{"id":1084,"date":"2018-02-14T18:50:24","date_gmt":"2018-02-14T17:50:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/?p=1084"},"modified":"2018-02-14T07:49:54","modified_gmt":"2018-02-14T06:49:54","slug":"gwen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/gwen\/","title":{"rendered":"Quando l’amore fa Snap (you must remember Gwen)"},"content":{"rendered":"

Tutti gli amori felici si assomigliano fra loro, ogni amore infelice \u00e8 infelice e romantico a suo modo. Forse per questo, da spettatori\/lettori ci emozioniamo per storie d’amore che nella realt\u00e0 non vorremmo mai vivere: difficili, tormentate, spesso tragiche.<\/p>\n

La storia tra Peter Parker<\/strong> – alias il nostro affezionato Uomo Ragno<\/em> di quartiere – e la dolce Gwen Stacy<\/strong> – la ragazza della porta accanto – appartiene alla categoria.<\/p>\n

\"Gwen<\/a><\/p>\n

In quell’ormai lontano 1973<\/strong>, la love story<\/em> sembrava sul punto di decollare sulle ali di Cupido e forse, col tempo, Gwen avrebbe potuto anche diventare l\u2019ennesima Lois Lane<\/em> o Minnie<\/em> dei fumetti, ma Gerry Conway<\/strong> e John Romita Senior<\/strong>, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore della serie, avevano in serbo ben altro per lei.<\/p>\n

A cavallo tra i numeri 121 e 122 della serie, la storia d\u2019amore tra l’adorabile figlia del capitano Stacy e il maldestro nipote della zia May sub\u00ec una svolta inaspettata<\/strong>. La ragazza venne rapita dal perfido Goblin<\/strong> <\/em>e l’eroe dovette gettarsi disperatamente al suo inseguimento, fin sulla sommit\u00e0 del ponte \u201cGeorge Washington\u201d di Brooklin<\/em>.<\/p>\n

\"Gwen<\/a><\/p>\n

Fin qui, naturalmente, nulla di nuovo rispetto a tante altre storie simili. Quante volte abbiamo visto cavalieri senza macchia affrontare il drago per salvare la principessa rapita? E quante volte abbiamo visto la Bestia di turno soccombere dall’alto del dirupo mentre il principe solleva tra le braccia la sua bella ? In effetti, la scommessa del racconto di Conway e Romita era tutta qui: ribaltare le certezze del lettore fidelizzato partendo da un plot in apparenza scontato<\/strong>.
\nE cos\u00ec per una volta, a precipitare gi\u00f9 dal ponte, non fu la bestia Goblin ma la bella Gwen.<\/p>\n

Quando, al termine della caduta, la ragazza rimane appesa nel vuoto alla tela di Spiderman, una piccola ma significativa onomatopea (SNAP!<\/strong>) annunci\u00f2 ai lettori che qualcosa si era spezzato per sempre nel corpo di Gwen e, di conseguenza, nella vita editoriale dell\u2019Uomo Ragno.<\/p>\n

\"Gwen<\/a><\/p>\n

Il titolo della storia appariva solo nella vignetta finale, sufficientemente prosaico per suonare struggente nella lirica pop dei comics:<\/p>\n

La notte in cui Gwen Stacy mor\u00ec.<\/em><\/h2>\n

In realt\u00e0 , come rifletteva Stefano Priarone<\/strong>, qualche tempo fa, in un bel saggio proprio qui su “Lo Spazio Bianco”<\/a>, Gwen<\/p>\n

\u00e8 ancora vivissima nei cuori dei fan del Ragno, la stragrande maggioranza dei quali non era ancora nata all\u2019epoca della sua morte. Abbiamo sempre saputo che Gwen era morta: e forse l\u2019abbiamo amata anche per questo.<\/p><\/blockquote>\n

Il fascino emozionale della love tragedy<\/em> sta nel creare una empatia assoluta tra l’eroe e il suo pubblico<\/strong>: Gwen resta il rimpianto d’amore di Peter Parker come di intere generazioni di lettori di comic book<\/em>. Non a caso, lo scrittore Kurt Busiek<\/strong> e il disegnatore Alex Ross<\/strong>, chiudono il loro Marvels<\/em><\/strong>, filologico ed elegiaco metaracconto dell’epopea Marvel<\/em>, rivisitando la sequenza conclusiva de La notte in cui Gwen Stacy mor\u00ec<\/em>.<\/p>\n

