Sniff: amarsi, non amarsi, amarsi ancora. O forse no.

Sniff: amarsi, non amarsi, amarsi ancora. O forse no.
Risuleo e Pronostico confezionano per Coconino un graphic novel emozionante, acuto e visivamente brillante, che racconta in modo surreale e intelligente la storia più vecchia del mondo: quella dell’amore e dei piccoli segreti, dei desideri, delle ipocrisie e dei sentimenti che l’accompagnano.

Una delle piccole “maledizioni” del lettore di lungo corso, quello che ama dire di aver “ormai letto tutto”, è la capacità di riconoscere nelle storie più recenti gli spunti e le trame già lette in modi simili nel passato, di fatto riuscendo a indovinare con buona approssimazione molto di quello che sta per accadere ai personaggi.
Non sto parlando di plagi, questo no; ma siccome l’arte segue molto spesso un percorso circolare le idee, le storie, i colpi di scena e alcuni spunti di riflessione ritornano ciclicamente, e chi vi ha già avuto a che fare non fatica molto a individuarli, con buona pace dell’autore e delle sue buone intenzioni. Il risultato è che il nuovo racconto assume un senso di “già visto” e il vecchio lettore inizia a sfogliare più rapidamente: stile, eventi, messaggi e abbellimenti per lui smettono di avere importanza – tanto li conosce già! – e quello che gli interessa è andare rapidamente al sodo, per vedere se aveva ragione o meno.

A quel punto sta all’autore bravo e dotato riuscire ad aggirare questo problema, per esempio non relegando le intuibili “sorprese” al finale ma rendendole il centro del racconto, e cercando di raccontare con stile, bravura e un tocco di personalità.

Sniff, scritto dal regista e fumettista Fulvio Risuleo e disegnato dall’illustratore Antonio Pronostico, è un racconto che rischia di incorrere nel guaio descritto sopra ma che ne esce brillantemente proprio offrendo al lettore le due soluzioni elencate: mette in chiaro molto presto qual è il tema, trasformando un probabile “colpo di scena finale” in un punto di partenza che non si sa dove potrebbe condurre e dunque spiazza il lettore;e porta avanti una personalissima visione di un argomento molto sentito e sfruttato come l’amore. Il risultato è un volume in grado di accontentare anche il lettore più pignolo e stanco, dimostrandogli che evidentemente ha ancora qualcosa da imparare da certe tematiche che per loro natura non possono mai passare di moda.

La trama di Sniff è semplice: due fidanzati in crisi vanno in montagna a fare le vacanze. Si amano alla follia ma contemporaneamente sembrano sul punto di lasciarsi. Tra loro ci sono incomprensioni e litigi ma ogni frase che si scambiano è fatta d’amore e di speranza.  Discutono ma sembrano non parlarsi. Qualcosa, evidentemente, non va. Qualcosa non è del tutto chiaro. Ed è appunto quel qualcosa che rende la storia intrigante, intelligente, ironica e significativa.

Ovviamente, rivelare il piccolo segreto di quel “qualcosa” sarebbe fare un torto sia agli autori che al lettore, ma va sicuramente detto che lo spunto è piacevole non tanto o non solo per il tocco di mistero e di originalità del punto di vista ma soprattutto per come mette in mostra in maniera arguta un certo dualismo insito nell’essere umano, i tanti piccoli segreti e le ipocrisie che fanno parte delle nostre vite e storie d’amore; i non-detti, i desideri nascosti, i piccoli sgarbi reciproci, le difficoltà di comunicazione e la distanza che inevitabilmente separano due persone che invece dovrebbero essere unite.

Giusto che in quarta di copertina si citino Gogol e soprattutto Italo Calvino (ai quali però aggiungerei a pieno titolo anche Dino Buzzati, sia nei testi che nei disegni). È ben presente infatti in Sniff un elemento surreale affatto gratuito o infantile, bensì in grado di rivelarsi un modo molto convincente di mettere in luce parti dell’animo umano spesso difficili da vedere o ammettere anche quando si trovano direttamente davanti ai nostri occhi, o dentro la nostra testa. Una metafora, anche, dell’eterna sfida tra conscio e inconscio nella quale è impossibile non riconoscersi. Tranne ovviamente nel caso in cui non si abbia mai amato. O vissuto.

Dal punto di vista tecnico la storia convince allo stesso modo. I dialoghi di Risuleo sono agili e mai didascalici, concisi e ficcanti, capaci di accompagnare il lettore senza farsi notare e senza voler dimostrare o insegnare alcunché. Un po’ come i protagonisti del suo racconto, sembrano essere semplici testimoni di un’avventura che va per la sua strada e – nonostante gli sforzi veri o presunti dei personaggi, di tutte le loro lacrime, le tristezze e le preghiere – finisce esattamente lì dove voleva finire, con lo sceneggiatore che sembra assumersi il ruolo di semplice cronista e con la trama che rimane volutamente sospesa. Il lettore non può che chiedersi chi sia a comandare nel diorama di ruoli che gli viene mostrato, chi siano le vittime e chi i carnefici, quali cause siano davvero tali o siano invece effetti, e se le cose siano finite davvero nel peggiore dei modi possibili. Chissà, forse sia noi che i protagonisti non ci abbiamo capito niente ed è andata davvero bene così come è andata. Peccato che – proprio come nella vita – sia impossibile capirlo se non sperimentando su di noi gli effetti delle nostre scelte, a volte irrevocabili.

Se la storia convince, e lo fa in poco più di cento pagine, lo stesso vale per i disegni: Antonio Pronostico passa da illustratore a fumettista in maniera apparentemente priva di sforzi, con la massima semplicità, offrendo al lettore un segno efficace e vagamente retrò, quasi privo di angoli, capace di piegarsi alle emozioni, sospeso tra la linea chiara dell’inchiostro e del bianco e nero e la materia solida e calda delle matite colorate. Un segno gradevolmente conciso e asciutto, molto comunicativo, vivace, pieno di colore e movimento, che vira dalla Francia a Mattotti e che a tratti sembra una versione “estiva” di Ferenc Pinter. Davvero efficace sia nella sua capacità di raccontare sia nel suo obbedire alle regole della tavola a fumetti senza fatica.

Sniff è un lavoro pienamente riuscito, nel quale è impossibile – e fondamentalmente inutile – trovare difetti. Un graphic novel molto piacevole da leggere e da guardare, che si prende i suoi spazi e dilata i suoi tempi, e pure precipita come una valanga verso il suo finale forse irrinunciabile. Un prodotto maturo e diretto, che sa cosa raccontare e come farlo. Un testo che parla di noi con conoscenza di causa, al punto che è innegabile ammettere che parte dei motivi del suo valore risiedono nel fatto che ogni lettore può riconoscervi le parti più “cattive”, individualiste, egoiste di sé stesso; quelle che forse non ammette neppure che esistano, ma invece ci sono eccome. Se non ci fossero, se noi non fossimo i cattivi di questa storia – posto che usare la parola cattivi abbia un senso in questa assurda situazione che è la vita – Sniff non sarebbe di certo così efficace.

Anche il vecchio lettore disilluso sarebbe d’accordo.

Abbiamo parlato di:
Sniff
Fulvio Risuleo, Antonio Pronostico
, 2019
106 pagine, brossurato, colore – 20,00 €
ISBN: 9788876184529

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