Via Buonarroti 38

Via Buonarroti 38

Oggi basta andare su Google Map e il gioco è fatto.

Puoi vedere la strada. Individuare la palazzina. Mi rendo conto che adesso non c’è più alcuna magia.

Ma un secolo fa quando non chattavamo, non bloggavamo, non googlavamo… C’era solo un “tamburino” o “colophon” o chiamatelo come volete, in seconda di copertina sugli albi. Lì dove diceva che quel fumetto l’avevano fatto in un posto chiamato Via Michelangelo Buonarroti 38, 20145 Milano, sede della Daim Press, oggi Sergio Bonelli Editore.

All’epoca immaginavo una stanza colossale ricolma di fogli pieni di segni, albi da assemblare, presse per stampare, gente a lavoro a disegnare i personaggi con altri tizi vicino che gli raccontavano le cose da disegnare (il mio primo approssimativo tentativo di immaginare la divisione del lavoro tra disegnatore e sceneggiatore)…

Via Buonarroti 38 io la sognavo così

Con la modesta fantasia di “ragazzino” brufoloso e fumettoso: una roba a metà tra il villaggio di Babbo Natale e la redazione del Papersera che, all’epoca per essere onesti, era il solo riferimento visivo di “redazione” che potessi permettermi.

Con il tempo, la fantasia ha assunto contorni più concreti ma il posto ha comunque mantenuto una sua aurea mitica. In particolare da quando, bazzicando scuole del fumetto e fiere, iniziai a capire che Via Buonarroti 38 era il sancta sanctorum del dottor Nolitta, la riserva Navajo della Bonellanza, il regno di re Sergiobonelli.

Sergiobonelli scritto proprio così tutto attaccato, perché quando la leggenda incontra l’ortografia, vince la leggenda. E Sergiobonelli era quello almeno per il sottoscritto: la leggenda dell’uomo che creava i fumetti di… Sergiobonelli… Una entità sovrumana visto che suo padre era l’uomo che – a sua volta – aveva inventato Tex. Quindi lui, in qualche maniera, era il fratello maggiore di Aquila della Notte: robe mitologiche alla Ercole o paradossi temporali alla Star Trek fate voi.

Perché vi parlo di Via Buonarroti 38?

Perché ieri è andata in onda su SkyArte The Editor is In: ironica docufiction (i dettagli qui) in cui un fantomatico redattore parla con i personaggi Bonelli. La serie è ambientata lì, in Via Buonarroti 38, con tanto di inequivocabile inquadratura iniziale sul civico della palazzina.

Il primo episodio risulta divertente e con, un misto di live action e animazione, regala più di qualche sorriso agli aficionados di Tex, Dylan e dintorni. Per certi aspetti ricorda una vecchia sitcom USA “Il fantastico mondo di Mr. Monroe”. Se penso invece a un antecedente umoristico nei comics, viene in mente il ciclo di She-Hulk firmato da John Byrne, in cui il cartoonist canadese si divertiva a imbastire trame e dialoghi metafumettistici tra autore e eroina.

Ma, più di tutto, The Editor is In mi è sembrato un omaggio a quel posto mitico. Mi ha riportato all’emozione struggente provata qualche anno fa, quando a Via Buonarroti 38 sono entrato davvero.

Camminavo, un poco incredulo, tra gli scaffali stipati di pubblicazioni, tra le mura zeppe di copertine indimenticabili, di vignette leggendarie, di cimeli dei viaggi fatti di persona o percorsi con la fantasia. E all’improvviso mi sono reso conto che quel posto che avevo sognato da bambino esisteva davvero. L’aveva creato uno come noi, un altro bambino di nome Sergiobonelli.