entrare in scena.<\/strong> Se, a livello di singola storia, insomma, la perfezione dell\u2019inquadratura sta in quanto vi compare, in un contesto seriale il fascino risiede nella sua programmatica imperfezione, in ci\u00f2 che rimane escluso e che, invece, ci aspetteremmo di trovare: l\u2019eroe.<\/p>\n

Non si tratta di una trovata espressiva fine a se stessa (anche la copertina dell\u2019albo gioca sullo stesso principio<\/strong>): corrisponde ad una idea innovativa di serialit\u00e0 di Berardi e Milazzo, lontana anni luce da quella monumentale e iterativa della matrice Tex Willer. <\/em>All’eroe, tutto d\u2019un pezzo, artefice in ogni singola inquadratura del suo destino narrativo, si contrappone un personaggio “primus inter pares”, capace di ritrarsi dalla vignetta per far posto ad altri, voce tra le voci, storia tra le storie. Un testimone del suo tempo che, come ha scritto Moreno Burattini:<\/p>\n

si sente parte del mondo e compagno di viaggio dell’umanit\u00e0 – di tutta l’umanit\u00e0, anche la pi\u00f9 derelitta.<\/p><\/blockquote>\n

\"\"<\/a><\/p>\n

 <\/p>\n

Nota sul post<\/h3>\n

Questo post \u00e8 la versione rivista di un articolo del 2013 della rubrica “La vignetta perfetta” che curavo per la rivista digitale “ComX Dome”<\/a>. Lo ripubblico oggi, per celebrare nel mio piccolo il ritorno in edicola in una nuova edizione<\/a> di\u00a0 Ken Parker, fumetto a cui devo tanto, quasi tutto ci\u00f2 che c’\u00e8 di importante<\/a>.<\/em><\/p>\n

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In che rapporti sono parola e immagine nel fumetto? I romantici parlano di un amore reciproco. I cinici malignano di un matrimonio d\u2019interesse. Ma basta rileggere un incipit come quello di “Adah” per godersi l’emozione disegnata del connubio.<\/p>\n","protected":false},"author":195,"featured_media":1686,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Adah, o dell'inizio perfetto - Sono Fumetti","description":"In che rapporti sono parola e immagine nel fumetto? I romantici parlano di un amore reciproco. I cinici malignano di un matrimonio d\u2019interesse. Ma basta rilegge"},"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[82,73,78,2,9],"class_list":["post-1683","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-vignetta-perfetta","tag-giancarlo-berardi","tag-ivo-milazzo","tag-ken-parker","tag-linguaggio","tag-sergio-bonelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1683","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/195"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1683"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1683\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}