{"id":1290,"date":"2019-04-20T13:37:13","date_gmt":"2019-04-20T11:37:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/?p=1290"},"modified":"2019-04-22T23:54:18","modified_gmt":"2019-04-22T21:54:18","slug":"vangelo-david-ratte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/vangelo-david-ratte\/","title":{"rendered":"Il Vangelo di \u201cseconda mano\u201d di David Ratte"},"content":{"rendered":"
Si pu\u00f2 narrare ai lettori una storia che gi\u00e0 conoscono in maniera efficace e attrattiva? David Ratte con Il viaggio dei padri<\/em> ci propone una curiosa, affascinante, risposta al quesito rivisitando non una storia qualunque, ma la Storia tra le Storie, quella che da duemila e passa coinvolge miliardi di persone: il Vangelo<\/strong>.<\/p>\n Galilea,<\/strong> un paio di millenni fa. Una bella mattina, Giona<\/strong>, vecchio pescatore ebreo, vede con una punta di stupore i suoi figli, Pietro<\/strong> e Andrea<\/strong>, mollare tutto per seguire un certo Ges\u00f9 di Nazareth. Decide allora di fare tutto il possibile per ritrovare i figli e riportarli alla casa e alla vita di tutti i giorni. Presto sar\u00e0 raggiunto da altri due padri altrettanto preoccupati di vedere i loro figli diventare seguaci di quello strambo Nazareno…<\/p>\n I tre padri (in)seguono i loro figli e il Nazareno in ogni tappa del viaggio verso Gerusalemme, ma ogni volta che sembrano sul punto di raggiungerli, per qualche accidente o incontro particolare, non riescono mai a farlo. Nella tradizione pi\u00f9 tipica della narrativa picaresca, declinata in questo caso in balloon<\/em> e vignette, il viaggio diventa un tempo narrativo continuamente dilatato<\/strong>. La sintassi fumettistica di Ratte trasforma ogni tappa del pellegrinaggio geografico e morale dei Padri in una \u201cvirgola\u201d o una \u201cparentesi\u201d drammaturgica che approfondisce psicologie, rovescia stereotipi, ribalta certezze.<\/p>\n Non assistiamo al racconto \u201cin presa diretta\u201d dell\u2019esistenza di Ges\u00f9 e delle sue azioni miracolose ma a un repertorio di testimonianze a posteriori degli eventi, rese da personaggi per lo pi\u00f9 secondari, rispetto alla narrazione evangelica ufficiale.<\/p>\n L\u2019umorismo, lieve e al tempo stesso tagliente, del racconto deriva dalla diversa percezione del Mistero che ciascuno ha secondo vissuto: dall’esaltazione del miracolato al disinteresse del soldato romano, dalla commozione dei fedeli alla rabbia \u201cpolitica\u201d dei farisei.<\/p>\n Ogni volta che i Padri interrogano i diversi personaggi incontrati sul proprio cammino per avere notizie di Ges\u00f9 e dei discepoli, le sequenze si traducono in soggettive dei protagonisti e in \u201csguardi in camera\u201d dei testimoni<\/strong>.<\/p>\n Dicevo nel post precedente<\/a> di come, Alessandro Bilotta abbia utilizzato spesso la soggettiva in Mercurio Loi<\/em> per determinare uno scarto \u201cdisturbante\u201d tra lo scorrere tradizionale degli eventi davanti al pubblico (in)visibile e quei momenti speciali in cui – \u201cguardandoci in faccia\u201d – i personaggi mettono nei fatti in discussione lo statuto finzionale del racconto.<\/p>\n
<\/a><\/p>\nIl Vangelo, un momento dopo<\/h1>\n
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