\"Gwen<\/a><\/p>\n

Lo sguardo trepidante con cui il fotoreporter Phil Sheldon<\/strong>, protagonista della miniserie, segue la concitata lotta sul ponte di Brooklin \u00e8 il simulacro finzionale del nostro sguardo di lettori. Il suo “no!” di sgomento di fronte al tragico epilogo della vicenda \u00e8 il nostro stesso sentimento di fronte al precipitare dei corpi e degli eventi. Sia nel racconto di Conway, sia nella rivisitazione di Busiek, il lutto corre sul filo della memoria seriale.<\/strong> Il lettore fedele si strugge perch\u00e9 da questo momento ricorder\u00e0 sempre com’era il mondo narrativo del suo eroe prima, e come non sar\u00e0 pi\u00f9 dopo<\/strong>.<\/p>\n

Sempre Priarone ribadisce giustamente quanto la morte di Gwen abbia sancito per il genere supereroistico anche la fine di una certa “et\u00e0 dell’innocenza”. Tant’\u00e8 (aggiungo io) che di l\u00ec in poi, le morti di comprimari e eroi sono diventate nei comic book<\/em> prima una clamorosa costante<\/a><\/strong> e poi, ahinoi – come mi \u00e8 capitato gi\u00e0 di rilevare<\/a> – una stucchevole soluzione di marketing narrativo<\/strong>.<\/p>\n

\"Gwen\"<\/a><\/p>\n

Ma per La notte in cui Gwen Stacy mor\u00ec<\/em> \u00e8 stato – e continuer\u00e0 – ad essere diverso. Merito di una perfetta simbiosi tra il tratto morbido e avvolgente di Romita e la soggiacente scrittura di Conway che gesticono con piena consapevolezza i meccanismi del genere e scandiscono con intensit\u00e0 i ritmi del racconto disegnato.<\/p>\n

In fin dei conti, se non vi disturba troppo il paragone, la morte di Gwen sul ponte di Brooklin<\/em> non \u00e8 meno romantica e struggente di quella di Giulietta nella cripta dei Capuleti<\/em>. L\u00ec dove la poesia e il teatro manifestano la loro potenza lirica nella forza di un verso o di una battuta, il fumetto popolare si esprime nella sua peculiare commistione di elementi grafici e testuali<\/strong>.<\/p>\n

\"\"<\/a><\/p>\n

Per ribadirlo, basta mettere a confronto<\/strong> la tavola originale di John Romita<\/strong> e quella di Alex Ross<\/strong> che la rivisita\/rievoca. Sono certo diverse per stile di rappresentazione, impianto visivo, toni e luminosit\u00e0, ma un elemento resta costante: un piccolo segno dalla grande, deflagrante, portata.<\/p>\n

SNAP!<\/h2>\n

L’onomatopea<\/strong> che sancisce la tragedia. La parola<\/strong> che si reinventa immagine<\/strong>. L’immagine<\/strong> che diventa suono<\/strong>. Un suono silenzioso<\/strong>, struggente e romantico, che non possiamo sentire con l’orecchio ma che, da qualche parte dentro di noi, risuona ogni volta che torniamo a questa pagina di fumetto innescando l’emozione disegnata<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Tutti gli amori felici si assomigliano fra loro, ogni amore infelice \u00e8 infelice e romantico a suo modo. Forse per questo, da spettatori\/lettori ci emozioniamo per storie d’amore che nella realt\u00e0 non vorremmo mai vivere: difficili, tormentate, spesso tragiche. La storia tra Peter Parker – alias il nostro affezionato Uomo Ragno di quartiere – e la dolce Gwen Stacy – la ragazza della porta accanto – appartiene alla categoria. In quell’ormai lontano 1973, la love story sembrava sul punto di decollare sulle ali di Cupido e forse, col tempo, Gwen avrebbe potuto anche diventare l\u2019ennesima Lois Lane o Minnie dei<\/p>\n","protected":false},"author":195,"featured_media":1093,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Quando l'amore fa Snap (you must remember Gwen) - Sono Fumetti","description":"Tutti gli amori felici si assomigliano fra loro, ogni amore infelice \u00e8 infelice e romantico a suo modo. Forse per questo, da spettatori\/lettori ci emozioniamo p"},"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[97,45,96],"class_list":["post-1084","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-gwen-stacy","tag-marvel-comics","tag-spiderman"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1084","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/195"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1084"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1084\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1093"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1084"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1084"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/sonofumetti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}